
Oggi pomeriggio lavoratori, studenti e pensionati sono scesi in migliaia in piazza a Roma per partecipare a “La via maestra”, la manifestazione nazionale promossa dalla Cgil e da oltre cento associazioni laiche e cattoliche, per «rivendicare un Paese fondato sul lavoro, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla pace, così come indicato dalla Costituzione».
«Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione» è lo slogan che apre il lungo corteo che è arrivato a piazza del Popolo. Al corteo ci sono anche Schein e Conte. Il segretario della Cgil Maurizio Landini sulla Manovra ha detto durante la manifestazione: «Mi sembra che per quello che vediamo finora faccia abbastanza schifo, perché non sta dando le risposte che debbono esser date».
Gualtieri: il popolo della Costituzione è tornato
”Da questa piazza esce un messaggio molto forte di difesa e di rilancio della Costituzione. D’altronde, eravamo qui in piazza per i referendum sette mesi fa. Il popolo della Costituzione è tornato”. Lo dice il sindaco di Roma Roberto Gualtieri arrivato a piazza del Popolo per i comizi finali della manifestazione de La Via Maestra. ”C’è un filo che lega l’attacco ai diritti sociali a quello alla democrazia con questa legge elettorale – aggiunge – quindi: difesa della costituzione, no alla legge elettorale, no al presidenzialismo de facto che essa vuole introdurre in modo strisciante”.
Acerbo (Prc): il campo largo faccia proprio il programma della Cgil
“Di fronte alle politiche fallimentari e antipopolari del governo Meloni c’è bisogno di una rivolta sociale e democratica come propone Landini”, è quanto afferma Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, dal corteo della Via Maestra a Roma. “Bisogna unire le mobilitazioni di lavoratori, autotrasportatori e agricoltori di fronte a un governo che con il ministro Lollobrigida minaccia chi protesta”, sostiene Acerbo. “Serve anche uno scatto della politica. I partiti del campo largo che oggi sfilano in corteo facciano propria la piattaforma della Cgil come programma unitario dopo anni di governi al servizio di governi al servizio di Confindustria”. “Bisogna avere il coraggio di una politica popolare dopo anni di governi al servizio dell’1% più ricco. Innanzitutto bisogna restituire a lavoratori e pensionati due strumenti di difesa dei diritti e del potere d’acquisto: la scala mobile per adeguare salari e stipendi all’inflazione e l’articolo 18 cancellando precarizzazione e subappalti”, propone Acerbo. “Noi di Rifondazione Comunista proponiamo un fisco finalmente progressivo, un’imposta sui grandi patrimoni a partire dai 2 milioni di euro, l’aumento della tassa di successione per milionari e miliardari, un salario minimo di 12 euro l’ora, maggiori investimenti in sanità, scuola, casa, trasporti e servizi pubblici, un piano per il lavoro. Sul piano internazionale, Acerbo chiede di fermare il riarmo, uscire dalla guerra in Ucraina dicendo basta all’invio di armi e puntando sulla diplomazia in Ucraina, interrompere le relazioni militari ed economiche con Israele. Critiche anche alla nuova legge elettorale, definita un tentativo di «golpe istituzionale. È necessario costruire un fronte costituzionale, democratico e antifascista per contrastare le destre alle prossime elezioni e promuovere l’attuazione della Costituzione”, conclude Maurizio Acerbo.
Fratoianni: questo corteo è posto giusto dove stare
“Questo e’ il posto dove bisogna stare. Bisogna stare sempre nelle piazze, con chi protesta, con chi si mobilita, oggi con i lavoratori, con le lavoratrici di questo Paese chiamate in piazza dal piu’ grande sindacato italiano, da moltissime associazioni, quelle della ‘via Maestra'”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti a margine del corteo della Cgil in corso per le vie di Roma. “Una piazza – prosegue il leader rossoverde – per dire una cosa molto semplice: bisogna cambiare strada. Un paese che non ce la fa, attraversato da proteste che segnalano un malessere crescente, occorre invertire la rotta rispetto alle scelte di un governo che aumenta la spesa militare, ma non e’ in grado di dare una risposta a chi, conl’inflazione che schizza verso l’alto e lo stipendio fermo al palo, non ce la fa piu’ ad arrivare alla fine, alla meta’ del mese, non piu’ alla fine di questo. Occorre ridistribuire la ricchezza, occorrono scelte coraggiose, occorre dire che al posto della spesa militare vogliamo investire nella transizione ecologica, nella ricerca, nell’innovazione e nell’aumento dei salari, e’ il contrario di quello che sta facendo il governo della destra da ormai oltre quattro anni ed e’ arrivato il momento di cambiare e noi siamo insieme perche’ ci candidiamo insieme a governare il Paese nel segno dell’alternativa”.
Landini: per quello che vediamo la Manovra fa abbastanza schifo
“Mi sembra che per quello che vediamo finora faccia abbastanza schifo, perché non sta dando le risposte che debbono esser date”. Lo afferma il segretario della Cgil Maurizio Landini parlando – dal corteo della manifestazione in corso a Roma – della Manovra. “Dentro la legge di Bilancio – osserva Landini – l’unica cosa che io capisco con chiarezza è che 14 miliardi verranno spesi in armi. Non è quello di cui abbiamo bisogno”. “Ci serve il contrario – rileva ancora Landini – la sicurezza non è armarsi, la sicurezza è far funzionare le cose, avere uno Stato sociale, avere un lavoro. Questa è la sicurezza che noi vogliamo”.
Il corteo è arrivato in piazza del Popolo
Il corteo della manifestazione de La Via Maestra, partito da Piazza della Repubblica a Roma, è arrivato a Piazza del Popolo dove si terrà il comizio finale con l’intervento del segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
Landini: ambizione di rappresentare tutto il Paese
“Non siamo qui, insisto, per rappresentare una parte – prosegue Landini – siamo qui per dare voce alla maggioranza di questo Paese che non ne può più e che chiede un cambiamento”. “Siamo qui per unire, non per dividere – dice ancora – soprattutto per unire e metterci a disposizione dei giovani e delle giovani generazioni”. “La sostanza di queste ore è che ci sono centinaia di migliaia di giovani, di agricoltori, di persone che si sono rotte le scatole e dicono a questo governo di cambiare- conclude Landini – stiamo difendendo e praticando la democrazia, in modo pacifico e a volto scoperto perché non abbiamo nulla da nascondere”.
Bonelli: piazza chiede giustizia e ci vuole uniti, non li deluderemo
“Qui c’e un’Italia che chiede giustizia sociale e ambientale, a maggior ragione il campo largo ha la responsabilità di essere unito e uscire dai tatticismi. Chi mi ha fermato e immagino fermerà anche Elly Schlein e Giuseppe Conte mi ha detto che dobbiamo stare uniti, sarebbe imperdonabile tradire questa richiesta. Questa piazza sara l’avvio di una grande stagione di mobilitazione per mandare all’opposizione Meloni e il suo governo”. Così il coportavoce di Avs Angelo Bonelli, arrivando – con tanto di caschetto Fiom in testa – a piazza della Repubblica per la manifestazione ‘La via maestra’ organizzata dalla Cgil. “L’ultima volta che mi sono fermato a parlare con Elly Schlein – ha scherzato poi – mi ha attaccato il raffreddore. Adesso siamo tutti immunizzati, abbiamo condiviso tutto, anche i virus”.
Ricci: le morti sul lavoro sono diventate triste consuetudine
“Nel nostro Paese le morti sul lavoro sono diventate una triste consuetudine. E’ necessario un intervento massiccio da parte del Governo: più assunzioni per consentire ispezioni, più assunzioni per consentire vigilanza, leggi da rispettare, formazione fatta seriamente, un grande intervento anche del sindacato sulle maestranze. È evidente che ci troviamo di fronte a un’emergenza nazionale e oggi, qua a Roma, siamo anche per dire questo al Governo. E la Cgil, insieme a tante associazioni, offre una serie di proposte per superare, ovviamente in tempi brevi, le grandi crisi e, soprattutto, quelli che sono i mali strutturali di questo Paese, che sta diventando sempre più antidemocratico e regressivo”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, a margine della manifestazione de La Via Maestra in corso a Roma.
Landini: campo largo? Parliamo a tutto il Paese
Una manifestazione che strizza l’occhio al ‘campo largo? ”Noi parliamo a tutto il paese, non siamo qui per rappresentare una parte, abbiamo l’ambizione di rappresentare tutto il paese e soprattutto di rappresentare quella parte del paese che con il suo lavoro lo tiene in piedi”. Lo dice Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, oggi alla manifestazione de La Via Maestra a a Roma. ”A me interessa se aumenta il salario oppure no, se la sanità funziona e le liste d’attesa si riducono, se i giovani invece di andare via dall’Italia restano qui”, dice Landini, ”poi chi è d’accordo con queste proposte le assuma. Ma noi non siamo qui per rappresentare una parte”.
Dal Piemonte oltre 1800 partecipanti a “La via Maestra”
Sono circa 1800 i piemontesi, lavoratrici, lavoratori, giovani, studenti, pensionate e pensionati che parteciperanno oggi a Roma a ‘La via maestra’, la manifestazione nazionale promossa dalla Cgil e da oltre cento associazioni laiche e cattoliche, per, spiegano gli organizzatori, ”rivendicare un Paese fondato sul lavoro, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla pace, così come indicato dalla Costituzione” Il concentramento è previsto alle 13.30 in piazza della Repubblica, da cui partirà il corteo diretto a piazza del Popolo, dove nel tardo pomeriggio il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, concluderà la manifestazione.
Landini: ridare a lavoratori e pensionati i 4,5 miliardi rapinati
“I lavoratori dipendenti e i pensionati sono quelli che tengono in piedi questo Paese. E anche quest’anno con il fiscal drag pagano 4 miliardi e mezzo di tasse che non dovrebbero pagare. Noi chiediamo che quei 4 miliardi e mezzo rimangano nelle tasche dei lavoratori e dei pensionati, non che vengono rapinati dal governo un’altra volta per poi fare marchette elettorali o altre cose che non servono”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla manifestazione della Via maestra a Roma, torna sulla questione del drenaggio fiscale.
Bonelli: Meloni volta spalle a Italia che soffre
“Siamo in piazza per sostenere una mobilitazione sociale che oggi pone con forza due grandi questioni: il caro vita, che sta distruggendo le prospettive di benessere delle famiglie e delle imprese italiane, e le scelte di un governo che ha privilegiato la politica del riarmo e favorito l’accumulazione di grandi ricchezze, a partire dai profitti delle societa’ energetiche. Sono grandi questioni che questo governo non affronta, insieme a quella della politica energetica, strettamente legata alla crisi climatica, negata da Giorgia Meloni con un atteggiamento ideologico”. Cosi’ Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, dalla manifestazione della Cgil. “Durante la mia replica in Parlamento – ha aggiunto – Giorgia Meloni mi ha accusato di essere ideologico. Ma e’ lei ad avere una posizione ideologica, che in questi anni e’ servita a favorire le societa’ energetiche e l’accumulazione di enormi ricchezze. Pensiamo ai grandi profitti che queste societa’ hanno realizzato, mentre qui c’e’ un’Italia che chiede giustizia sociale e, aggiungo, giustizia ambientale, di fronte a un governo che le ha voltato le spalle. Per questo, a maggior ragione, il centrosinistra, che oggi e’ qui in piazza, ha una responsabilita’ ancora piu’ grande: essere unito e uscire da ogni forma di tatticismo. Perche’ chiunque mi abbia fermato oggi, e presumo fermera’ anche Elly Schlein e Giuseppe Conte, mi ha detto una cosa sola: ‘Siate uniti, siate uniti’. Sarebbe imperdonabile non raggiungere questa unita’. E hanno ragione. Non li deluderemo, saremo uniti. Questa manifestazione, insieme alle altre che seguiranno, rappresenta l’avvio di una grande stagione di mobilitazione per mandare all’opposizione Giorgia Meloni e il suo governo”.
Boldrini: Costituzione e giustizia sociale sono la via maestra
“Mentre le italiane e gli italiani sono strangolati dal caro benzina, dalla mancanza di case a canoni accessibili, dai prezzi della spesa impazziti, dal lavoro povero, il governo Meloni investe nella spesa in armi e pensa alla legge elettorale che ha tenuto bloccato il Parlamento per settimane”. Lo ha dichiarato Laura Boldrini deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, alla partenza della manifestazione “La via maestra”, a Roma. “Un governo che con i decreti sicurezza si accanisce contro chi dissente e protesta, contro giovani, lavoratori e lavoratrici. A Roma – ha aggiunto come riferisce una nota – esplodono bombe carta al ritmo di due a settimana, ma per loro l’urgenza è il tetto di studenti stranieri nelle classi. La sicurezza di Meloni è solo repressione, mai giustizia sociale. Grazie alla Cgil e a tutte le associazioni che hanno organizzato questa manifestazione a cui era necessario partecipare per ricordare a tutti che ‘la via maestra’ è la nostra Costituzione”.
Fratoianni: cambiare strada, noi l’alternativa
Questo e” il segnale che questo è il posto dove bisogna stare. Bisogna stare sempre nelle piazze, con chi protesta, con chi si mobilita, oggi con i lavoratori, con le lavoratrici di questo Paese chiamate in piazza dal più grande sindacato italiano, da moltissime associazioni, quelle della via Maestra”. Lo ha detto Nicola Fratoianni di Avs all’avvio del corteo della Cgil replicando a chi gli chiedeva quale sia il segnale del campo largo oggi in piazza. Una piazza “per dire una cosa molto semplice: bisogna cambiare strada. Un paese che non ce la fa, attraversato da proteste che segnalano un malessere crescente, occorre invertire la rotta rispetto alle scelte di un governo che aumenta la spesa militare, ma non è in grado di dare una risposta a chi, con l’inflazione che schizza verso l’alto e lo stipendio fermo al palo, non ce la fa più ad arrivare alla fine, alla metà del mese, non più alla fine di questo. Occorre ridistribuire la ricchezza, occorrono scelte coraggiose, occorre dire che al posto della spesa militare vogliamo investire nella transizione ecologica, nella ricerca, nell’innovazione e nell’aumento dei salari, è il contrario di quello che sta facendo il governo della destra da ormai oltre quattro anni ed è arrivato il momento di cambiare e noi siamo insieme perché ci candidiamo insieme a governare il paese nel segno dell’alternativa”.
Landini: pronti a sciopero generale? Lo sentirete dal palco
Senza risposte, si andrà verso lo sciopero generale? “Questo lo sentirete dal palco”: così risponde il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla manifestazione della Via maestra a Roma, partita da piazza della Repubblica e diretta a piazza del Popolo dove si alterneranno gli interventi dal palco.
Landini: Paese va a sbattere, serve cambio radicale
“E’ chiaro che c’è la necessità di un cambiamento radicale delle politiche economiche e sociali che stanno portando il nostro Paese a sbattere”. Lo dice il leader della Cgil Maurizio Landini aprendo il corteo da piazza della Repubblica a Roma.
Landini: siamo in piazza perché la gente non ce la fa più
“Siamo in piazza perché la gente non ce la fa più. C’è bisogno di aumentare i salari, di fare funzionare le scuole. C’è bisogno di rispondere al caro vita. C’è una domanda di partecipazione e di cambiamento che parte anche dalle nuove generazioni”. Così il leader della Cgil Maurizio Landini aprendo il corteo della manifestazione appena partita da piazza della Repubblica e diretta al palco di piazza del Popolo a Roma. “Noi pensiamo che il governo e il Parlamento – aggiunge Landini – debbano imparare ad ascoltare. E debbano dare voce e acscolto a chi tiene in piedi il Paese con la sua intelligenza e il suo lavoro”.
La Via maestra in piazza a Roma, corteo per “Lavoro, pace, Costituzione”
“Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione”: sotto questo slogan è partita la manifestazione nazionale a Roma promossa dalla Cgil e dalle oltre cento associazioni laiche e cattoliche che fanno capo alla Via maestra. Il corteo è partito da piazza della Repubblica, intorno alle 14, diretto a piazza del Popolo, dove si alterneranno gli interventi dal palco. A chiudere il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. La manifestazione rilancia diverse proposte e rivendicazioni: da più salari e meno precarietà ad un fisco “davvero giusto”; dalla sanità e istruzione pubbliche per tutte e tutti all’accesso alla casa; dal lavoro e l’ambiente insieme, alla pace, dicendo no al riarmo e all’aumento della spesa militare; dalla libertà di dissenso alla difesa e attuazione della Costituzione. Sul lavoro, la Via maestra chiede di aumentare stipendi e pensioni, cancellare i contratti precari, contrastare il lavoro povero e ridurre il divario retributivo tra donne e uomini. Sul fisco la richiesta è di combattere l’evasione, ridurre il carico fiscale su salari e pensioni, tassare extra profitti, rendite e grandi ricchezze e garantire la progressività fiscale: chi ha di più deve contribuire di più, insistono i promotori della manifestazione. C’è anche la richiesta di portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello per l’istruzione al 5%, di assumere personale, di ridurre le liste d’attesa e garantire servizi pubblici di qualità in ogni parte del Paese.
