Resta in carcere la mamma che ha partorito nell’acqua a Ciriè: “Pensavo a un aborto”. Grave la bimba

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«Non sapevo di essere rimasta incinta. A un certo punto sono stata maschio. Sono andata in bagno, ma non immaginavo che ci fosse una bambina. Credevo di aver abortito». Così, la donna di Cirié che ha partorito nell’acqua della casa dei genitori, si è giustificata nel corso dell’interrogatorio di convalida. Ha pianto per tutto il tempo. Lacrime dovuta alla sua condizione di fragilità. Una gravidanza di cui lei non si sarebbe mai accorta per via della costituzione robusta. E non se n’è resa conto neppure la famiglia.

Arresto convalidato

La donna resterà in carcere perché, venerdì, il gip di Ivrea Mauro Cantone ha convalidato l’arresto per tentato omicidio. Il giudice ha così confermato l’accusa più graveriformulata dalla pm Maria Baldari al momento del fermo in cui veniva contestato, in primo momento, il tentato infanticidio. Si tratta, dunque, di un reato più grave perché secondo la ricostruzione con il tentato omicidio emergerebbe una condotta omissiva che avrebbe potuto causare la morte della neonata. Secondo l’accusa, infatti, la donna avrebbe lasciato per circa dieci minuti la bambina con la testa nell’acqua mentre lei era seduta sull’acqua.

L’udienza

Per circa un’ora e mezza, in tribunale a Ivrea, la donna, 38 anni, accanto ai suoi legali, le avvocate Elisa Solive e Monica Defilippi, ha risposto alle domande del giudice. Poi la donna ha anche confessato che quella bambina non l’avrebbe voluta: «Non me la sento di fare da madre. Non ne sarei capace e non avrei mai pensato di avere dei figli».

I problemi di droga

Non è emerso, invece, se quel giorno fosse sotto l’effetto di stupefacenti anche se in passato ha avuto problemi di tossicodipendenza ed è stata seguita dal Sert. Attualmente era seguita dai servizi sociali di Cirié. Lunedì scorso ad avvertire i soccorritori era stato il fratello, arrivato a casa dopo la richiesta di aiuto della sorella.

Come sta la noeonata

Restano intatti gravi ma stabili le condizioni di salute della piccola, ricoverata al Maria Vittoria nel reparto di terapia intensiva diretto dal medico Patrizia Savant Levet. Arrivata in ospedale in condizioni critiche, la neonata è stata assistita dal punto vista respiratorio e cardiocircolatorio. L’équipe medica non si sbilanciasono in corso accertamenti dal punto di vista generale e neurologico.


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