L’assistente vocale interpreta male il comando, l’auto si schianta nel guardrail: il caso Link & Co. è un campanello d’allarme

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Un episodio che riporta al centro il rapporto tra software di bordo e sicurezza stradale. Una Lynk & Co Z20 è rimasta coinvolta in un incidente notturno in autostrada dopo la disattivazione dei fari causata da un comando vocale.

Secondo le informazioni diffuse, il conducente stava cercando di spegnere una luce interna attraverso l’assistente vocale. Il sistema ha invece interpretato l’ordine come richiesta di spegnimento dei fari esterni. In piena marcia, l’illuminazione anteriore si è spenta. I tentativi di ripristino non hanno avuto esito positivo: il sistema ha risposto che l’operazione non poteva essere completata e il conducente è finito per schiantarsi nel guardrail.

La Z20, commercializzata in Europa come Lynk & Co 02, è un SUV compatto elettrico basato sulla piattaforma MARE di Geely. Integra una batteria da circa 61 kWh per un’autonomia dichiarata fino a 530 km nel ciclo CLTC. La peculiarità di questa gamma, motivo di popolarità anche in Europa, è proprio la forte integrazione tecnologica con interfacce semplificate, comandi vocali e ADAS all’avanguardia.

Sull’accaduto, il deputy general manager di Lynk & Co Sales Mu Jun, ha pubblicato le sue scuse ufficiali su Weibo e ha confermato il rilascio di una correzione via OTA. L’aggiornamento modifica la logica del controllo vocale: quando il veicolo è in movimento, i fari potranno essere spesi esclusivamente tramite i comandi manuali fisici.

Le autorità cinesi stanno valutando norme che impongano la presenza di comandi fisici per le funzioni essenziali di sicurezza. L’obiettivo consiste nel garantire un livello minimo di controllo diretto, indipendente dall’interfaccia digitale.

Il tema supera il singolo produttore. La centralità del software è crescente in tutti i veicoli, in particolar modo ovviamente in quelli elettrici. Questo genera anche un’altra difficoltà: la ripartizione delle responsabilità. In casi come quello in oggetto, è difficile far valere le proprie ragioni poiché l’eventuale risarcimento rimbalza tra compagnia assicurativa e costruttore.

L’episodio della Lynk & Co Z20 resta fortunatamente isolato e probabilmente irrilevante dal punto di vista statistico, ma rappresenta un campanello d’allarme per un settore che affida sempre più funzioni critiche a un codice piuttosto che alla più semplice elettronica.

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