Materia oscuraossia uno degli aspetti più fondamentale e allo stesso tempo sfuggenti dei modelli cosmologici. Se non incorporassimo la sua esistenza nelle equazioni di base dell’astrofisica, non si riuscirebbe a spiegare la velocità di rotazione delle galassie, gli ammassi che formano ei loro movimenti; d’altra parte, però, nessuno l’ha mai osservata direttamente né sa con precisione di cosa sia realmente composta, anche perché sembra davvero impenetrabilenel senso che non interagisce con la materia ordinaria, e quindi sfugge ostinatamente alle osservazioni. Tutto ciò è racchiuso nell’aggettivo che la descrive – oscura come la selva dantesca – appioppatogli per intendere lasciare che al momento non ne sappiamo ancora molto. Eppure, la ricerca degli ultimi decenni non ha lesinato alcuno sforzo per cercare di confermarne l’esistenza, scandagliando il cielo alla ricerca di effetti gravitazionali inspiegabili che dimostrerebbero la presenza di enormi ammassi di materia completamente invisibili, elaborando modelli teorici per spiegarne la formazione nell’Universo primordiale, e cercando di inferirne la natura attraverso osservazioni indirette. E ora, ad aggiungere caos al caos, l’ennesima novità: un gruppo di scienziati della Università di Yalecoordinati dall’astrofisico Michal Keimha osservato una galassia che sembra tranquilla fare un meno della materia oscura per muoversi ed esistere. Si chiama NGC 1052-DF9è la terza di questo tipo, e la sua osservazione potrebbe aiutare a gettare nuova luce sul mistero della materia oscura. Obiettivo degli scienziati, ora, è capire se queste tre galassie senza materia oscura (più eventuali altre ancora non osservate) sono l’eccezione che confermano la regola o nascondono una nuova fisica ancora da scoprire. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Il diario astrofisico.
L’anomalia di DF9 e il suo “peso” stellare
Le altre due galassie senza materia oscura (NGC 1052-DF2 e NGC 1052-DF4), oltre a presentare ammassi globulari insolitamente luminosiformano una specie di “scia” con le altre galassie a bassa luminosità nel campo visivo di NGC 1052 (il campo visivo è la porzione di cielo che un telescopio riesce a inquadrare in una singola sessione di osservazione o l’area che circonda un oggetto celeste principale, in questo caso la grande galassia ellittica NGC 1052). “Se le altre galassie su questa scia si sono formate insieme a DF2 e DF4, ad esempio da gas separato dalla materia oscura tramite una collisione – scrivono i ricercatori – potrebbe anch’esse esserne privato. DF9 era il candidato ideale per testare questa ipotesi, essendo l’analogo più simile per luminosità e dimensioni a DF2 e DF4”. Per misurare l’“assenza” di qualcosa, i ricercatori hanno dovuto calcolare la cosiddetta massa dinamica del sistema, osservando come si muovono le stelle al suo interno: la metrica precisa si chiama dispersione di velocità stellare, che per DF9 si attesta intorno a 6,5 km/s. Bingo: se la galassia avesse avuto una normale alone di materia oscura, la velocità delle sue stelle sarebbe dovuta essere quattro volte tantodonde la conclusione dei ricercatori che, proprio come per DF2 e DF4, la materia oscura non è necessaria per spiegare le dinamiche di DF9.
