Pizzaiolo ucciso, la Lega chiede la “remigrazione” per il killer, poi fa marcia indietro

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Reggio Emilia – È anche un caso politico l’omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa ieri sera a Reggio Emilia. Alcuni esponenti della Lega si sono scagliati contro il presunto killer “straniero”, come da prime informazioni raccolte, salvo poi, con la notizia della nazionalità italiana dell’arrestato, fare retromarcia chiedendo di annullare le comunicazioni inviate.

Una tragedia “che impone una riflessione seria, senza ipocrisie: un uomo è stato accoltellato e ucciso per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero. Non siamo davanti a un episodio di ordinaria criminalità, ma all’ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere”, “la remigrazione deve diventare uno strumento concreto di tutela della sicurezza”, ha scritto Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in Regione Emilia-Romagna.

“Basta a persone che portano la violenza, efferata e ingiustificabile come in questo caso, nel nostro Paese”, ha dichiarato la deputata reggiana della Lega Laura Cavandoli.

Entrambi hanno inviato una successiva comunicazione, chiedendo di annullare i rispettivi comunicati “alla luce delle nuove informazioni diffuse dagli inquirenti, che modificano un elemento centrale della ricostruzione iniziale”.

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