Il terzo e ultimo limite è quello degli odori che si sviluppano durante il funzionamento. Il filtro a carboni attivi dell’SF25 fa un gran lavoro nel trattenere la maggior parte, ma qualcosa passa comunque nell’ambiente. Non sono odori riconducibili agli alimenti, è solo il risultato del trattamento che estrae l’acqua dai rifiuti: una nota calda di essiccazionevagamente tostata, che ricorda scarti vegetali riscaldati e asciugati a lungo. Niente di sgradevole né di permanente – a processo il granulato è praticamente qualcosa inodore – ma è comunque finito di “presente” durante il processo.
Conclusione
Semplice da usare e tutto sommato compatto, il tritarifiuti Dreame SF25 ha però un pubblico di riferimento particolare. Ad esempio, chiunque produrre parecchi rifiuti alimentari e dover tenerseli in giro per casa a lungo troverà lo salvifico: il volume finale dei residui è drasticamente minore e senza più liquidi si conserva a lungo senza danneggiare i sacchetti dell’umido. Per questa categoria di persone trovare lo spazio in casa per SF25 è sicuramente un problema affrontabile, anche senza una reggia a disposizione.
Bisogna chiarire però che quel che viene prodotto non è compost: è naturalmente ricco di nutrienti, ma senza un passaggio successivo in compostiera o nel terreno resta uno scarto organico essiccato e triturato, non un fertilizzante pronto all’uso. E al netto di queste valutazioni c’è un prezzo non basso, per un elettrodomestico sicuramente utile e tremendamente comodo ma non fondamentalealmeno non in tutte le abitazioni.
