Acciaierie, la Provincia rilancia: concessione per mezzo secolo – Cronaca

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BOLZANO. «Salvo imprevisti dell’ultima ora, venerdì porto in giunta la modifica della legge provinciale Territorio e paesaggio del 2018 che prevede tre fattispecie per gli immobili di proprietà della Provincia: affitto, diritto di superficie, vendita. Alla legge adesso viene aggiunta una quarta possibilità, che riguarda la concessione». Si tratta di un passaggio indispensabile per consentire al vicepresidente della giunta provinciale Marco Galateo di chiudere in tempi rapidi la partita Acciaierie Valbruna, dare tranquillità a 580 lavoratori e garanzie di prospettiva all’azienda che fa capo alla famiglia di industriali vicentini Amenduni.

Dopo l’approvazione in giunta, ci sarà l’esame in commissione e successivamente la discussione in aula. Realisticamente l’iter della legge potrebbe concludersi subito dopo Pasqua. La fattispecie della concessione è pensata per le Acciaierie, ma sarà applicabile in qualsiasi altro caso. Ad esempio per l’Aluminium Bozen, la fabbrica di via Toni Ebner, la cui fonderia si trova su un terreno di proprietà della Provincia: in tutto 10 mila metri quadrati. In questo caso la concessione scade nel 2030. In settimana è attesa la convocazione a Roma da parte del ministro delle imprese Adolfo Urso che, pur non avendo la possibilità di intervenire direttamente nella trattativa tra Provincia e Valbruna, si è impegnato a seguirla, perché in gioco c’è il futuro di una fabbrica definita di interesse strategico per il tipo di produzione (acciai speciali venduti in tutto il mondo).

Oltre a circa duemila posti di lavoro tra lo stabilimento di via Volta a Bolzano e la casa madre di Vicenza. Il ministro si è assunto il ruolo di mediatore tra l’azienda che insiste per acquistare l’intero immobile e la Provincia che rimane ferma sulla concessione. Alla fine un accordo si troverà e – a questo punto – non potrà essere che la formula della concessione. In sostanza si dovrebbe replicare il modello adottato nel 1995, ma probabilmente per un periodo più lungo dei 30 anni attuali. Si ipotizzano 50 anni. Questo per dare alla società la possibilità di programmare importanti investimenti su un lasso di tempo più lungo.

Altra questione da chiarire; l’assegnazione della concessione avverrà con trattativa diretta o con una gara? Inutile dire che Valbruna, dopo che la prima gara è andata deserta, ritiene che ci siano tutti presupposti anche giuridici, per andare a trattativa diretta. «Non è possibile – replica Galateo –; deve esserci per forza una manifestazione di pubblico interesse. Però la formula della concessione ci consente di prevedere dei vincoli sia per quanto riguarda la continuità produttiva che il mantenimento degli attuali posti di lavoro. Da questo punto di vista la concessione dà più garanzie che la vendita. Con l’alienazione infatti, dopo un certo numero di anni, il proprietario potrebbe anche decidere di fare altro».

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