Artemis 2, Orion raggiunge la luna: le spettacolari immagini dallo spazio

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Se ioApollo 8nel 1968fu la prima missione della storia e del programma lunare a circumnavigare la Lunae lo fece nella notte di Natale, ora Artemide 2 che è considerato il remake modernizzato di quell’impresabissa il successo e si inserisce nel campo dell’influenza gravitazionale della Luna nel giorno di Pasqua. Ma se all’epoca l’equipaggio era poco loquace, e il comandante Borman stette malissimo per tutto il viaggio di andata, i quattro astronauti di Artemis 2 sono vivaci e comunicativi. A cominciare dal pilota Victor Gloverprimo uomo nero inviato verso la Luna, sempre sorridente e scherzoso.

Missione Artemis II: chi sono i 4 astronauti che torneranno sulla Luna dopo 54 anni


Giovedì, Victor aveva pilotato manualmente la Orion per dei test di rendezvous con il secondo stadio del razzo SLS in un’orbita terrestre molto alta, e mentre lo pilotava come si fa con un elicottero ne fece una radiocronaca degna del miglior inviato speciale nello spazio. «Eccola! Guardate che meraviglia!», ha esclamato Chistina Koch, osservando la Luna vicinissima da uno degli oblò trapezoidali di Orione. E ripetendo l’esclamazione che fece Frank Borman nel 1968. Durante il viaggio di andata, la Orion, arrivò puntuale al traguardo non considerando gli 11 minuti di ritardo alla partenza, grazie al proprio “cervello di bordo”, comunque sempre monitorato da Weiseman e Glover, aveva effettuato solo due piccole accensioni dei motori d’assetto per correggere la traiettoria. E la Luna è stata raggiunta. Gli astronauti si scateneranno con le macchine fotografiche. Non più le pellicole Kodak della storica immagine “Earth Rise” dell’Apollo 8, ma macchine digitali sofisticate per fotografie mozzafiato.



(afp)

Orion batte così il record di distanza di un equipaggio umano dalla Terra, che era dell’Apollo 13, con 400.171 chilometri, raggiungendo 406.773 chilometri dal nostro pianeta. Si allontaneranno di 7.800 chilometri dalla superficie del globo selenico, per poi nel pomeriggio di lunedì, “doppiare” la Luna e imboccare la traiettoria di rientro. È una traiettoria detta “di ritorno libero“, scelta solo per questa missione per ragioni di sicurezza, essendo il primo volo con astronauti di Artemis. Quindi non un ingresso in orbita lunare, che richiede operazioni manovrate ma un tragitto studiato per riportare automaticamente l’astronave verso la Terra in caso di guasto ai motori della Orion. La missione è comunque un test in vista delle missioni future. Il rientro nell’atmosfera a 40.000 chilometri orari, e con la capsula avvolta da fiamme che raggiungono i 3.000 gradi, avverrà nel Pacifico, 9 giorni, un’ora e 46 minuti dal lancio da Cape Canaveral.


Il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare non avverrà più con la missione Artemis 3come previsto inizialmente, che farà un test in orbita terrestre di Orion e del veicolo du allunaggio, ma con la successiva Artemide 4. Una decisione che ha riacceso il dibattito sulla nuova corsa alla Luna e sui motivi di questo cambio di programma. La risposta della Nasa in realtà è stata molto chiara: prima di tutto, sicurezza.

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