Aston Martin e NetApp, la Formula 1 si vince anche con i dati

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Quando una monoposto di Formula 1 sfreccia sul rettilineo, tutto sembra ridursi a motore, aerodinamica, pneumatici e talento del pilota. È l’immagine più immediata, quella che arriva al pubblico, dietro, però, si muove una macchina molto più ampia e quasi invisibilecomposta da server, algoritmi, simulazioni e flussi di informazioni che non possono permettersi esitazioni.

Squadra di Formula Uno Aston Martin Aramco corre quindi due gare contemporaneamente; la prima si disputa sull’asfalto, la seconda tra il circuito, il Technology Campus di Silverstone e il cloud. In questo scenario NetApp mette a disposizione l’infrastruttura che consente di raccogliere, spostare, proteggere e analizzare le informazioni generate dalla vettura.

Non è semplice archiviazione, né il classico rapporto tra un’azienda tecnologica e una squadra sportiva. Il dato entra direttamente nel processo decisionale e può suggerire una modifica alla strategia di garasegnalare un comportamento anomalo oppure aiutare gli ingegneri a valutare una nuova soluzione senza costruirla subito. Insomma, è diventato un componente della monoposto, anche se non comparabile nella distinta dei pezzi.

Oltre trecento sensori raccontano la monoposto

Ogni vettura di Formula 1 porta con sé più di 300 sensori e durante una fine settimana di gara possono produrre oltre 1 TB di informazioni grezze, che diventano tra 2 e 3 TB considerando preparazione, elaborazione e analisi successive. I sensori controllano temperatura, pressioni, vibrazioni, carichi, accelerazioni, consumo energetico e numerosi altri parametri, ogni giro genera una nuova fotografia del comportamento della macchina.

Il problema non consiste soltanto nell’accumulare numeri, bisogna capire quali meritano attenzione immediata e quali possono essere analizzati con maggiore calma. Una variazione apparentemente trascurabile può nascondere l’inizio di un problemaal contrario, un valore insolito potrebbe dipendere semplicemente da una particolare condizione della pista.

Il lavoro degli ingegneri sta proprio nell’interpretazione, per farlo, però, devono ricevere informazioni affidabili e coerenti, senza perdere tempo a cercarle in sistemi diversi. La tecnologia NetApp interviene in questo passaggiocostruendo una continuità tra la monoposto, il muretto, la fabbrica e le piattaforme cloud.

Dal circuito a Silverstone senza perdere tempo

Una parte delle analisi viene svolta direttamente in pista, dove ogni secondo conta, mentre altre attività sono affidate agli specialisti presenti a Silverstonenel centro operativo che segue le sessioni a distanza. Il fatto che una gara si svolga a Miami, Melbourne o Suzuka non cambia la necessità di lavorare insieme, chi si trova nel box e chi è rimasto nel Regno Unito deve poter consultare dati coerenti, quasi come se fosse seduto nella stanza stessa.

Qui entra in gioco il trasferimento delle informazioni, dove NetApp permette di replicare rapidamente i dati dalla pista alla sede centrale, evitando procedure manuali lente e poco adatte ai ritmi della Formula 1. La tecnologia SnapMirror consente di mantenere copie aggiornate nei diversi ambienti, trasferendo in modo efficiente le modifiche.

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