“Non ci sentiamo più al sicuro”
Nell’intervista al Corrierela 26enne ha spiegato che l’aspetto più sconvolgente della vicenda non è soltanto la presenza di una chat sessista, ma il senso di insicurezza che episodi del genere generano.
Un passaggio che apre una riflessione più ampia sul rapporto di fiducia tra utenti e operatori del trasporto pubblico. Perché, come spiega la ragazza, “qualsiasi donna che viaggia sola sui mezzi pubblici cerca protezione nei lavoratori, magari vicino al conducente, e si tranquillizza sapendo che ci sono telecamere di sorveglianza. Scoprire che quelle stesse telecamere possono essere usate per diffondere immagini intime è spaventoso”.
L’indagine interna di Atm e la denuncia
Dopo la segnalazione, Atm ha avviato immediatamente un’indagine interna per identificare le responsabilità e verificare eventuali altri episodi.
Secondo i primi accertamenti, nella chat sarebbero coinvolte sette persone: un conducente, cinque dipendenti amministrativi e un ex dipendente oggi in pensione.
L’azienda ah presentato denuncia alle forze dell’ordine per uso improprio di immagini delle telecamere di bordo e ha annunciato anche un esposto al Garante della Privacy.
In una dichiarazione ufficiale, Atm parla di una “durissima reazione“: “Atm si è prontamente attivato con la massima attenzione per fare piena luce sull’episodio, per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città. Crediamo fermamente nel rispetto come valore fondante e non negoziabile. Agiremo in ogni sede opportuna rispetto a qualsiasi irregolarità commessa”.
Le possibili conseguenze disciplinari
L’inchiesta interna potrebbe portare i dipendenti coinvolti davanti al consiglio di disciplina aziendale. Le sanzioni previste variano in base alla gravità dei fatti: dalla censura alla multa, fino alla sospensione, alla retrocessione o alla destituzione.
Sul piano giudiziario, invece, restano aperti diversi fronti, a partire dall’uso improprio delle immagini di videosorveglianza fino alle possibili violazioni della privacy.
La vicenda ha rapidamente assunto una dimensione pubblica e politica. Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha chiesto che venga fatta piena luce sull’accaduto, sollecitando provvedimenti severi nel caso in cui venissero accertate responsabilità.
Intanto, il caso ha acceso nuovamente il dibattito sulla violenza di genere e, come ha ricordato la ragazza, “nessuna ragazza dovrebbe trovarsi in una chat del genere senza saperlo”.
