L’approccio strutturalmente più interessante era quello di IO-AI Techche affrontava la manipolazione abile Venire problema di dati prima ancora che di meccanica. Il sistema “Any In, Any Out” mostra una pipeline end-to-end per la raccolta di dimostrazioni umane attraverso teleoperazione con controller aptici e guanti sensorizzati: l’operatore esegue task di manipolazione fine su un robot remoto, generando le traiettorie, i profili di forza e la retroazione tattile che diventano dati di formazione per i modelli di policy. La separazione concettuale rispetto agli altri approcci è netta: IO-AI Tech ha spostato la filiera dalla capacità di manipolazione al processo con cui quella capacità viene acquisita e migliorata nel tempo. L’hardware della pipeline, inclusi i guanti ei controller in mostra sul tavolo, era esso stesso prodotto commodity, scelto deliberatamente per ridurre il costo di raccolta dati a scala.
Realman e il modello della forza lavoro distribuita
Realman dal canto suo ha esposto qualcosa di concettualmente diverso dagli altri: una parte superiore del corpo connessa in tempo reale a una dashboard operativa che mostrava metriche aggregate su una mappa mondiale. Oltre 219 robot lavoratore-equivalente attivi simultaneamente, più di 2.100 unità connessedistribuzione geografica delle operazioni, statistiche di utilizzo per categoria di task. Oltre allo spaventoso numero assoluto, la cosa più notevole qui era che esisteva una dashboard del genere e che fosse mostrata in fiera come argomento di vendita.
Il modello sottostante è quello di una forza lavoro robotica distribuita, gestita in remoto da operatori umani, fatturabile per ora o per task, scalabile in modo elastico sulla domanda. La teleoperazione qui è intesa non come una fase di sviluppo verso l’autonomia futura ma come prodotto stabilegià venduto, già operativo, e che peraltro può aiutare nell’integrazione nel mercato del lavoro tutta una serie di persone affette da disabilità, che possono lavorare comodamente da casa teleoperando robot. L’autonomia progressiva, resa possibile dall’accumulo di dati operativi, abbasserà semmai nel tempo il costo umano per unità di output, ma il modello non dipende dall’autonomia per funzionare fin da subito.
Robot Rescue: nella fabbrica di domani, saranno i robot a spegnere gli incendi
La prima edizione della Gara di salvataggio di robotcompetizione nazionale dedicata a robot progettato per scenario di emergenzaè stata una presenza significativa al FAIRplus 2026. I materiali promozionali, con lo slogan “科技向善,”生命至上”, (la tecnologia verso il bene, la vita sopra tutto), erano distribuiti capillarmente, e tra le tante aziende che hanno attaccato questa fetta di mercato si è distinta in particolare la Shenzhen Agiquad Technology, che commercializza i robot Zhiyuan con la serie D1, che non a caso ha ha organizzato il proprio spazio espositivo in relazione diretta con l’area della competizione.
