Dopo i droni nei cieli, è arrivato il momento dei veicoli marittimi autonomi? In Italia c’è chi è pronto a scommetterci

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Stanno arrivando i veicoli marittimi autonomi (nave di superficie senza equipaggio). IO droni li abbiamo visti all’opera in ogni veste, dalle operazioni militari alle consegne a domicilio. Le auto a guida autonoma scontano ancora un certo scetticismo, ma in Cina e nelle metropoli statunitensi come San Francisco circolano ormai da qualche anno. E se fosse il mare la prossima frontiera dell’autonomia robotica? Non sorprende che tra i primi a guardare con interesse a questo campo ci sia la difesa, ma è un’opportunità che attira anche operatori civili e industriali. In un futuro non troppo lontano i veicoli marittimi autonomi potrebbe quindi pattugliare rotte commerciali, ispezionare parchi eolici offshore, monitorare fondali e cavi sottomarini o contribuire alle operazioni di soccorso in mare. C’è già chi lavora in questa direzione, anche in Italia.

La IA psichica di Mirai Robotics per le missioni in mare

È del 9 marzo 2026 il lancio ufficiale di Mirai Robotica, avvio pugliese che ha attirato subito una grande attenzione in Italia e non solo. Lo dimostra la chiusura del primo round di pre-seed da 3,5 milioni di euro guidato da Primo Capital, Techshop e 40 Jemz Ventures, con la partecipazione di angel investor italiani e internazionali.

Sono tre le aree su cui lavora la società. La prima è proprio quella dei veicoli marittimi autonomi che lavora senza equipaggio grazie a tecnologie di intelligenza artificiale applicate al mondo fisico – quella che nel settore è definita come IA psichica. Oltre a progettare e costruire veicoli proprietari, Mirai Robotics elabora sistema di guida autonoma da installare sulle flotte già in servizio. Il terzo pilastro è quello dei software che pianificano e coordinano le missioni in mare, anche quando coinvolgono decine o centinaia di unità, per poi raccogliere e analizzare i dati.

L’obiettivo, spiegano dalla startup, è quello di rendere il mare sempre più “osservabile” grazie a una rete di veicoli autonomi in grado di raccogliere dati in modo continuo e coprire aree molto più vaste rispetto alle missioni tradizionali. Nel manifesto dell’azienda, i fondatori parlano apertamente della necessità per l’Europa di sviluppare capacità autonome nel dominio marittimo.

Dai droni teleguidati ai veicoli marittimi davvero autonomi

“Il mondo dei droni marini è esplorato da circa vent’anni. Molti sistemi sviluppati in passato erano però senza equipaggio più che autonomi: veicoli senza equipaggio ma comunque controllati da remoto”, spiega a WiredItalia Luca Mascarò, co-fondatore di Mirai Robotics insieme a Luciano Belviso (ad affiancarli Davide Dattoli). “Negli ultimi tre anni alcune aziende stanno cercando di fare il salto verso sistemi realmente autonomi, cioè che Eseguire da soli le missioni assegnate. Noi siamo tra i primi in Europa ad avere questa ambizione su questo tipo di veicolo”. Ciò significa che l’intelligenza artificiale opera direttamente a bordo e, di fronte a condizioni meteo avverse, traffico navale o scarsa visibilità, adatta la navigazione senza bisogno di un controllo umano continuo.

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