Una corte d’appello argentina ha confermato l’incriminazione di Rita Mabel e Claudia Norma Maradonasorelle di Diegoaccusato di essere complice in un caso di frode legato al marchio che porta il nome del Pibe de Oro, scomparso nel 2020. La decisione conferma l’atto d’accusa emesso il 18 settembre dalla Camera IV della Corte nazionale d’appello penale e penitenziaria. Nello stesso dispositivo vengono mantenute le imputazioni nei confronti di Matías Morlaavvocato e rappresentante di Maradona fino alla sua morte, e del suo collaboratore Maximiliano Pomargo, insieme ad altri indagati.
Le accuso
Al centro dell’inchiesta c’è il trasferimento dell’usufrutto del marchio “Diego Maradona” alla società Sattvica SA, fondata da Morla e dotata di ampi poteri di gestione e disposizione dei beni dell’ex campione, con la partecipazione delle due sorelle. Il procedimento è nato dalla denuncia presentata dalle figlie Dalma e Gianinna Maradona. I giudici hanno inoltre confermato il sequestro preventivo per un valore di 2 miliardi di pesos argentini, pari a circa 1,36 milioni di dollari, nei confronti di tutti gli imputati. La cifra è stata calcolata tenendo conto dei profitti generati dallo sfruttamento del marchio nel tempo e del possibile risarcimento danni.
“Atto simulato”
Secondo la sentenza, il passaggio dei diritti a Sattvica SA sarebbe stato un “atto simulato”, finalizzato a sottrarre i ricavi alle pretese del fisco italiano, che aveva avviato azioni legali contro Maradona. Pur essendo formalmente una società esistente, Sattvica non avrebbe svolto per anni alcuna reale attività economica, configurandosi di fatto come una “società fantasma”.
