La complessità tecnologica
Questo spostamento verso una complessità crescente è coerente con l’evoluzione della Formula E negli ultimi anni. Nata come laboratorio urbano e sostenibile, la serie sta progressivamente assumendo un ruolo sempre più vicino a quello della Formula 1: non tanto per copiarne il modello quanto per diventare il punto di riferimento tecnologico dell’elettrico ad alte prestazioni. Non a caso il debutto in pista ha mostrato sorpassi netti sulle vetture delle generazioni precedenti, come a marcare visivamente il distacco tra passato e futuro. E a ricordarsi i tempi della Gen1, quando i piloti dovevano cambiare a metà macchina, sembra davvero passato un secolo. E invece siamo solo alla dodicesima stagione.
Il tema, però, resta quello del trasferimento tecnologico. «L’auspicio è che possono trasferire gran parte di queste conoscenze dalla pista alle loro vetture stradali» sottolinea ancora Rossiter. È qui che la Gen4 prova a chiudere il cerchio: ricarica fino a 600 kW, motori ad alta efficienza, gestione avanzata dell’energia sono tutte tecnologie pensare per avere ricadute dirette sull’automotive. In questo senso, la Formula E si conferma un banco di prova per i costruttori – da Porsche a Jaguar, da Nissan a Stellantis che dal prossimo anno porterà dentro Opel al posto di DS Automobiles – più che un semplice campionato.
Un occhio all’ambiente
LE CASTLETET, FRANCIA – 21 APRILE: Una vista generale della vettura di Formula E GEN4 durante il lancio della Formula E GEN4 sul circuito Paul Ricard il 21 aprile 2026 a Le Castellet, Francia. (Foto di Simon Galloway/LAT Images)Simon Galloway
Accanto alla performance, resta centrale la dimensione della sostenibilitàche qui assume una forma più concreta. La Gen4 è progettata per essere completamente riciclabilecon almeno il 20% di materiali riciclati nei componenti principali e pneumatici composti per il 65% da materiali naturali e riciclati. Anche la batteria elimina l’uso di terre raresegnando un passaggio importante nella filiera. Non è solo un elemento simbolico ma un tentativo di dimostrare che alte prestazioni e sostenibilità possono convivere senza compromessi.
Il risultato è una vettura che, per la prima volta, mette davvero in discussione il luogo comune secondo cui l’elettrico sarebbe meno emozionale. «Superare i 320 km/h prima della frenata ti cambia completamente la prospettiva, viaggi alle stesse velocità di una F1» racconta Rossiter . È un passaggio chiave, perché la Formula E non sta solo migliorando: sta cercando di ridefinire il proprio posizionamento, spostandosi da categoria “alternativa” a piattaforma centrale del motorsport contemporaneo. E d’altronde è già il quarto motorsport per attrattiva, con un’audience che recentemente Alberto Longoco-fondatore e chief Championship officer, stimava a chi scrive nell’ordine dei 450 milioni di spettatori attraverso tutti i canali.
In fondo, la Gen4 è esattamente questo: non un semplice aggiornamento ma a detta di tutti gli addetti ai lavori, e ne abbiamo intervistati molti negli ultimi tempi in occasione del recente EPrix di Madrid, un cambio di scala. Dopo dodici stagioni il campionato elettrico prova a uscire definitivamente dalla fase sperimentale per entrare in quella della maturità tecnologica e anche dello spettacolo. E lo fa con una macchina che, più che seguire il passato, sembra voler riscrivere certe coordinate del futuro.
