La terza domenica di novembre è dedicata alla Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare chi ha perso la vita in incidenti stradali e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza. Nel primo semestre del 2025, in Italia si sono verificati oltre 82 mila incidenti con lesioni, che hanno causato circa 111 mila feriti e 1.310 decessi. Rispetto allo stesso periodo del 2024, si registra un calo del 6,8% delle vittime. Tuttavia, ogni giorno si conta in media più di sette morti sulle strade italiane, una ogni tre ore e mezza.
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di Massimo Pisa


Dove si muore di più
Le autostrade hanno visto un aumento dei decessi, mentre le strade urbane ed extraurbane mostrano una lieve concessione. Il rischio resta elevato in tutte le fasce orarie, con picchi nelle ore serali e notturne. Il fattore umano è responsabile di oltre il 90% degli incidenti. Tra le cause più frequenti ci sono l’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze, la distrazione al volante — spesso dovuta all’uso dello smartphone — e il mancato rispetto delle regole stradali. Proprio su questo il papa oggi all’Angelus ha ricordato “tutti coloro che sono morti in incidenti stradali causa troppo spesso da comportamenti irresponsabili. Ognuno faccia su questo un esame di coscienza”, ha chiesto il Pontefice.
Obiettivi europei ancora lontani
Dal 2001, le vittime della strada in Italia sono diminuite del 60%, ma il ritmo di miglioramento si è rallentato. Rispetto al 2019, la riduzione dei decessi è stata solo del 14,6%, ben lontana dall’obiettivo europeo di dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030. Nel mondo, gli incidenti stradali causano oltre un milione di morti ogni anno. La giornata di oggi è un’occasione per ricordare le vittime, ma anche per rilanciare l’impegno verso politiche più efficaci, infrastrutture più sicure e comportamenti più responsabili.
