Giuli nel ciclone per l’email sui tagli al cinema – Notizie

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Dopo lo stop della Ragioneria dello Stato al piano di Alessandro Giuli per rimpolpare di 100 milioni il Fondo cinema 2026 falcidiato dalla legge di bilancio, il ministro della Cultura è finito nell’occhio del ciclone, in una giornata trascorsa tra accuse, smentite, richieste di convocazione in Parlamento. A dare il via a uno scontro sempre più acceso è l’articolo pubblicato oggi su La Repubblica nel quale si parla di un’email che sarebbe stata inviata da Giuli al Mef il 17 ottobre, nella quale, secondo il quotidiano, nel segnalare i capitoli del ministero della Cultura su cui incidere, il gabinetto del Mic avrebbe suggerito “di tagliare di circa un terzo il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo”.

In sostanza, scrive ancora Repubblica, “la richiesta era di decurtare fino a 240 milioni il primo anno e quasi 300 quello dopo. Riportando a regime la dotazione complessiva del Fondo a 400 milioni, dagli attuali 696: lo stanziamento originario stabilito nel lontano 2017, quando entrato in vigore”. Numeri e indiscrezioni attaccati da fonti del Mic: “La ricostruzione di Repubblica è tendenziosa e manipolatoria – sostiene -.
L’articolo dà una lettura falsa di una mail nella quale il ministero prendeva atto di una serie di tagli subiti e rispetto ai quali il ministero stesso aveva chiesto la possibilità di spalmarli nel triennio”. In sostanza, “un vero e proprio ribaltamento della realtà” per cui il Collegio Romano si riserva di “tutelarsi nelle sedi opportune in caso di diffusione di notizie distorsive e lesive dell’immagine e del lavoro svolto”.
Una reazione criticata a stretto giro dai deputati Pd della commissione Cultura della Camera: “L’ufficio stampa del ministero della Cultura continua a diffondere notizie nascondendosi dietro fantomatiche ‘fonti Mic’ – osservano -. Un comportamento inqualificabile per chi dovrebbe gestire la comunicazione di un’istituzione pubblica. Ancora più grave è che la comunicazione in questione contenga un attacco e una minaccia nei confronti dei giornalisti di Repubblica. Chiediamo che l’ufficio stampa del ministero assumiamo le proprie responsabilità e parli chiaro, senza nascondersi”.

In mattinata era arrivata dal deputato M5s Gaetano Amato la richiesta a Giuli di “riferire in Aula con urgenza”. Se fossero confermate le indiscrezioni, “saremmo davanti a un ministro che non solo ha mentito al settore culturale e all’opinione pubblica, ma che avrebbe addirittura sollecitato al ministero dell’Economia ulteriori tagli al cinema”, aggiunge Amato.
Secondo Elisabetta Piccolotti di Avs “non si era mai visto un ministro che chiede più tagli di quanti ne venissero imposti dal ministro dell’economia al settore che avrebbe il dovere di proteggere e valorizzare”. Infine per il senatore del Pd Francesco Verducci, membro della commissione Cultura del Senato, “il ministero della Cultura del governo Meloni è il peggior nemico del cinema italiano”.

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