Si apre a Belém, in Brasileil vertice dei leader della Cop30previsto per il 6 e 7 novembre, un incontro preliminare che anticipa la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici Cop30, in programma dal 10 al 21 novembre. Questo primo vertice risoluzione 143 delegazioni, tra cui 57 capi di stato e 39 ministeri da tutto il mondoe si distingue dalla Cop vera e propria perché è riservato esclusivamente ai leader politicomentre la conferenza ufficiale coinvolge soprattutto negoziatori tecnici e delegazioni specializzate.
l‘obiettivo principale del vertice è coordinare posizioni politichetestare la volontà dei paesi e verificare la coerenza degli impegni già assunti a Parigi e Dubai, con particolare attenzione alle tre grandi aree: transizione energetica, protezione delle foreste e finanziamenti climatici. La presidenza brasiliana considera questo appuntamento un momento chiave per tradurre le promesse politiche in azioni concrete, costruire il consenso tra paesi sviluppati e in via di sviluppo e gettare le basi per i negoziati ufficiali della Cop30.
I grandi assenti
Nonostante i numeri importanti, i tre maggiori inquinatori del pianeta sono assenti. Gli Gli Stati Uniti non hanno inviato alcun rappresentante di alto livellola Cina ha mandato funzionari di grado inferiore invece del presidente Xi Jinping, e l’India ha scelto di inviare ministri al posto del primo ministro. L’assenza americana pesa particolarmente: il paese è il secondo maggiore emettitore di gas serra al mondo dopo la Cina e il primo responsabile storico delle emissioni. La Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente Donald Trump preferisce occuparsi di energia attraverso accordi commerciali bilaterali, lontano dai tavoli multilaterali delle Nazioni Unite.
Il programma del 6 e 7 novembre
Il programma del vertice dei leader si concentra su due giornate dense di incontri e dichiarazioni. La giornata di apertura del 6 novembre ha visto gli interventi del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silvain qualità di paese ospitante, e del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterresoltre a leader internazionali come il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. La giornata è dedicata a Foreste e finanza (Tfff), protezione degli oceani e lotta globale contro la fama. Il 7 novembreinvece, l’agenda prevede sessioni dedicate a come quadruplicare le energie rinnovabili (Belém 4X), garantire una transizione giusta dai combustibili fossili verso sistemi energetici sostenibili e attuare gli obiettivi climatici e finanziari definiti nei piani nazionali di riduzione delle emissioni (Ndc).
Parallelamente, si continua le coordinazioni dei gruppi di paesi – G77 & China, che rappresenta la maggioranza dei paesi in via di sviluppo, i paesi meno sviluppati (Ldcs), i paesi piccoli e insulari (Sids) e l’African Group of Negotiators (Agn) – oltre alla 126ª riunione del Cdm Executive board, l’organo tecnico che gestisce i meccanismi di sviluppo pulito previsti dal Protocollo di Kyoto. Questi incontri paralleli serviranno ad allineare strategie, discutere priorità e consolidare posizioni, in vista delle plenarie e dei negoziati formali della Cop30 Panoramica di Unfccc Cop30.
L’accusa di Guterres ai governi
António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha aperto il vertice mettendo in luce una contraddizione profonda. Da un lato, nel 2024 gli investitori hanno messo 2.000 miliardi di dollari nelle energie pulite800 miliardi in più rispetto ai combustibili fossili. “L’energia pulito sta vincendo in termini di prezzo, prestazioni e potenziale, offrendo le soluzioni per trasformare le nostre economie e proteggere le nostre popolazioni”ha detto Guterres. Dall’altro lato, però, il quadro generale resta pieno di ostacoli. “Ciò che ancora manca è il coraggio politico”ha detto il segretario generale, indicando nei governi il principale freno al cambiamento.
Il problema, secondo il segretario dell’Onusta nel fatto che combustibili fossili continuano a ricevere aiuti pubblici massicci pagati dai contribuenti. “Troppe aziende stanno facendo profitti registrando dalla devastazione climatica, spendendo miliardi in lobbying, ingannando il pubblico e ostacolando il progresso. E molti leader sono rimasti prigionieri di questi interessi consolidati”ha denunciato Guterres. La situazione pesa soprattutto sui paesi più poveri. “Troppi paesi sono privati delle risorse per adattarsi ed esclusi dalla transizione verso l’energia pulita. E troppe persone stanno perdendo la speranza che i loro leader agiranno”.
