A poche ore dall’appello”Dobbiamo agire adesso“lanciato da oltre 200 economisti, ricercatori e leader dell’industria tecnologicail dibattito sull’impatto economico e sociale dell’intelligenza artificiale si arricchisce di un nuovo, autorevole contributo critico. Alex Karp, amministratore delegato di Palantir Technologiesè tornato ad esprimere forti riserve sulle dinamiche di distribuzione della ricchezza generata dalla corsa all’IAdefinendo la disuguaglianza economica connessa a questa tecnologia come “il problema più grande di questo Paese”, riferendosi agli Stati Uniti.
Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di un’intervista con Mathias Döpfner, CEO di Axel Springer, andata in onda lunedì nell’ambito del podcast “MD Meets”. Secondo Karp, l’intelligenza artificiale porterà con ogni probabilità a un innalzamento generalizzato del tenore di vita, ma i guadagni concentrati ai vertici della piramide economica saranno sproporzionati rispetto a quelli distribuiti al resto della popolazione.

“Se da un lato innalzerà il tenore di vita dellapersona media, è probabile che chi è coinvolto direttamente diventi 10, anche 100 volte più ricco di quanto già non sia“, ha dichiarato Karp nel corso della conversazione.
Il CEO di Palantir ha tracciato un parallelo con le precedenti rivoluzioni tecnologiche, sottolineando come in passato il divario tra chi beneficiava maggiormente dell’innovazione e il resto della società era assai più contenuto. “La persona alla base della scala poteva vedere il proprio stipendio raddoppiare, mentre chi stava al vertice diventava cinque volte più ricco, ma era molto insolito diventare miliardari quarant’anni fa”, ha osservato. Diverso lo scenario attuale, secondo Karp: “Oggi ci troviamo di fronte a una rivoluzione in cui io stesso potrei diventare 20 volte più ricco di quanto sono adesso“.
Il concetto centrale espresso da Karp è quello di un “completo disaccoppiamento” tra i benefici economici ordinari diffusi nella popolazione e l’accumulo di una ricchezza “inimmaginabile” da parte di una ristretta classe di individui legati al settore.
Un secondo filone del discorso di Karp riguarda l’impatto psicologico e sociale delle dichiarazioni pubbliche rilasciate da alcuni dei principali esponenti dell’industria dell’intelligenza artificiale. Secondo il CEO di Palantir, anche qualora l’IA non dovesse tradursi in una perdita massiccia di posti di lavoro, la narrazione stessa diffusa da alcuni leader di settore alimenta un clima di ansia diffusa tra i lavoratori.
“I responsabili delle aziende che sviluppano questi modelli, i leader del settore, vi hanno detto che è così: vi stanno dicendo che la vostra vita farà schifo. E allo stesso tempo si stanno arricchendo enormemente, e non dimostrano nemmeno particolarmente simpatici”, ha affermato Karp, senza fare riferimento esplicito a singoli dirigenti, anche se il riferimento sembra indirizzato verso figure come Dario Amodei di Anthropic e Sam Altman di OpenAI.
I due, in passato, hanno fatto dichiarazioni pubbliche relative ai possibili effetti dirompenti dell’IA sul mercato del lavoro, posizioni che di recente sono state in parte ammorbidite dagli stessi interessati.
Le parole di Karp si inseriscono in un contesto di crescente tensione sociale attorno al tema dell’intelligenza artificiale. Cresce infatti il risentimento, in particolare tra le generazioni più giovani, nei confronti della tecnologia, mentre anche l’espansione dei datacenter destinati ad alimentare i sistemi di IA sta incontrando la crescente ostilità da parte di comunità locali ed esponenti politici.
Chi è davvero Palantir, l’azienda più oscura e potente del mondo che sorveglia l’occidente
Non si tratta della prima occasione in cui il CEO di Palantir si esprime in termini critici riguardo al settore dell’intelligenza artificiale. Già nelle scorse settimane, in un’intervista rilasciata a CNBC, Karp aveva sostenuto che “qualcosa è andato completamente storto” nel mercato dell’IA.
Nel corso del colloquio con Döpfner, Karp ha comunque ribadito la propria credo che l’intelligenza artificiale possa effettivamente migliorare le condizioni di vita di un ampio numero di personepur mostrandosi scettico verso qualsiasi narrazione che dipinga l’IA come una fonte di benefici universali e privi di controindicazioni.
“L’eccesso di enfasi retorica attorno all’intelligenza artificiale in questo Paese è davvero, davvero preoccupantema è anche deprimente, perché non sarebbe necessario”, ha dichiarato Karp, descrivendo l’IA come una sorta di “risorsa naturale”, dotata tanto di potenziali positivi quanto di rischi.
Karp ha infine riservato particolarmente un commento diretto nei confronti di alcune delle figure di spicco della corsa all’intelligenza artificiale: “Sono esemplari dal quoziente intellettivo dalla forma molto particolare, che difficilmente si vorrebbe invitare a cena. E se anche fossero presenti a cena, non ci sarebbe nulla di cui parlare con loro. E, per, vale anche il contrario”.
