BOLZANO. In Alto Adige torna al centro il tema della disparità retributiva tra uomini e donne. Nel corso di un incontro promosso dalla Commissione provinciale per le pari opportunità e dal Servizio Donnaè stato reso noto che il divario retributivo di genere è passato dal 17,3 al 17,5 per cento. Un dato che, è stato sottolineato, non incide solo sullo stipendio ma ha effetti che si trascinano fino alla pensione.
Ad aprire i lavori a Palazzo Widmann è stata l’assessora Rosmarie Pamerche ha richiamato la necessità di rafforzare trasparenza e fiducia nelle competenze femminili, anche nei ruoli di vertice. La presidente della Commissione, Ulrike Oberhammer, ha evidenziato la forte partecipazione alle iniziative dell’Equal Pay Day del 17 aprile, quando in provincia saranno allestiti 53 punti informativi. Per il vicepresidente Nadia Mazzardisdopo anni di campagne, è il momento di passare dalla sensibilizzazione alla responsabilità.
Nel confronto sono emersi anche i numeri legati alle diverse categorie professionali. Heidi Flarer dell’Ipl ha spiegato che le donne continuano ad avere minori opportunità di accesso alle professioni e alle posizioni meglio retribuite, oltre a subito il peso del lavoro di cura. Il differenziale salariale resta attorno al 25,1 per cento tra i dirigenti, al 13,7 per cento tra i quadri e al 22,6 per cento tra gli impiegati.
Accanto all’analisi dei dati, la conferenza ha affrontato anche gli strumenti normativi. Marjaana Gunkel della Libera Università di Bolzano ha illustrato gli effetti della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, mentre l’avvocato trentino Filippo Valcanover ha richiamato i diritti delle candidate e delle lavoratrici a conoscere le condizioni economiche. Chi ritiene di subire una discriminazione, è stato ricordato, può rivolgersi alla consigliera di parità Brigitte Hofer. Il 17 aprile, infine, l’Equal Pay Day coinvolgerà il territorio con iniziative sostenute da 73 organizzazioni.
