Nasce Italia 2050 con la madre di tutte le domande: in che “brodo” climatico vivremo?

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Anzitutto sì, sarà proprio come state pensando dopo aver letto la domanda che fa da titolo a questo primo appuntamento con Italia 2050: farà più caldo. Tra un quarto di secolo la temperatura media in Italiaa prescindere dalla stagione, dalla regione e dallo scenario, sarà sicuramente più alta di oltre 1 grado Celsius (°C) rispetto a oggi. In alcuni casi, però, potrà raggiungere persino i 2,5°C. Non è poco se si considera che questa variazione incrementale prevista in Italia è la temperatura media che oggi si registra in Grecia.

Ecco, nel 2050 l’Italia potrebbe avere una temperatura media simile a quella che si registra attualmente in Portogallonella Turchia costiera e anche all’ombra degli anfratti millenari in cui si erge il Partenone. Essendo dati medi, ci saranno aree geografiche con picchi climatici o temperature stagionali ben più alte rispetto ad altre. E si tratta di dati che si sono spediti a medie trentennali e configurano scenarionon previsioni. Come quelli prodotti dal Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici (Cmcc) attraverso il servizio Dataclime per questo nuovo appuntamento tematico di Cablato che prova a visualizzare come sarà il Belpaese tra 25 anni: si chiama Italia 2050 e questa prima puntata è dedicata al clima.

Il clima dell’Italia 2050

Vieni nasce Italia 2050

L’idea di Italia 2050 nasce dalla considerazione che oggi è possibile prevedere con una certa precisione l’evoluzione di numerosi fenomeniimmaginando cosa potrebbe accadere, quali soluzioni proposte soluzioni per il mondo nuovo che ci attende, a cominciare da questa splendida penisola adagiata nel cuore del Mediterraneo. Abbiamo deciso di iniziare rispondendo a una delle prime domande che ci frulla in testa ogni mattina: che tempo fa? In base alla risposta, nella quotidianità, decidiamo come vestirci, quali mezzi prendere ea volte perfino se muoverci o meno da casa. Pur consapevoli che meteo e clima sono due scienze diversestimare quali temperature provare a sperimentare in Italia a metà secolo è già oggi possibile e, dovunque abitiate e qualunque sia il vostro anno di nascita, è un’ottima occasione per organizzare e impostare la nostra vita.

Italia, Europa: sempre più hotspot climatici

In generale, l’Europa si sta riscaldando più rapidamente dei media globali perché è collocata in un punto caldo climatico, quello mediterraneo. Nel Vecchio continente capita soprattutto a causa dell’influsso del mare Mediterraneosempre più caldo. L’Italia è uno dei paesi europei dove la temperatura è più cresciuta dal Diciannovesimo secolo: finora è aumentata di 1,7°C in poco più di cento anniun fronte della media mondiale che ha di poco superato i +1°C.

Se, come vedremo, si prevedono medie superiori ai due gradi lungo lo Stivale – che in alcune stagioni e aree del paese potranno arrivare a quattro – significa che da qui al 2050 gli effetti del riscaldamento globalecome la sua intensità, saranno incrementali. A noi accettarlo e organizzarci di conseguenza. Siccità, onde di calore, alluvioni stanno diventando sempre più rilevanti per i sistemi socioeconomici come salute, energia, infrastrutture, industria, agricoltura, terziario. Inoltre, l’Italia è caratterizzata da diversi microclimi”spiega Paola Mercogliano del Cmcc:

L’Italia del 2050 sarà più calda, fino a 2 gradi in più

Sì, durante l’anno il clima si articola nei fenomeni stagionali. Per questo l’analisi dei dati realizzata dal Cmcc ha preso in considerazione le variazioni di estate, autunno, inverno e primavera nel 2050. E lo ha fatto immaginando tre scenari diversieccoli di seguito, dal peggiore al migliore: “nessuna mitigazione”, “forte stabilizzazione”, “mitigazione aggressiva” (si veda nota in calce all’articolo). In generale, come spiega ancora Mercogliano:

Ma è chiaro che ci sono stagioni particolarmente sensibili al riscaldamento globale e, come si può vedere dal grafico di seguito, estate e autunno saranno i due periodi dell’anno dove i picchi di calore, nello scenario peggiore (“nessuna mitigazione”), mostrano gli incrementi più significativi. Tra 25 anni, nel peggiore dei casi, le temperature medie delle estati e degli autunni italiani potrebbero essere più alte di 2,3 gradi rispetto al periodo di riferimento considerato (1981-2010). Nel migliore dei casi (“mitigazione aggressiva”) saranno stagioni più calde mediamente di 1,3 gradi.

Un grado in più fa la differenza, eccome. Specie quando andiamo verso la parte alta dell’asticella del termometro. E un focus sulla temperatura estiva è importante perché il riscaldamento, soprattutto in città, è un tema prioritario, di salute pubblica, che scelte socio-economiche e di adattamento. Ad esempio, come riporta il servizio meteorologico 3BMeteoUN Milanotra il 24 e il 26 giugno 2025, si è registrata un’onda di calore urbana con temperatura massime anomale comprese tra 37 e 38°C. Ma, complice l’umidità elevata, hanno fatto percepire i valori prossimi ai 40°Cgenerando condizioni di forte stress da calore (riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come la principale causa di morte legata alle condizioni meteorologiche) e forte disagio per la popolazione.

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