Pari spettacolo tra Inter e Napoli, sfida scudetto senza padroni

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Questa volta l’Inter non perde uno scontro diretto, come era sempre successo in questa stagione, ma si ferma al pareggio, il primo del suo campionato. La capolista deve rinunciare alla fuga sul Napoli e sul Milano. Le distanze in vetta restano invariate in attesa dei recuperi di mercoledì e giovedì. È uno dei tanti motivi che fanno uscire da San Siro col sorriso il Napoli più dell’Inter. I campioni d’Italia hanno dovuto rimontare due volte lo svantaggio propiziato da Dimarco e Calhanoglu, con un rigore contestatissimo da Conte. Evidentemente è destino delle sfide tra Inter e Napoli: era successo anche all’andata al «Maradona» a parti invertite. Il Napoli ringrazia la doppietta di McTominay in versione bomber aggiunta e implacabile. Nel complesso è stata la squadra campana a lasciare l’impressione migliore, in particolare per il carattere esibito in trasferta con tante assenze, ultima quella di Neres. L’Inter non ha avuto la forza e la compattezza necessarie a difendere il successo nonostante la situazione favorevole.

Bruciante la partenza del Napoli che usa Hojlund come piedistallo di tutte le offensive. Il danese sciupa un’ottima occasione, ma è preziosissimo per custodire ogni ribaltamento di fronte della formazione di Conte. L’Inter concede questa sfuriata iniziale agli avversari, poi colpisce subito con il secondo gol consecutivo di Dimarco, già decisivo a Parma. Splendida la qualità del diagonale del terzino sinistro milanese. Il calcolo dell’angolo di tiro giusto, sull’assist di Thuram, è da ingegnere calcistico: il palo interno opposto come la buca di un biliardo. Fondamentale il recupero di Zielinski, che sradica il pallone dai piedi di McTominay. Il polacco è giustamente sempre più centrale nelle idee di Chivu. Il vantaggio carica l’Inter, anche grazie al moltiplicarsi della spinta del tifo. I padroni di casa sembrano padroni della partita, ma basta una distrazione per cancellare questa sensazione di effimero dominio. McTominay si riscatta subito, da campione vero, anticipando Akanji, al suo primo vero svarione da quando è stato spostato al centro della difesa. Lo svizzero non è l’unico a sbagliare davanti a Sommer. Contribuiscono alla catena di errori Bastoni e Luis Henrique, troppo arrendevoli di fronte all’iniziativa di Spinazzola ed Elmas. L’Inter riprende a macinare tiri verso la porta del Napoli. Lautaro prima gira debolmente, poi respinge addirittura una conclusione di Zielinski. Ci provano anche Thuram e Bisseck, ma l’ultimo salvataggio è di Akanji nell’area nerazzurra.

È stato un primo tempo molto bello, senza cautele, lontano dai tatticismi immaginabili per una sfida d’alta classifica. Una lezione di coraggio da parte di Chivu e Conte. Lo stesso spirito anima la ripresa. Ne fanno le spese soprattutto i difensori, come dimostra un buco ancora di Akanji, sfruttato solo parzialmente da Hojlund. A rompere l’equilibrio interviene il classico rigore da Var, assegnato per un pestone di Rrahmani su Mkhitaryan che aveva già effettuato la giocata. Conte si infuria e viene espulso. Lasciando il campo scaglia una bottiglietta: «Vergognatevi», urla al quarto uomo Colombo. È il primo momento di nervosismo di una sfida fino a quel momento ancora senza ammoniti (poi solo Juan Jesus rimedierà un cartellino giallo). Calhanoglu trasforma. Il Napoli ha ancora la forza di recuperare, sempre con McTominay. Chivu prova a cambiare la coppia d’attacco: prima Esposito per Thuram, poi Bonny per un deludente Lautaro che fallisce un’altra partitissima di alto livello. Il subentrante più pericoloso, però, resta Mkhitaryan che colpisce il palo. Ultimo sussulto di uno scontro diretto che lascia tutto come prima.


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