La questione centrale qui chiaramente è un’altra, è rievocare un’idea di azione e arti marziali molto falsa e soprattutto iperbolica, e fare un film che è un atto di resistenza alla modernità. Sono passati 30 anni dal primo adattamento di Combattimento mortale e fatta eccezione per gli sfondi digitali (notevolmente migliorati) tutto il resto è quasi uguale. Uguale la fotografia, uguale la poca plausibilità posticcia dei costumi. Uguale il trucco e uguale la scrittura. Una vera operazione di mimesi degli anni Novanta, con in più il beneficio di vere fatality finalicioè veri squartamenti con grandi inquadrature di sangue e organi (come nello spirito originale dei videogiochi) tutto digitalissimo e falsissimo.
E che sia un atto di resistenza lo capiamo bene quando Karl Urban, che interpreta il personaggio di Johnny Cagecioè un attore di film d’azione una volta campione d’arti marziali che ha finito la moda degli action anni Ottanta non ha più trovato lavoro, prende in giro la concorrenza. In una delle prime scene Cage lamenta che ai giovani non interessano più film come i suoi, ma vogliono l’azione tecnica e il “duro realismo” di John Wick* Fa ridere perché poco prima di questa battuta abbiamo visto un segmento di uno dei suoi film, girato per essere la presa in giro degli action anni Ottanta, esageratamente esagerato, non plausibile e un po’ ridicolo. Ma fa ancora più ridere se si pensa che l’equivalente di quei film lì, oggi, è proprio questo che stiamo vedendo.
Ammonitore
Certo poi ogni personaggio avrà il suo arco narrativo, maturerà le sue consapevolezze (specialmente Gabbia) e alla fine trionferanno i veri valori del cinema d’azione di una volta: onore, giustizia e impegno nel fare la propria parte in una lotta più grande (praticamente la lotta alla diserzione). In un trionfo di ralenti di bambini che piangono, figlie che vendicano i padri e mentori da tenere in vita e mostri che hanno quel che si sono sempre meritati per il fatto di essere mostri. Così quando alla fine di tutto ritorna (come sempre) il tema techno di Combattimento mortaleforse uno dei brani più trucidi che siano mai stati scritti per un film, non stona nemmeno. Anzi. È l’unica possibile chiusura di un film così fieramente fuori dal tempo.

