Quando papa Leone XIV ha deciso di presentare in Vaticano la sua prima enciclica sull’intelligenza artificiale (AI), Magnifica humanitasaccanto ai cardinali e ai teologi chiamati a introdurre il documento, anche la Santa Sede ha voluto invitare Christopher Olah, co-fondatore di Anthropicuna delle aziende più importanti e influenti nel settore dell’AI generativa. Un’alleanza inedita e per molti inaspettata. Per capirne i motivi, però, è necessaria una premessa.
Robert Francis Prevost ha scelto di entrare direttamente dentro il dibattito globale sull’intelligenza artificiale coinvolgendo uno degli attori più importanti della nuova corsa tecnologica. Si tratta dell’azienda che negli ultimi anni ha costruito gran parte della propria identità attorno al tema della sicurezza, dell’allineamento e dei limiti dell’AI.
Cosa sappiamo del legame tra il Vaticano e Anthropic
Perché proprio Antropico
Anthropic nasce nel 2021 da una frattura interna a OpenAI, la società del famoso chatbot ChatGPT. I fratelli Dario e Daniela Amodei, insieme ad altri ricercatori, lascia l’azienda con una convinzione ben precisa: i modelli di intelligenza artificiale stanno diventando troppo potenti per essere sviluppati esclusivamente secondo la logica della competizionedella velocità e del vantaggio strategico.
Da allora Anthropic ha costruito la propria immagine pubblica attorno a un concetto molto specifico: quello dell’Sicurezza dell’IA. Non soltanto modelli potenti, ma controllabili, interpretabili e orientati a principi etici. È da qui che nasce il concetto di L’intelligenza artificiale costituzionaleuno dei progetti più noti dell’azienda: l’idea di addestrare i sistemi attraverso una sorta di costituzione composta da principi e regole di comportamento, invece di limitarsi a correggere manualmente le risposte più rischiose e fonte di pericolo.
Papa Leone XIV assiste alla presentazione della sua prima Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” incentrata sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, in Vaticano il 25 maggio 2026. (Foto di Alberto PIZZOLI / AFP tramite Getty Images)ALBERTO PIZZOLI/Getty Images
Com’è nata la convergenza con il Vaticano
La presenza di un rappresentante di Anthropic accanto a papa Leone ovviamente non è casuale o frutto di un’idea o di un gesto simbolico dell’ultimo minuto. È il risultato di un percorso ragionato e di lungo periodo in cui il Vaticano ha progressivamente cercato di trasformarsi da osservatore morale della tecnologia a interlocutore diretto dell’industria dell’intelligenza artificiale. Il primo tassello importante è arrivato nel 2020 con la Roma Call for AI Ethicsl’iniziativa promossa dalla Pontificia Accademia per la Vita insieme a Microsoft, IBM e altre organizzazioni internazionali. L’obiettivo era costruire una base comune di principi etici per lo sviluppo dell’AI come trasparenza, inclusione e responsabilità.
All’epoca il Vaticano sembrava muoversi soprattutto sul terreno della bioetica e della questione morale. Tuttavia, negli anni successivi il contesto è cambiato radicalmente. L’esplosione dell’AI generativa, il boom di ChatGPT, la sfida per la leadership geopolitica tra Stati Uniti e Cina e il crescente peso globale delle big tech convincono progressivamente la Santa Sede che il tema non riguarda più soltanto l’etica tecnologica, ma il futuro stesso dell’organizzazione sociale e politica. Il futuro dell’umanità.
