Un anno dopo, l’Italia sta ancora aspettando risposte da Paragon sullo scandalo spyware

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Rosita Rijtano è una Bertha Challenge Fellow 2026

Nessuna cooperazione ancora. La società israeliana di spyware Paragon non ha fornito alcuna informazione alle autorità giudiziarie italiane cercando di farla finita luce sulle violazioni che coinvolgono il suo software spia Graphite. A più di un anno dalla presentazione delle richieste formali alle autorità di Tel Aviv, i pubblici ministeri stanno ancora aspettando risposte che potrebbero fornire prove tecniche sugli attacchi spyware contro le vittime. Questo è ciò che a WiredItalia L’indagine ha scoperto che attingendo a fonti qualificate, documenti ufficiali e richieste di libertà di informazione che rivisitano il caso Paragon.

Pubblicamente, l’azienda israeliana fondata nel 2019 ha più volte dichiarato di essere disposta a collaborare per fare chiarezza su presunti abusi che coinvolgono i suoi prodotti, ma le autorità italiane attendono ancora una risposta. La questione, però, va oltre Paragon e riguarda il ruolo svolto dal governo israeliano nella protezione delle aziende considerate sensibili.

Pegasus, lo spyware sviluppato da un’altra importante azienda israeliana, NSO, è stato al centro di scandali per presunti abusi in Polonia, Spagna e Ungheria. E secondo attivisti, giornalisti e avvocati intervistati da WiredItalia per questa indagine si è già verificata la mancanza di collaborazione da parte delle autorità e delle aziende israeliane hanno ostacolato gli sforzi per stabilire le responsabilità.

Il caso Paragon in Italia

Paragon è stata esaminata all’inizio del 2025. A gennaio, WhatsApp e il Citizen Lab dell’Università di Toronto hanno dichiarato di aver identificato la grafite sui telefoni di giornalisti e attivisti italiani. Lo spyware è un programma dannoso altamente sofisticato che può essere installato su un dispositivo tramite a attacco a zero clicsenza richiedere alcun intervento da parte della vittima. Una volta distribuito, può monitorare le chat su WhatsApp, Signal e Telegram.

Il governo italiano ha successivamente ammesso che i servizi di intelligence nazionali hanno utilizzato la grafite contro Beppe Caccia e Luca Casarini, cofondatori di Mediterranea Saving Humans, un’organizzazione non governativa che salva i migranti nel Mar Mediterraneo. Allo stesso tempo, ha costantemente negato di prendere di mira i giornalisti Francesco Cancellato e Ciro Pellegrinorispettivamente caporedattore e reporter capo dell’outlet Fanpageche il 31 gennaio e il 29 aprile 2025 sono stati informati da Meta e Apple di essere stati presi di mira da “spyware mercenari” come Graphite.

Paragon potrebbe svolgere un ruolo chiave nel chiarire il caso. “Paragon è l’unico che può indagare su Paragon“, un esperto di sicurezza informatica con cui ha parlato WiredItalia a condizione di anonimato ha detto. L’azienda stessa ha affermato che potrebbe aiutare.

Lo hanno emesso i procuratori italiani richieste legali internazionaliun meccanismo mediante il quale l’autorità giudiziaria di un Paese (in questo caso l’Italia) chiede a un altro (Israele) di compiere azioni per suo conto. In questo caso, richiedere a Paragon di fornire informazioni sul proprio software, sui propri clienti e sull’attribuzione degli attacchi, che in tali circostanze sono particolarmente complessi. Secondo due fonti qualificate citate da WiredItaliatuttavia, finora non sono pervenute risposte significative.

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