BOLZANO. «Ho ricevuto uno stupendo regalo di Natale: si chiama gentilezza». Inizia così la lettera che ha inviato al nostro giornale Carla Loverato, 92 anninostra affezionatissima lettrice, che racconta la sua piccola odissea alle prese con un frigorifero rotto dopo 44 anni di servizio. Esclusa la riparazione, si trova a doverne acquistare uno nuovo, tra negozi storici ormai chiusi e grandi magazzini impersonali, dove si sente smarrita e poco compresa. A fare la differenza è…«Incominciamo da principio – racconta – . Il frigorifero improvvisamente non funziona più e me lo ritrovo pieno di acqua. Cosa fa la vecchietta 92enne oltre che disperarsi? Farlo riparare? E no, poverino: ha ben 44 anni, e fatte le debite differenze e proporzioni, ci assomigliamo. Bisogna compararne un altro.
Dopo aver ascoltato i dovuti consigli dei premurosi vicini (vai da questo, no da quello, uno è troppo caro, l’altro troppo lontano. il terzo …) incomincio a fare un giro di consultazioni: i negozi per me più affidabili, cioè quelli piccolini con venditori premurosi e gentili come richiederebbe la storia, hanno tutti cessato l’attività. Rimangono i grandi magazzini in periferia, dove entro e come previsto, oltre alla immediata crisi di claustrofobia, subito mi perdo e giro su e giù per le scale mobili, bellissima invenzione, finché per grazia di Dio trovo l’addetto alle persone imbranate che mi indica chiaramente con gesti inequivocabili di destra e sinistra, su e giù, il reparto frigoriferi.
Ci siamo. Con un altro gesto l’addetto al reparto mi indica i frigoriferi, e fi lì c’ero arrivato perfino da sola. Dopo di che ho capito che: 1) bastava che scegliessi quello che mi piaceva di più; 2) poi potevo venirmelo a prendere e pensare a smontare quello vecchio e montare quello nuovo. Che ci stessi o no al posto del precedente sembravano un problema irrisorio. E finalmente capivo che qualcosa non funzionava bene, a parte il fatto che non sono tenuta ad essere un’esperta in frigoriferi e persino in smontaggio e rimontaggio dei suddetti».
L’illuminazione «Con un altro finalmente – prosegue Carla Leverato -mi sono ricordata di chi mi ha sempre consigliato di seguire le mie illuminazioni, che fra il resto è una parola che mi piace proprio tanto. La mia illuminazione mi diceva chiarissimamente di andare in Via Alto Adige, da Rottensteiner, ditta già conosciuta e stimata anche da me da anni a Soprabolzano. E qui inizia la seconda parte della storia, intitolata “Gentilezza e competenza”. Da subito sono stata ascoltata e da subito è stata scelta la via della chiarezza. Il signor Alex è venuto di persona a casa per rendere conto della situazione e prendere tutte le misure necessarie per un frigorifero da incastrare. Mi ha dato tutte le spiegazioni, mi ha chiesto le informazioni utili. È bastata una mezz’oretta il giorno dopo per poter cantare: “Ho finalmente un frigo che funziona nel posto esatto dove doveva stare”. Come nei tempi antichi mi sono sentita rispettata, capita considerazione, anche nelle mie esigenze. Ho ricevuto uno stupendo regalo di natale. Grazie, Alex Rottensteiner. A lei e al suo staff auguro un buon Natale».
La nostra iniziativa Avete storie di gentilezza che meritano di essere raccontate? Segnalate a bolzano@altaadige.it, persone che si distinguono per disponibilità, empatia, cortesia. Il 2026 è l’anno della gentilezza, il nostro giornale – insieme al Comune di Bolzano – promuove la gentilezza come un valore da riscoprire in un’epoca dominata dagli “odiatori” e dall’insulto”.
