40 anni dal disastro nucleare di Chernobyl. Il documentario fatto di racconti e memoria, in una Ucraina che ancora resiste

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Quello che invece fu subito chiaro a tutti gli ucraini, e non solo, sono stati l’impatto e la pericolosità dell’invasione su larga scala iniziata il 24 febbraio 2022. Nei primi 35 giorni di invasione, l’esercito russo ha occupato la centrale e l’area circostante. Oggi l’intera zona è militarizzata e sotto controllo ucraino, mamma”il pericolo non è mai svanito“, dice Denys. “Proprio di recente un il drone Shahed ha colpito il sarcofago. Quella paura è rimasta dentro di noi… c’è sempre il timore che possa essere un’altra esplosione”.

Chernobyl 40 anni dopo

Il sarcofago del reattore 4 nell’area della centrale nucleare di Chernobyl

Matteo Placucci

Due catastrofi sovrapposte

A 40 anni dall’incidente alla centrale nucleare di Chernobylle conseguenze sulla vita degli ucraini restano concrete e ad esse si è aggiunto il conflittoentrato nel suo quinto anno. Per l’Ucraina e il suo popolo, il 26 aprile 2026 non è una data da commemorare. È solo la brutale sovrapposizione di due catastrofi: qualcosa di invisibile nel 1986 e qualcosa di decisamente visibile nel 2022.

È stato terribile”, dice Nicolai. “Mio figlio risulta disperso dal 13 settembre 2023. Mia moglie spera ancora nel miracolo e che sia prigioniera da qualche parte, ma dopo così tanto tempo…”.

Dall’inizio del conflitto Ksenia ha partorito due figli, uno dei quali nato a Kiev durante un bombardamento. “Quando ci siamo conosciuti, mio ​​marito mi ha detto: voglio che rimanga qualcosa dopo di meAbitavano a Kramatorsk ea causa del conflitto sono dovuti fuggire, proprio come sua madre da Chernobyl quarant’anni prima. Ksenia, i suoi figli, sua madre: tre generazioni di sfollati.

Il corpo degli ucraini rimane un deterrente, rimane uno scudo“, dice Yaryna, “Quarant’anni fa ha difeso l’Europa dalla nube nucleare, oggi ci sono i ragazzi che in trincea proteggono l’Europa dall’invasione russa”.

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