
Un cerchio che si chiude, anzi due. Il primo è legato alla ristrutturazione dell’area sportiva bianconera avviata al termine della scorsa stagione con l’arrivo di Damien Comolli che sta ora arrivando alla conclusione, con l’ingaggio di quel direttore sportivo cercato negli ultimi sei mesi. Il secondo è quello personale di Marco Ottolinil’uomo scelto dalla società bianconera, che torna così alla Juve dalla porta principale dopo tre anni e mezzo di Genova. È stato quindi lui a vincere il casting internazionale avviato negli scorsi mesi da Comolli e da un Giorgio Chiellini sempre più determinante nel processo decisionale, gestito dalla Juve all’insegna della calma per arrivare al profilo giusto senza frenesie, una selezione entrata nel vivo solo da settembre e conclusa appena in tempo per consentire a Ottolini di operare in prima linea per tutto il mese di gennaio. Quando la Juve dovrà comunque affrontare una sessione intensa, al netto di tutti quei paletti imposti dal Fair Play Finanziario e dai delicati equilibri di bilancio.
Chiè Ottolini
Il nuovo ds si inserirà in un gruppo di lavoro ormai definito, con Comolli al vertice e Chiellini al suo fianco. Ottolini ha quindi convinto tutti, dirigenza e proprietà, grazie a un’esperienza internazionale maturata negli anni ea una conoscenza consolidata dell’ambiente bianconero: classe 1980, ha mosso i primi passi da dirigente nell’Anderlecht del 2015, arrivando alla Juve nel 2018 prima come osservatore poi come braccio destro di Federico Cherubini nella gestione del progetto «Club 15» e in qualità di responsabile dei giocatori in prestito, diventando nel 2022 ds del Genoa dove è diventato il ds del ritorno in serie A e di diverse maxi-plusvalenze (da Dragusin a De Winter, passando per Gudmundsson e Retegui). E ora il grande salto alla Juve, in attesa degli ultimi dettagli formali da completare prima dell’inizio del mercato.
Il messaggio di Elkann alla Juve
Una Juve che vuole fare del senso di appartenenza i propri segni distintivi, come ribadito da John Elkann alla cena di Natale della prima squadra svoltasi ieri sera al J-Museum: «É bello essere qui insieme, tutti noi parte della grande famiglia bianconera per gli auguri. Siamo qui, nel nostro museo, che celebra la storia della Juventus. È importante che voi la conosciate, perché oggi ne fate parte». L’obiettivo è sempre lo stesso, tornare a vincere. Il messaggio ai bianconeri è chiaro: «Lo Stato sta diventando un gruppo, una squadra sempre più forte e siete tutti importanti per fare in modo che la Juventus, unita, squadra e società, possa tornare a vincere. Perché la vittoria è espressione di ciò che insieme fate ogni giorno e per questo ringrazio lo staff, tutta la squadra il capitano, mister Spalletti,tutti i dirigenti e tutti voi e le vostre famiglie qui presenti», ha concluso Elkann.
Il mercato dei ds: i casi Paratici e Petrachi
Ottolini non è però il solo protagonista del mercato dirigenti, in questa fase decisiva come e più di quello di campo. Basti pensare al ritorno di Gianluca Petrachi al Toro. La sua sola presenza ha già rimesso ordine nel gruppo granata di Marco Baroniin attesa di rivedere l’effetto Petrachi sul mercato. Mentre la Fiorentina in caduta libera ha visto Rocco Commisso scegli Fabio Paratici per provare prima a salvare una stagione fin qui calcisticamente drammatica, poi a costruire un progetto nuovo e vincente: carta bianca a Paratici (in attesa solo di liberarsi dal Tottenham) fino al 2030, un’autentica rivoluzione di metà stagione, presente e futuro della Fiorentina sono nelle sue mani.
