Colpisce ripetutamente e violentemente con un grosso cucchiaio di legno il figlio che gli dice di voler “stare con la mamma” urlandogli contro “chi sono io? Il padre e mi devi ubbidire, devi fare quello che dico io…”, mentre il ragazzino piange disperatamente e gli chiede di smettere di picchiarlo. L’aggressione avviene davanti a una bambina piccola e a un’altra persona che riprende tutto con un telefonino e il video, postato su Tik-Tok, diventa virale.
Moltissimi i commenti di insulti nei confronti dell’uomo, che è stato identificato dalla polizia e portato negli uffici della Questura di Catania dove è stato fermato per maltrattamenti in famiglia dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e del sostituto Alberto Santisi che hanno interrogato il ragazzino vittima dell’aggressione.
Sarebbe stato il ragazzino, di 10 anni, vittima dell’aggressione con un cucchiaio di legno, a postare sui social il video della violenza che ha portato al fermo del padre. E’ quanto emergerebbe da una prima ricostruzione su indagini della squadra mobile della Questura di Catania. Secondo questa ipotesi, l’aggressione sarebbe stata ripresa con uno smartphone da una delle sue tre sorelle, piĂą piccole di lui. Il ragazzino si sarebbe fatto consegnare il video e lo avrebbe pubblicato su un profilo social di un suo familiare, visto che non ne possiede uno proprio.
Il 59enne è indagato anche per maltrattamenti aggravati anche nei confronti delle altre tre figlie piĂą piccole. L’uomo non è il padre della vittima, nato da una precedente relazione della madre, ma lo avrebbe adottato dandogli il proprio cognome. I quattro fratelli, di etĂ compresa tra i 10 ei 4 anni, sono stati affidati temporaneamente alla madre.
Quando la polizia, dopo averlo identificato, è andata a prelevarlo nella sua abitazione, il quartiere si è scagliato contro lui, insultando l’uomo e anche la madre dei bambini. Messo in sicurezza è stato portato negli uffici della squadra mobile. Del caso si stanno occupando anche i Servizi sociali del Comune di Catania, il Tribunale e la Procura per i minorenni del capoluogo etneo.
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