Isola Socotra, scontro Emirati-Arabia Saudita: cosa sta succedendo

Date:

Sedotti da Socotra, patrimonio Unesco dal 2008, isola definita “aliena” per la biodiversità irripetibile e paesaggi surreali e convinti che la difficoltà per raggiungerla fosse un pregio: 650 turisti, tra cui un centinaio di italiani, sono bloccati nell’Eden yemenita nell’Oceano Indiano. Non avevano messo in conto che la de-escalation di fine anno tra Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita per il controllo dello Yemen fosse un segnale ancora troppo precario. Rinnovate tensioni tra Riad e Abu Dhabi sul terreno politico e militare nel sud dello Yemen hanno invece provocato la chiusura dello spazio aereo di Socotra e la cancellazione di tutti i voli di rientro.

L’arcipelago remoto di Socotra – 400 km al largo della costa sud-orientale dello Yemen, tra il Corno d’Africa e il Golfo di Aden – è formalmente territorio yemenita. Ma resta conteso Riad e Abu Dhabi, che appoggiano fazioni diverse sul terreno.

L’attuale crisi è stata innescata all’inizio di dicembre 2025 dall’incursione fulminea del Consiglio di Transizione Meridionale (Stc) – sostenuto da Abu Dhabi – dalla città portuale sud-occidentale di Aden verso est, conquistando parti delle province ricche di risorse di Hadramawt e Al Mahra. Uno dei motivi principali dell’operazione dell’Stc è stato il timore che gli sauditi riuscissero a raggiungere un accordo di pace con gli Houthi, lasciando i ribelli sciiti in una posizione di comando nel nord. E la frattura tra i due principali sponsor esterni del campo anti-Houthi – storici alleati nel Golfo, uniti in una coalizione militare dal 2015 per impedire la presa del potere dello Yemen da parte degli Houthi sostenuti dall’Iran – è diventata un nodo politico e militare. Questo ha provocato ritorsioni di Riad, inclusi raid aerei contro posizioni legate all’Stc, e accusano reciproche tra i partner del Golfo, oggi nemici-amici.

La scorsa settimana gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il ritiro delle proprie truppe dallo Yemen meridionale (da tempo roccaforte di Al-Qaeda e terreno fertile per i gruppi jihadisti), segnando una de-escalation delle tensioni di fine anno con l’Arabia Saudita. Ma Abu Dhabi, pur ritirando formalmente le truppe, non intende rinunciare alla sua influenza politica. Un riavvicinamento strategico non sembra far parte dell’orizzonte più vicino. In una polveriera yemenita, gli Houthi non sono stati sconfitti e per di più la coalizione contro di loro è adesso appesantita a un filo. Nel frattempo, i “Partigiani di Dio” continuano a prendere di mira le rotte commerciali nello stretto di Bab el-Mandeb, uno dei colli di bottiglia più sensibili del pianeta, e Israele, sotto la bandiera dell’“Asse di resistenza” iraniano. In questo contesto si inserisce il riconoscimento a sorpresa, a fine 2025, della regione separatista del Somaliland, strategicamente di fronte allo Yemen, sul lato opposto del Golfo di Aden.


Condividi l'articolo:

Popolari

IN EVIDENZA
Related