
Il mercato della Juve è in continua evoluzione, specialmente a gennaio le strategie possono cambiare da un giorno all’altro. Anche perché servono solo gli uomini giusti, comprare tanto per farlo non è un’opzione per il club bianconero e per Luciano Spalletti in particolar modo. Considerando tutti quegli equilibri faticosamente ritrovati, anche nelle gerarchie interne. «Ci sono un paio di cose che potrebbero mancarci. Ma di questi due ruoli se ne può fare anche a meno…», ribadisce Spalletti. Che proprio dovendo chiedere qualcosa, preferirebbe stringere per il rinnovo di McKennie: novità comunque in arrivo, la Juve prepara l’offerta. Ma è un’altra storia.
Sono altri i messaggi del tecnico bianconero che sembrano arrivare anche a destinatari non esplicitati. Soprattutto a proposito del primo ruolo scoperto, quello del vice Yildiz: «Kenan lo voglio lasciare tranquillo e senza metterlo in discussione dal punto di vista del ruolo, per me è fortissimo e farà un lavoro straordinario, lo voglio tutelare. Non intendo creargli pressioni di alcun genere», spiega il tecnico. Lanciando un avviso nemmeno troppo indiretto a quel Federico Chiesa che spinge per tornare in bianconero: patti chiari, se dovesse riuscirci, alla Juve serve una riserva di Yildiz e non qualcuno che possa metterlo in discussione. Nel frattempo però è dal Liverpool che non arriva l’apertura sperata, respinta un’offerta in prestito con opzione di riscatto, resiste alla richiesta di 20 milioni per una cessione a titolo definitivo. Salgono quindi le citazioni di Daniel Maldini nonostante l’inserimento del Napoli, l’Atalanta può aprire al prestito con lo scorrere dei giorni e il figlio di Paolo non vede l’ora di ritrovare l’allenatore che l’ha lanciato in Nazionale. Capitolo alternativo: Boga sempre monitorato nel caso in cui risolvesse il contratto col Nizza, Schjelderup sullo sfondo di cui si discuterà in settimana col Benfica. Questo lo Spalletti-pensiero per il vice Yildiz. E sulle fasce, aspettando che il Celta abbassi le pretese sul fronte Mingueza (già bloccato per giugno a parametro zero), l’allenatore è pronto a puntare su chi già c’è: «C’è un Kostic che vedo motivato come mai prima, Cabal sta tornando sui suoi livelli». Non pervenuto invece Joao Mario, che per ora rifiuta la cessione complicando il lavoro del ds Marco Ottolini.
Ed essendo in continua evoluzione, sono questi i giorni che stanno vedendo il mercato della Juve tornare al punto di partenza. Quando si cercava un centravanti in più. Ma se oggi David sta spazzando via i dubbi su di sé (lo stesso non si può dire di Openda), sono le condizioni di Vlahovic ad aver portato a cercare di nuovo un 9 oltre al vice Yildiz: il rientro del serbo – corteggiato da Milan e Inter per giugno – rischia di slittare, quelle caratteristiche mancano e Spalletti ne ha bisogno. Ecco perché si registra il nuovo assalto per Mateta del Crystal Palace: ieri il club inglese ha ribadito la richiesta di 35 milioni, la Juve spinge per un prestito a cifre dimezzate. Con la speranza che l’imminente arrivo di Cherif dall’Angers possa portare il Palace a più miti richieste. Nel frattempo si scalda la pista che porta a En-Nesyri del Fenerbahce: proposto anche a Napoli e Roma, il marocchino può muoversi in prestito, la Juve ci pensa con attenzione. Proposto anche Beto dell’Everton, club rifiutato per ora dallo stesso En-Nesyri. Mentre l’Atletico chiede più di 40 milioni per Sorloth.
Intanto stasera si gioca: «Con il Cagliari sarà una partita da Champions», l’altro avviso di Spalletti. Che arriva in Sardegna con un grande dubbio e riguarda proprio Yildiz: bisogna gestire le risorse, dal 1′ solo uno tra lui e Conceiçao.
