Guida autonoma in Italia, abbiamo testato il Full Self-Driving di Tesla

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Per attivare il sistema sulle nostre strade servirebbe comunque un passaggio nazionale: atto amministrativo specifico, eventuale deroga al Codice della strada, valutazioni di sicurezza, responsabilità assicurative. Esistono già sperimentazioni pilota su tratti delimitati, ma un sì olandese non attiverebbe l’FSD in Italia con un clic. Aprirebbe una porta. Non la spalancherebbe. Con questo scenario sullo sfondo siamo entrati nel centro Tesla Linate di Peschiera Borromeo (Mi) per capire che cosa significa davvero guida autonoma supervisionata.

Che cosa significa Guida completamente autonoma supervisionata

La Modello 3 che ci aspetta ha caricata la versione più completa del software FSD disponibile in ambito dimostrativo europeo. Autopilota è incluso nella serie su ogni Tesla: mantenimento di corsia e controllo della velocità di crociera adattivo. A questo si possono aggiungere pacchetti opzionali che sbloccano funzioni come il parcheggio automatico, il cambio di corsia assistita o la funzione Convocare per muovere l’auto in spazi stretti. Fino a poco tempo fa il pacchetto più evoluto, chiamato “Guida autonoma al massimo potenziale“, era acquistabile con pagamento una tantum intorno ai 7500–8000 euro. Nel 2026 Tesla ha annunciato una svolta: negli Stati Uniti l’FSD non sarà più venduto come opzione definitiva, ma attivabile tramite abbonamento mensileintorno ai 99 dollari. È plausibile che anche in Europa si vada verso un modello simile.

Questo cambia il significato del prodotto: da opzionale automobilistico a servizio software. La parola chiave resta Supervisionato. L’auto può gestire sterzo, acceleratore e freno e condurre il veicolo dal punto A al punto B. Tuttavia il conducente deve mantenere attenzione attiva ed essere pronto ad intervenire in qualsiasi momento. Non è una formula prudente: è il perimetro tecnico e legale. A bordo una telecamera interna monitora lo sguardo e la postura del guidatore. Se l’attenzione cala, arrivano avvisi progressivi. Se le distrazioni si ripetono, il sistema si disattiva temporaneamente anche fino a una settimana. Non basta sfiorare il volante: servire presenza reale con lo sguardo.

Tecnicamente siamo nell’area di un livello 2 evoluto secondo la classificazione SAE: il sistema controlla la dinamica, ma la responsabilità resta umana. La versione Senza supervisioneevocata negli Stati Uniti per il servizio robotaxirappresenta un salto ulteriore, ma in Europa oggi non è consentita. Il messaggio centrale è la sicurezza. Il dato che Tesla mette sul tavolo è forte: secondo i numeri interni, il Full Self-Driving Supervised sarebbe sette volte più sicuro del guidatore medio americano in termini di probabilità di incidente. È un’affermazione che richiede sempre contesto statistico, ma chiarisce la direzione strategica: ridurre l’errore umano.

Posizione corretta delle mani per l'utilizzo del sistema Full Self Driving Supervisiona in cui il volante scorre senza...

Posizione corretta delle mani per l’utilizzo del sistema Full Self Driving Supervides (FSD) in cui il volante scorre senza resistenza delle mani che però possono intervenire rapidamente in caso di necessità.

Ph. MG Dall’Ava

Milano come banco di prova

Usciti dal centro Tesla, Milano diventa il vero laboratorio. Tangenziale, periferia, circonvallazione, centro storico: tram che attraversano la carreggiata, scooter che emergono lateralmente, pedoni che interpretano l’attraversamento come un suggerimento più che una regola. Il comportamento del sistema non è spettacolare. È disciplinato. Il Modello 3 frena in anticipo, mantiene una distanza conservativa, segnala ogni manovra. Nei tratti urbani tende a posizionarsi leggermente più distante dal margine destro, guadagnando centimetri preziosi in caso di apertura improvvisa di una portiera o di un pedone che sbuca tra le auto in sosta. È una strategia preventiva: costruire margine.

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