Colpo della Lazio al “Maradona”: 2-0 al Napoli. Conte: “Nazionale? Ne parlerei in privato con De Laurentiis”

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Colpo della Lazio al “Maradona”. La formazione di Sarri batte 2-0 il Napoli in trasferta nel match valido per la 33esima giornata di Serie A. Un gol per tempo per i biancocelesti – Cancellieri al 6′ e Basic al 57′ – che tornano al successo dopo la sconfitta con la Fiorentina e il pareggio con il Parma. Prova al limite della perfezione dei capitolini, che sbagliano anche un rigore con Zaccagni al 31′. Prestazione deludente del Napoli, che non riesce a dare la zampata finale per blindare il piazzamento in zona Champions e resta fermo al secondo posto con 66 punti. La Lazio vende in nona posizione con 47 punti, accorciando a -1 dal Bologna, impegnato domani sera contro la Juventus. Nella prossima giornata il Napoli – ko al “Maradona” dopo 26 partite – avrà l’opportunità di riscattarsi in casa contro la Cremonese (24 aprile ore 20.45), mentre la Lazio ospiterà l’Udinese (27 aprile ore 20.45) dopo il ritorno di Coppa Italia con l’Atalanta (22 aprile ore 21.00). Avvio coraggioso della Lazio, che tiene in mano il pallino del gioco e trova il vantaggio dopo sei minuti: Zaccagni serve Taylor sulla sinistra, l’olandese pesca in area a rimorchio Cancellieri, che non sbaglia a pochi metri da Milinkovic-Savic.

Il Napoli prova a reagire, ma gli ospiti si difendono con ordine e ripartono con il tridente mobile guidato da Noslin. E’ proprio l’ex Verona a guadagnarsi la chance del 2-0 al 29′, sfuggendo via a Buongiorno e facendosi atterrare in area da Lobotka. Dagli undici metri si presenta Zaccagni, ma Milinkovic-Savic para il terzo rigore del suo campionato ed evita il doppio svantaggio al Napoli. Prima frazione che si chiude tra i fischi del tifo partenopeo per una versione piuttosto sottotono degli uomini di Conte. Nel secondo tempo la Lazio continua a spingere e trova il meritato raddoppio: Nuno Tavares vola sulla fascia, mette in mezzo e – dopo una serie di rimpalli – e’ Basic a ribadire in rete per il 2-0 al 57′. Manovra del Napoli sterile e mai in grado di impensierire una Lazio particolarmente organizzata nella propria metà campo. Nel finale la squadra di Conte fraseggia nella trequarti biancoceleste, chiudendo un deludente pomeriggio senza mai calciare verso lo specchio della porta difesa da Motta.

Le parole di Conte

«Non è stata una buona partita la nostra, con poca qualità in mezzo al campo, con la Lazio che ci ha aspettato, ci ha chiuso gli spazi ed è ripartita vincendo». Lo ha detto a Dazn il tecnico del Napoli Antonio Conte dopo il ko al Maradona contro la Lazio. Il tecnico ha sottolineato che «abbiamo tenuto palla per il 66% – ha detto – e non abbiamo fatto un solo tiro in porta. La Lazio è stata brava a chiudere gli spazi e noi non siamo stati in grado di trovarne. Oggi la sensazione dall’inizio è che avremmo avuto poca energia e così la qualità si abbassa. Prendendo gol in partenza ci ha spinto a poter fare di meglio, ma forse non sono stato bravo io a non percepire questo malessere dopo Parma, a dare le buone motivazioni alla squadra facendo capire che resta da fare il massimo e giocarsi queste ultime partite facendo più risultati. Siamo ancora in zona Champions ora abbiamo preso questa legata nei denti, domani si riposa e lunedì si riparte facendo tesoro di questo accaduto oggi, quando capitano queste cose si deve capire il perché e rimettersi al passo».

Il tecnico del Napoli ha risposto anche sulle voci che lo indicano tra i pretendenti alla panchina della nazionale: «Accade a Napoli e in altre città. Lo scorso anno a due mesi si parlava di altre squadre, quindi oggi sappiamo che oggi se parlo viene strumentalizzato, ma questo fa parte del calcio per questo bisogna stare zitti. Poi dietro le quinte ci si può incontrare per decidere di fare le cose. Io sono concentrato su questa stagionecapisco che il mio nome serve a scrivere pagine dei giornali e girare puntate delle trasmissioni. La risposta subito che vorrebbe De Laurentiis? È un problema del presidentenon gli risponderei qui in pubblico, lo farei in privato, senza sbandierare le cose in pubblico e metterle alla misericordia di tutti».


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