L’AI scende in campo e cambia le regole del marketing calcistico. Le squadre europee stanno infatti scoprendo l’intelligenza artificiale per gestire i rapporti con i tifosi, migliorare l’engagement e creare delle esperienze personalizzate. Non è una questione di tifo, ma proprio di dati. L’ultimo annuncio in ordine di tempo è quello del Liverpool FCche ha presentato la partnership globale con SAScolosso americano dell’analisi statistica e oggi dell’AI. Il club della Premier League integrerà la piattaforma SAS Customer Intelligence 360 e SAS Viya per ottimizzare le campagne di comunicazionela gestione del marketing ei processi decisionali basati sui dati. L’obiettivo è raggiungere il tifoso giusto, con il messaggio giusto, nel momento giustoovunque si trovi nel mondo.
Il risultato, se effettivamente si materializzerà, è molto ambizioso: i dati generati da milioni di tifosi Sparsi su ogni continente rappresentano una risorsa economica di proporzioni enormi e poco sfruttate. Trasformarli in comportamenti prevedibili e in esperienze su misura è diventata la vera competizione tra i grandi club europei. Detto in un altro modo, il calcio, che ha sempre venduto emozioni, adesso sta imparando a ingegnerizzarle. E i big del software ci si stanno buttando.
La Premier League e il compagno digitale
Il Liverpool non è solo, ovviamente. La Premier League ha lanciato quello che può essere definito un assistente digitale per i tifosisviluppato in collaborazione con Microsoft attraverso le piattaforme Azure OpenAI e Copilot. Integrato nell’applicazione ufficiale, questo strumento aiuta a trent’anni di statistiche, circa 300 mila articoli e 9000 video per rispondere a domande, suggerire strategie per il Fantacalcio e fornire analisi in tempo reale durante le partite.
La stessa piattaforma è stata arricchita con strumenti “intelligenti” di Adobe per personalizzare le comunicazioni visive e rendere le email inviate ai tifosi dinamici e adattivi. Non si tratta più di newsletter: sono conversazioni costruite algoritmicamente, pensate per “sembrare personali”. Il salto concettuale è notevole: il tifoso non è più un destinatario passivo di informazioni, ma un profilo attivo da coltivare nel tempo.
Sentimento e stadio
C’è però una dimensione meno visibile, ma forse più rilevante sul lungo periodo: l’analisi del sentimentoquello che secondo gli esperti di marketing definisce l’atteggiamento e l’opinione generale verso un prodotto o un servizio. Il Squadra di calcio di Nashvilledella Major League statunitense, utilizza tecniche di elaborazione del linguaggio naturale per analizzare le reazioni dei tifosi in tempo reale rispetto alle performance in campo e all’esperienza allo stadio. I risultati guidano le strategie di engagement, cioè di interesse e interazione dei tifosi con il marchio, che influenzano poi le decisioni operative future del club.
Società, vieni Dati NTT hanno codificato questo approccio nelle metodologie commerciali utilizzate dall’Arsenal e dal Paris FC: modellare le preferenze dei tifosi per costruire proposte personalizzate, pubblicità mirate e promozioni rilevanti. L’obiettivo non è solo aumentare il fatturatoma anche migliorare la soddisfazione complessiva dell’esperienza, che a sua volta alimenta la fedeltà al club. Una logica circolare che trasforma il tifoso da consumatore occasionale in sottoscrittore permanente di un’identità collettiva.
