Due spicci, Zerocalcare: “Ci è rimasto solo il disagio”

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Valentina Ariete

Si conclude con Due spicci (almeno per ora) la collaborazione tra Zerocalcare e Netflix. Dal 27 maggio in streaming, la terza serie nata dalla mente del fumettista e animata da Movimenti Production è la più maturazione e dura. Questa volta Zero è preoccupato per l’amico Cinghiale, con cui è proprietario di un bar, che si è messo nei guai per una questione di soldi. Gli anni passano, ma Michele Rech continua a definirsi “rabdomante del disagio”. Alla generazione dei Millenials, quella “pagata in Goleador”, è rimasto solo questo? Per l’autore: “Temo di sì. E non riesco, anche sforzandomi, a trovare qualcosa per cui ci sia servito questo disagio. Perché quelli venuti dopo, cresciuti nella crisi, in qualche modo sono più attrezzati, perché non hanno mai avuto un’aspettativa diversa. Noi invece siamo quelli che avevano delle aspettative che sono rimaste tradite. E questo tipo di disagio non ci è mai servito a campare meglio. Quindi ormai facciamo i conti con il fatto che siamo questa roba di mezzo: non siamo mai nemmeno diventati dirigente. Ci avviamo verso una pensione che non avremo”.


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