Perché alla fine Trump ha (parzialmente) ceduto sulla sorveglianza dell’AI

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Stando a quanto riportato a Cablato negli Stati Uniti da una fonte a conoscenza della domanda, ora il segretario del Tesoro Scott Bessent potrebbe intavolare colloquio con la Cina per introdurre un quadro normativo transfrontaliero sull’AI.

Le faide interne alla Casa Bianca

Stando a variare ricostruzioniil testo finale sarebbe il risultato di una complicata mediazione tra le posizioni di diverse figure di rilievo dell’amministrazione Trump sul tema dell’intelligenza artificiale, emergono alla luce dei potenziali pericoli posti dai recenti progressi della tecnologia.

Dopo una breve fase in cui il governo statunitense avrebbe addirittura preso in considerazione di obbligare le aziende di AI a sottoporre i nuovi modelli a una revisione obbligatoria, una prima versione dell’ordine esecutivo prevedeva una finestra di 90 giorni per gli accertamenti da parte dell’amministrazione. A poche ore dalla firma, Trump però aveva improvvisamente deciso di posticipare la misuraspiegando di non gradirne alcuni aspetti.

Rispetto al tema della regolamentazione dell’AI, negli ultimi mesi si sono formati fazioni diverse all’interno della Casa Bianca. Da una parte, un gruppetto di membri dell’esecutivo – capeggiati da Susie Wilesl’influentissima capa di gabinetto di Trump – che ha spinto per un quadro normativo moderato; dall’altra, esponenti del settore rappresentati dall’imprenditore David Sacchil’ex responsabile del governo per l’AI, secondo cui un controllo governativo sulla tecnologia rischierebbe di ostacolare la spinta innovativa del comparto e la competitività americana. Sarebbe stato proprio Sacks a convincere Trump a scartare la prima bozza dell’ordine esecutivo poco prima della firma, sottolineando le perplessità degli sviluppatori.

La svolta parziale degli Stati Uniti

Fin dalle battute iniziali del suo secondo mandato presidenziale, Trump ha mostrato grande apertura nei confronti del settore dell’intelligenza artificiale e dei suoi leader, manifestando regolarmente la volontà di adottare un approccio non interventista per rafforzare il primato statunitense e frenare l’ascesa della Cina.

Uno dei primi atti del suo secondo mandato è stata la revoca di un ordine esecutivo introdotto nel 2023 dal suo predecessore Joe Bidenche cercava di contenere i rischi legati allo sviluppo dell’AI. Lo scorso dicembre, poi, è stata la volta di un decreto progettato per bloccare ogni tentativo di regolamentazione da parte degli stati.

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