Guerra in Iran, le news del 12 giugno in diretta

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L’accordo tra Stati Uniti e Iran sembra sempre più vicino: forse “la firma già nel weekend o lunedì” come riporta Axios citando una telefonata con Donald Trump. Anche il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Araghchi, in un tweet scrive che “il memorandum d’intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione”, un messaggio che viene ripostato su Truth anche dal presidente Usa. Intanto JD Vance sottolinea come la semplice intesa non implica in automatico lo sblocco di “fondi per Teheran”, mentre il ministro della difesa israeliano Katz rivendica: “Non ci ritireremo da zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza”.

Punti chiave

Araghchi: “Prima firma dell’accordo avverrà a distanza, in formato digitale”

“Non appena saranno completate le fasi finali dei negoziati, l’accordo verrà firmato e annunciato. La firma iniziale avverrà a distanza, in formato digitale”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, parlando dei negoziati in corso con gli Usa alla tv di Stato. Il capo della diplomazia di Teheran ha aggiunto che la firma “potrebbe avvenire nei prossimi giorni”.

Araghchi: “Pagamento pedaggio a Hormuz sarà obbligatorio”

“La gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà al sistema precedente alla guerra. Saranno applicate tariffe per i servizi nello stretto e tali servizi non saranno più gratuiti”. Lo ha affermato a PressTv il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando gli ultimi sviluppi nei negoziati con gli Usa. “Questo punto è stato confermato: il pagamento delle tariffe è obbligatorio”, ha ribadito.

“Lo Stretto di Hormuz è, senza dubbio, sotto la sovranità dell’Iran e dell’Oman. Non esiste alcun passaggio marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz – ha spiegato Araghchi – Per molti anni, questa via d’acqua è stata aperta a tutte le navi. L’Iran e l’Oman ne hanno garantito la sicurezza e fornito servizi; fino a oggi, tali servizi sono stati gratuiti. Tuttavia, la futura gestione dello Stretto di Hormuz non sarà come in passato. Nessuno può mettere in discussione la sovranità sullo stretto di Iran e Oman”.

Araghchi: “Accordo prevede ritiro Israele da sud del Libano”

“Porre fine alla guerra nell’accordo significa anche il ritiro di Israele dalle aree occupate nel sud del Libano, e lo abbiamo dichiarato esplicitamente all’altra parte”. Lo ha affermato a PressTv il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando il vicino accordo a un Memorandum d’Intesa con gli Stati Uniti. “Il momento migliore per porre fine a una guerra è quando si ha il vantaggio; siamo davvero vittoriosi sul campo di battaglia”, ha aggiunto.

Araghchi: “Accordo non ancora raggiunto, questione nucleare in seconda fase”

“L’accordo finale non è ancora stato raggiunto”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, parlando a PressTv dei negoziati in corso con gli Stati Uniti. “Se verrà finalizzato, prometto che spiegherò ogni singola clausola – ha aggiunto – L’intesa prevede due fasi e abbiamo spostato la questione nucleare alla seconda fase”.

Ghalibaf: “Impegni presi devono essere mantenuti, niente scuse”

“Gli impegni presi devono essere mantenuti. Nessun ‘se’, nessun ‘ma’, nessuna scusa”. Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.
“Per chiudere l’accordo vicino, non ci sono alternative. Si raccoglie ciò che si semina”, ha aggiunto a proposito dei negoziati in corso con gli Stati Uniti.

“Gli Emirati hanno accettato di sbloccare miliardi di dollari per l’Iran”

Gli Emirati Arabi Uniti hanno accettato di sbloccare miliardi di dollari per l’Iran. Lo scrive Reuters online citando quattro fonti e parlando di una mossa finora inedita che coincide con le fasi finali dei negoziati Iran-Usa.
Due fonti regionali hanno riferito a Reuters che gli Emirati hanno accettato di sbloccare un totale di 10 miliardi di dollari, di cui oltre 3 miliardi sono già stati versati. Altre due fonti hanno indicato un totale di 20 miliardi, aggiungendo che la mossa è stata concordata in cambio della cessazione degli attacchi iraniani contro gli Emirati.

Teheran: “Siamo nella fase finale di revisione interna dell’intesa”

“Siamo nella fase finale di revisione interna dell’intesa”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dai media iraniani, sottolineando di non poter confermare “nessuna delle speculazioni” sul testo. “In questo momento sono in corso riunioni delle istituzioni competenti. Si tratta di un processo in corso” che “potrebbe concludersi con successo e ottenere le approvazioni necessarie, oppure no”, ha sottolineato citato da Mehr. “Riguardo a tempo luogo e dettagli relativi all’intesa, tutto dipende da come procederà il processo diplomatico”, ha aggiunto.

La Svizzera si offre per ospitare la firma “se le parti raggiungono l’accordo”

La Svizzera si è detta disponibile a ospitare la possibile firma di un Memorandum d’intesa “qualora concordato da tutte le parti”. Il ministero degli Esteri elvetico ha riferito all’Afp di essere “pienamente impegnato” e in stretto coordinamento con Stati Uniti e Iran. Berna ha spiegato di essere coinvolta nel sostegno al memorandum d’intesa volto a consolidare la tregua e favorire una de-escalation del conflitto tra Washington e Teheran. In questo contesto, la Svizzera ha anche proposto il proprio territorio come sede per una possibile firma dell’accordo, qualora le parti dovessero raggiungere un’intesa.

Pasdaran contro Araghchi: “Ambigua e poco incisiva la sua risposta a Trump”

“Ambiguo” e poco incisivo nella risposta alle affermazioni di Donald Trump. È la critica mossa dall’agenzia Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo le sue dichiarazioni in inglese su X a proposito del ‘Memorandum d’intesa d’Islamabad’, sempre più vicino tra Iran e Stati Uniti. Secondo il media affiliato ai pasdaran, Araghchi non avrebbe smentito in modo diretto le affermazioni del presidente americano Donald Trump, che aveva contestato la veridicità di alcune ricostruzioni iraniane sull’intesa. Il fatto che il ministro abbia invitato i media a evitare speculazioni prima della finalizzazione del testo sarebbe stato interpretato dal sito come una possibile conferma indiretta delle accuse di Trump.L’agenzia ha inoltre sottolineato il rapido repost del messaggio di Araghchi da parte dello stesso Trump, che lo avrebbe presentato come una conferma della propria versione dei fatti. Nel complesso, la Fars ha criticato la scelta del ministro, sostenendo che la comunicazione ufficiale iraniana dovrebbe essere più netta per evitare di fornire “materiale mediatico” alla narrativa di Washington.

Rilasciato un ingegnere iraniano prima di processo negli Usa per export di tecnologie per droni militari

Un giudice negli Stati Uniti ha disposto il rilascio su cauzione di un ingegnere di origine iraniana pochi giorni prima dell’inizio del processo a suo carico con le accuse di aver cospirato per esportare illegalmente tecnologia in Iran con potenziali applicazioni in droni militari. La giudice distrettuale Usa Indira Talwani di Boston aveva precedentemente declinato di rilasciare Mahdi Sadeghi, citando il rischio di fuga. Ma ora, ha precisato, la situazione è cambiata dal momento che l’ex dipendente della Analog Service, era stato arrestato nel dicembre del 2024. La guerra ha reso la prospettiva del ritorno in Iran meno attraente e sarebbe anche difficile per lui farlo. “E’ un mondo politico diverso”.

“Trump a Netanyahu: ‘E’ l’ora di porre fine alla guerra’”

La tv israeliana ‘Channel 12’ ha citato una fonte americana secondo la quale il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe detto al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante la loro ultima telefonata, che l’accordo è positivo e che è giunto il momento di porre fine alla guerra. La fonte americana ha aggiunto che Netanyahu non ha parlato molto durante la conversazione telefonica con Trump, rendendosi conto di non avere la possibilità di influenzare l’accordo.

Telefonata in corso tra ministro degli esteri pakistano e il suo omologo svizzero su accordo Usa-Iran

Il ministero degli Esteri pachistano afferma su X che nel corso di una telefonata i capi delle diplomazie di Pakistan e Svizzera, Mohammad Ishaq Dar e Ignazio Cassis, hanno accolto con favore quelli che Islamabad definisce “progressi incoraggianti verso un’intesa tra Stati Uniti e Iran”. La conversazione dopo le voci su una possibile firma dell’intesa a Ginevra forse già nel fine settimana.

“L’accordo tra Iran e Usa riapre lo Stretto di Hormuz”

Secondo la Reuters, l’accordo tra Iran e Usa implica la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Axios: “Per Trump possibile firma dell’accordo nel weekend o lunedì”

Il presidente americano, Donald Trump, ritiene “ancora possibile la firma dell’accordo con l’Iran nel weekend o lunedì”. Lo riporta Axios che lo ha sentito. Il capo della Casa Bianca giudica “molto positive” le parole del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, sull’accordo.

Pakistan: “Raggiunto un testo concordato per la pace tra Iran e Usa”

“La pace non è mai stata così vicina come lo è adesso”. Lo scrive su X il premier pakistano, Shehbaz Sharif. “Tra gli intensi sforzi di mediazione in corso da parte del Pakistan, siamo pienamente consapevoli della continua campagna di disinformazione portata avanti da coloro che vogliono sabotare l’accordo di pace”, spiega. “Mettendo da parte il rumore, possiamo confermare che è stato raggiunto un testo finale concordato dell’accordo di pace e che il Pakistan sta ora lavorando a stretto contatto con entrambe le parti per definire i prossimi passi”, sottolinea.

Trump posta su Truth il tweet di Araghchi

Donald Trump pubblica sul suo account Truth il tweet del ministro degli Esteri iraniano, in cui Seyed Araghchi ha scritto che “il memorandum d’intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione”.

Katz: “Manterremo libertà azione per evitare che l’Iran ottenga l’atomica”

Israele deve mantenere la libertà di colpire l’Iran per fermare il programma nucleare. È quanto ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, mentre si parla di un accordo in via di definizione fra Stati Uniti e Iran. Lo riporta il Times of Israel. “Israele deve garantire che, anche in futuro, manterremo la capacità di agire in modo indipendente per impedire all’Iran di ottenere armi nucleari”, ha dichiarato Katz, aggiungendo che “il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo dato istruzioni all’Idf di prepararsi di conseguenza”. Donald Trump sta “guidando gli sforzi verso un accordo con l’Iran basato sugli interessi americani, compreso l’interesse condiviso con Israele di impedire all’Iran di ottenere armi nucleari”, ha proseguito. “Ci aspettiamo che sostenga questo principio, così come ulteriori principi riguardanti i missili e i gruppi terroristici alleati”, ha detto ancora.

Vance: “L’Iran non riceverà fondi solo per la firma dell’accordo”

“Vedo un sacco di informazioni false su un potenziale accordo per riaprire lo Stretto e porre fine al programma di armi nucleari dell’Iran. Primo, gli iraniani non ricevono contanti, e nessun fondo viene sbloccato, solo per firmare un accordo o partecipare a un incontro”. Lo scrive su X il vice presidente americano, JD Vance.

“L’accordo è strutturato per garantire che le preoccupazioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati siano prioritarie, e che se la Repubblica Islamica dell’Iran adempie ai suoi obblighi, allora i benefici economici fluiranno verso di loro e verso l’intera regione. Questo accordo ha il potenziale per rifare la regione e portare a una pace duratura”, aggiunge. “Ho notato un paio di cose bizzarre nelle notizie delle ultime ore. Primo, persone che (giustamente) dicevano che Donald Trump era un presidente storico un mese fa ora criticano un accordo basandosi su report dei media non confermati. Secondo, persone che dicono che non si può credere a una parola detta dai pasdaran, che apparentemente credono a post sui social media con fonti anonime. Il presidente ci porterà a un buon risultato, in un modo o nell’altro”, conclude.

Il ministro degli esteri iraniano Araghchi: “Accordo vicino, no a speculazioni sul contenuto”

“Il Memorandum d’intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione. In attesa della sua finalizzazione, i media dovrebbero astenersi dal formulare speculazioni sul suo contenuto”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “In linea con il nostro approccio responsabile e trasparente, tutti i dettagli saranno condivisi con il pubblico al momento opportuno”, aggiunge.

Fonti Casa Bianca: “Teheran smonterà programma atomico”

L’Iran ha accettato di smantellare il suo programma nucleare e di distruggere il materiale nucleare nell’ambito di un accordo con gli Stati Uniti, ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca all’Afp, mentre le due parti hanno fornito versioni contrastanti dell’accordo. Teheran ha anche accettato di riaprire lo Stretto di Hormuz e non riceverà alcun fondo congelato finché non rispetterà gli impegni assunti nell’ambito dell'”accordo basato sulle prestazioni”, ha affermato l’alto funzionario dell’amministrazione.

Il ministro della difesa israeliano Katz: “Non ci ritireremo da zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza”

“Israele non si ritirerà dalle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza. L’Idf continuerà a difendere i nostri confini e i nostri cittadini dal Monte Hermon, dalle montagne libanesi, dalla Samaria e dalla maggior parte del territorio di Gaza, contro le minacce provenienti da forze e organizzazioni jihadiste, come insegnamento fondamentale tratto dagli eventi del 7 ottobre”. Lo scrive in una nota il ministro della Difesa Israel Katz.
“Il presidente Usa sta attualmente portando avanti un accordo con l’Iran nell’ottica degli interessi americani, compreso l’interesse comune con Israele, ovvero impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari. Ci aspettiamo che sostenga questo principio e altri principi relativi ai missili e ai gruppi terroristici regionali”. “Israele deve garantire di avere anche la capacità di agire in modo indipendente in futuro per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari, e il premier Benjamin Netanyahu ed io abbiamo ordinato all’esercito di prepararsi di conseguenza”.

Libano, un convoglio umanitario guidato da nunzio apostolico è stato fermato dall’esercito israeliano

Un convoglio umanitario organizzato dal nunzio apostolico in Libano, Paolo Borgia, e diretto verso villaggi cristiani del sud del Paese è stato fermato dall’esercito israeliano e costretto a modificare il proprio itinerario. Lo ha riferito all’Afp uno dei partecipanti al convoglio.
Secondo la testimonianza, mentre il convoglio si avvicinava giovedì al villaggio di Debl, i mezzi si sono trovati di fronte a diversi carri armati israeliani che ne hanno bloccato il passaggio. “Ci siamo trovati faccia a faccia con diversi carri armati israeliani”, ha raccontato la fonte, che ha chiesto di restare anonima. La persona ha aggiunto che sono stati uditi diversi colpi sparati da carri armati e mitragliatrici verso posizioni arretrate non identificate, provocando panico tra i presenti. “Non era chiaro se volessero intimidirci o se stessero prendendo di mira posizioni di Hezbollah”, ha spiegato. Contattati dall’Afp, nè l’esercito israeliano nè il Vaticano hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.

Hezbollah: “Ucciso un soldato israeliano in un attacco di droni”

Un soldato israeliano è stato ucciso in un attacco di droni di Hezbollah nel Libano meridionale. Lo afferma la stessa organizzazione filo-iraniana. Il soldato israeliano sarebbe stato colpito in un edificio nella città di Chamaa, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale, a mezzogiorno. Hezbollah in un comunicato pubblicato da Al Jazeera ha dichiarato di aver utilizzato un drone “Ababil” per l’attacco. Un altro attacco è stato sferrato contro un veicolo militare israeliano nella città di Tayr Harfa, sempre nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale.

Idf: “Uccisi ieri a Gaza tre comandanti di Jihad Islamica e Hamas”

“In un attacco mirato ieri nella Striscia di Gaza, l’Idf ha eliminato Qasslam Hassan Saleh e Sami Jamil Abu Dalal, due comandanti di plotone della Jihad Islamica, nonché Ubay Mamoun Saleh Farwana, vicecomandante di compagnia di Hamas. I terroristi stavano pianificando attacchi imminenti contro le truppe israeliane, rappresentavano una minaccia immediata e sono stati eliminati con attacchi mirati”. Lo comunica il portavoce di Idf in una nota.

Trump: “I termini dell’accordo diffusi da Iran sono fake news”

“Le condizioni che l’Iran ha fatto trapelare ai media che diffondono fake news non hanno nulla a che vedere con quelle concordate per iscritto. Quello che hanno detto, compresa la loro debole e patetica dichiarazione sul raggiungimento di un accordo, non ha alcun rapporto con la verità. Sono persone con cui è davvero disonorevole avere a che fare. Con loro non esiste alcuna trattativa in buona fede. Incredibile! Inoltre, il loro attacco con droni di ieri sera contro le navi indiane in uscita dallo Stretto di Hormuz, che è stato totalmente respinto, è assolutamente inaccettabile. Faranno meglio a darsi una regolata, e in fretta!”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Idf, colpiti cinque lanciarazzi di Hezbollah nel sud del Libano

L’esercito israeliano ha reso noto che l’aeronautica ha colpito e distrutto cinque lanciatori di razzi di Hezbollah utilizzati per sparare contro le truppe nel Libano meridionale, secondo quanto riferito dai militari. Lo riporta il Times of Israel. L’aeronautica israeliana ha anche colpito un centro di comando di Hezbollah e alcuni suoi membri identificati vicino alle forze israeliane, aggiunge l’Idf, pubblicando filmati degli attacchi.

Trump: “Gli alleati europei possono essere d’aiuto dopo l’accordo”

“Gli alleati europei non sono stati d’aiuto adesso, ma possono essere molto d’aiuto in futuro, dopo” l’intesa con l’Iran. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump in un colloquio telefonico con il Corriere della Sera. Sui possibili sviluppi diplomatici con i partner dell’Ue in seguito a un accordo con Teheran, il leader americano ha replicato: “Non ne ho idea, dipende da loro”.

Hezbollah: “Fiduciosi che Teheran includerà il Libano in accordo con Usa”

Hezbollah si dice fiducioso che l’Iran insisterà affinché il dossier libanese venga incluso in un eventuale accordo tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato Hassan Fadlallah, esponente di primo piano del movimento sciita libanese, mentre crescono le aspettative per una possibile intesa tra Stati Uniti e Iran. “Abbiamo piena fiducia nella Repubblica islamica e siamo certi che insisterà affinché qualsiasi accordo includa anche la questione del Libano”, ha affermato Fadlallah in un intervento trasmesso dall’emittente al-Manar, vicina a Hezbollah. Negli ultimi mesi i funzionari iraniani hanno più volte sostenuto che un’eventuale intesa più ampia con Washington dovrebbe includere anche la cessazione delle ostilità in Libano.

Cnn, Israele in pressing su Usa per impedire scongelamento beni iraniani in accordo

Israele sta esercitando pressioni sugli Stati Uniti affinché impediscano lo scongelamento dei beni iraniani nell’ambito di un accordo di cessate il fuoco. Lo afferma la Cnn citando una fonte israeliana a conoscenza delle discussioni. La Cnn aveva precedentemente riportato che l’annuncio di Trump, che lasciava intendere un imminente accordo con l’Iran, aveva colto di sorpresa Netanyahu, che in quel momento stava tenendo una riunione con alti funzionari della sicurezza sull’Iran. Israele nutre da tempo scetticismo sulle intenzioni di Teheran nei negoziati, ritenendo che non stia negoziando in buona fede. Israele crede che, anche se venisse firmato un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, questo non porterebbe a un accordo definitivo, ha dichiarato una fonte israeliana alla Cnn.

L’Idf lancia un ordine di evacuazione per tre località in Libano

L’esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per gli abitanti per tre località nel distretto di Sidone: Sarafand, Tefahta e Mazraat Sinay. È quanto reso noto su X dal portavoce militare israeliano in lingua araba, Avichay Adraee. Nel suo messaggio, l’esercito israeliano afferma di avere come obiettivo Hezbollah e ordina agli abitanti di rifugiarsi a nord del fiume Zahrani, situato a sud della città di Sidone, capoluogo del distretto.

Netanyahu: “Iran non avrà nucleare, pieno accordo con Trump su questo”

“Finché sarò primo ministro di Israele, l’Iran non avrà armi nucleari. Il presidente Trump e io siamo in pieno accordo su questo punto. Da oltre 30 anni sono in prima linea nella lotta internazionale contro il programma nucleare iraniano. Se non fosse per questa lotta, l’Iran avrebbe avuto bombe atomiche per distruggere Israele molto tempo fa. L’Iran sta lavorando per distruggere lo Stato ebraico e io dedico la mia vita a impedirglielo e finché sarò premier di Israele, questo non accadrà”. Lo riferisce il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota.

Pakistan “L’accordo con gli Usa si sta concretizzando”

Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Daar, ha accolto con favore i “progressi” compiuti tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che l’accordo tra le parti in conflitto si sta concretizzando. Daar ha discusso i recenti sviluppi “riguardo all’intesa tra Stati Uniti e Iran” con l’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, in una telefonata questa mattina. “Entrambe le parti hanno accolto con favore i progressi raggiunti grazie al costante impegno diplomatico e hanno espresso la speranza che questi sforzi portino presto a un’intesa duratura e a una soluzione pacifica. Hanno ribadito che il dialogo e la diplomazia rimangono gli unici mezzi praticabili per risolvere i conflitti e promuovere una pace e una stabilità durature” si legge su X “Il Pakistan si è posto come mediatore tra Stati Uniti e Iran, e alcune fonti suggeriscono che un possibile accordo iniziale potrebbe essere denominato ‘Dichiarazione di Islamabad’ in riconoscimento del suo ruolo”.

Wp: “Qatar ha trattato segretamente con Iran per mettere al sicuro suo gas”

Il Qatar, uno dei mediatori fra Iran e Stati Uniti, ha contattato segretamente Teheran all’inizio della guerra per proporle di non colpire l’impianto di gas Ras Laffan. In cambio Doha avrebbe sospeso unilateralmente la produzione di gas così da far schizzare i prezzi del dell’energia e mettere sotto pressione Stati Uniti e Israele per mettere fine presto alla guerra. Secondo quanto riporta il Washington Post, il Qatar non ha ottenuto alcun impegno da parte dell’Iran anche se gli eventi delle settimane successive hanno indicato che l’intesa appariva come una strada percorribile, almeno temporaneamente.

Media, possibile firma del memorandum domenica con Vance e Ghalibaf

Un memorandum d’intesa tra Usa e Iran per porre fine alla guerra nel Golfo potrebbe essere firmato già domenica a Ginevra: lo scrivono Reuters sul sito e Bloomberg. La fonte ha affermato a Reuters che il testo del memorandum è ancora in fase di definizione e che l’Iran resta fermo sulla sua posizione, secondo cui l’accordo deve porre fine anche ai combattimenti in Libano. L’obiettivo è definire la formulazione entro sabato, in modo che l’accordo possa essere firmato dal vicepresidente Usa JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf. Non è ancora stata stabilita una sede, ma Ginevra sembra la più probabile.

Irna: “Nessun accordo sul nucleare, verrà discusso nei 60 giorni dopo firma accordo”

“Nessun accordo sul nucleare, verrà discusso nei 60 giorni dopo la firma accordo”, fa sapere l’agenzia di stampa iraniana Irna.

Irna: “Iran mantiene controllo Hormuz, gestione decisa a livello regionale”

“La futura gestione dello Stretto di Hormuz sarà decisiva a livello regionale attraverso il dialogo e il processo congiunto Iran e Oman”, lo fa sapere l’agenzia di stampa iraniana ufficiale Irna.

Agenzia Pasdaran: “Firma in Svizzera? Solo un’illusione americana”

L’agenzia di stampa Fars News, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, ha respinto le indiscrezioni su un imminente accordo con Washington. “Qualsiasi speculazione su una firma in Svizzera o su un incontro faccia a faccia non è altro che un malinteso delle proposte e un’illusione americana”, ha affermato la testata, ripresa da Iran International.

Teheran: “In accordo con Usa anche sblocco 24 miliardi di beni”

La bozza di accordo tra Iran e Stati Uniti garantirebbe lo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni di Teheran congelati entro un periodo di 60 giorni. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr citando una fonte vicina al team negoziale iraniano. L’accordo consentirebbe lo “sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani bloccati durante il periodo di negoziazione finale di 60 giorni” e la somma sarebbe “messa a disposizione dell’Iran prima dell’inizio dei negoziati”.

Teheran: “Accordo non prevede cessione controllo Hormuz”

Teheran non rinuncerà al controllo dello strategico Stretto di Hormuz: è quanto prevedono i termini dell’accordo quadro preliminare con gli Stati Uniti volto a porre fine alla guerra. “L’Iran non si impegna in questo testo a cedere il controllo dello stretto né a ripristinare le condizioni che prevalevano prima dell’aggressione militare americana e israeliana”, si legge sull’agenzia Irna, che ha illustrato “i punti principali del testo attualmente in fase di finalizzazione”.

Berlino: “Sosteniamo ogni iniziativa per una soluzione diplomatica con l’Iran”

“È interesse fondamentale della Germania che si arrivi a una soluzione diplomatica con successo. E sosteniamo ogni iniziativa che vada in questa direzione”. Lo ha detto il portavoce del cancelliere Friedrich Merz, Sebastian Hille, rispondendo a una domanda sull’annuncio della prospettiva di un accordo fra Usa e Iran, senza tuttavia confermare anticipazioni sui dettagli di un possibile incontro a breve in Europa. La Germania spinge perché siano centrati tre obiettivi, ha aggiunto, “che l’Iran smetta di minacciare Israele e i suoi vicini”, che la circolazione nello stretto di Hormuz sia garantita, e che Teheran rinunci ai suoi obiettivi sul nucleare.

Media: “Nuovi attacchi israeliani nel sud del Libano”

Diversi attacchi attribuiti alle forze israeliane sono stati segnalati in aree del Libano meridionale: lo riferisce il giornale L’Orient-Le Jour, aggiungendo che i distretti più colpiti sono stati quelli di Nabatieh e Tiro. Tra le località colpite ci sono Al-Maslakh (Nabatieh) e al-Bayyad, vicino a Deir Aames (Tiro). Segnalate anche un’esplosione a Birkat el-Dardara e fuoco di artiglieria in alcune altre località. Al momento non è precisato se ci siano vittime.

Media: “Delhi convoca di nuovo incaricato d’affari Usa per attacchi a navì”

Il ministero degli Esteri indiano avrebbe convocato per la seconda volta in pochi giorni l’incaricato d’affari Usa in relazione agli attacchi ad alcune navi commerciali con a bordo marinai indiani al largo dell’Oman: lo sostengono diversi media indiani, tra cui l’agenzia di stampa Ani sul proprio sito web. Ieri il Comando centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver colpito la nave Mt Jalveer mentre, a suo dire, “tentava di trasportare petrolio dall’Iran attraverso il Golfo dell’Oman”. In un precedente attacco a un’altra nave secondo le autorità di Delhi hanno perso la vita tre cittadini indiani.

Tajani: “Mi auguro che l’annuncio dell’accordo sia definitivo”

“Mi auguro che possa essere un annuncio definitivo” quello del presidente americano Donald Trump di un accordo raggiunto con l’Iran. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della Conferenza dei Consoli d’Italia nel mondo alla Farnesina. “Noi siamo grandi sostenitori della costruzione della pace”, ha aggiunto Tajani, affermando che “noi facciamo il tifo e facciamo tutto ciò che è in nostro potere, da un punto di vista politico, affinché ci possa essere questo accordo che poi permetta di riaprire completamente Hormuz e di garantire la libertà di navigazione”.

Media, possibile incontro Trump-Sharaa al vertice della Nato ad Ankara

Il leader siriano Ahmad Sharaa è stato invitato negli Stati Uniti il 14 giugno ma è difficile che andrà, mentre Washington valuta anche un possibile incontro tra lo stesso Sharaa e il presidente americano Donald Trump a margine del vertice Nato in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio. Lo riferiscono fonti diplomatiche citate dai media regionali e siriani. Secondo le stesse fonti, Sharaa è stato anche invitato al vertice del G7, previsto a Evian, in Francia, dal 15 al 17 giugno, ma la sua agenda non è stata ancora definita e non è chiaro se parteciperà. L’eventuale nuova missione internazionale del leader siriano arriva mentre Washington accelera il reinserimento diplomatico ed economico di Damasco dopo la dissoluzione del regime degli Assad, l’8 dicembre 2024, e dopo la formazione, nel gennaio 2025, di un’amministrazione di transizione guidata da Sharaa. Sharaa era già stato ricevuto alla Casa Bianca da Trump lo scorso novembre, nella prima visita di un capo di Stato siriano negli Stati Uniti dall’indipendenza del Paese nel 1946. In precedenza aveva parlato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, nel settembre 2025, nella sua prima grande apparizione sulla scena internazionale dopo la caduta di Bashar al-Assad. Trump e Sharaa si erano incontrati anche a Riad nel maggio 2025, poco prima della revoca delle sanzioni americane contro la Siria.

Idf, colpiti 310 obiettivi di Hezbollah nell’ultima settimana

Nell’ultima settimana Israele ha condotto oltre 300 attacchi nel Libano meridionale contro Hezbollah. Le Forze di difesa israeliane (Idf), riporta Sky News, hanno fornito un aggiornamento sulle operazioni di combattimento in corso su più fronti nella regione. Riguardo agli scontri nel Libano meridionale, hanno riferito di aver colpito circa 310 obiettivi di Hezbollah e neutralizzato 80 miliziani.

Axios: “Nell’accordo cessate il fuoco per 60 giorni anche in Libano”

Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, che secondo il presidente Trump sarà presto firmato, prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz senza pedaggi e la concessione all’Iran di un allentamento delle sanzioni in caso di rispetto degli accordi. Lo rivela Axios che cita un diplomatico di uno dei Paesi mediatori e una fonte statunitense. Il memorandum d’intesa estenderebbe il cessate il fuoco per 60 giorni, anche in Libano, periodo durante il quale si terrebbero i negoziati sul nucleare. Il testo include un quadro di riferimento per affrontare la questione delle scorte di uranio arricchito iraniano, sebbene qualsiasi azione sul programma atomico dipenderebbe da un secondo accordo più dettagliato. La fonte ha confermato che “Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo sul testo” ieri sera, pur riconoscendo che l’accordo necessita ancora della firma definitiva.
L’accordo è stato approvato dalla parte iraniana ad alti livelli – ma probabilmente non dalla guida suprema Mojtaba Khamene – mercoledì sera dopo ore di negoziati tra il mediatore qatariota Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Durante i colloqui a Teheran, Al-Thawadi ha parlato telefonicamente più volte con gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.

Media, Usa e Teheran verso colloqui finali su nucleare e sanzioni

Stati Uniti e Iran si preparano ad avviare negoziati finali su dossier nucleare ed economia, in attesa del via libera delle rispettive autorità. Lo riferisce l’agenzia iraniana Mehr, secondo cui le parti starebbero lavorando a una bozza di memorandum d’intesa. Il documento includerebbe la revoca delle sanzioni petrolifere contro Teheran, lo sblocco di fondi iraniani congelati all’estero, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un impegno statunitense a ridurre la presenza militare nelle aree circostanti l’Iran. Secondo i media iraniani, i colloqui non riguarderanno il programma missilistico balistico di Teheran, uno dei punti più sensibili nei rapporti con Washington. L’eventuale accordo resta comunque subordinato all’approvazione delle autorità competenti dei due Paesi.

Trump: “G7 irrilevante, abbiamo vinto la guerra da soli”

Il G7 e l’Europa sono stati “irrilevanti” e gli Stati Uniti hanno vinto la guerra “da soli”. Lo ha detto Donald Trump in una conversazione telefonica con il corrispondente de La7. “Non avevamo bisogno del loro sostegno.
Abbiamo vinto la guerra” ha detto il presidente Usa rispondendo a una domanda sul ruolo dei leader europei e del G7 rispetto alla crisi con l’Iran “Era in qualche modo irrilevante (…) Abbiamo vinto la guerra in Iran. Non avevamo bisogno del loro aiuto”.

Axios: “Sarà firmata a Ginevra l’intesa Usa-Iran”

Sarà firmata a Ginevra l’intesa tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra. Lo afferma Axios che cita fonti diplomatiche secondo cui quattro aerei da carico C17 sono diretti in Europa per allestire la cerimonia alla quale per Washington parteciperà il vicepresidente JD Vance.

Axios: “4 aerei Usa in Europa per preparare la cerimonia della firma”

La Casa Bianca prepara alla cerimonia per la firma dell’accordo tra Iran e Stati Uniti anche se Teheran non ha ancora confermato che sia stato raggiunto. Secondo quanto riportato da Axios, quattro aerei dell’aeronautica militare statunitense sono stati inviati in Europa per preparare una possibile cerimonia: aerei trasportano l’equipaggiamento necessario al vicepresidente statunitense J.D.Vance, che firmerà l’accordo a nome di Washington.

Media, in intesa Iran-Usa stop attacchi a Hezbollah

L’accordo che sarebbe stato raggiunto tra Iran e Stati Uniti prevede che Israele interrompa completamente la sua offensiva contro Hezbollah in Libano. Lo afferma il quotidiano filo-Hezbollah Al-Akhbar secondo il quale oltre a interrompere tutti gli attacchi in Libano, l’accordo richiede a Israele di cedere qualsiasi territorio conquistato nel sud del Paese e un piano per il “rapido ritiro” delle truppe. Il mese scorso, quando sembrava imminente un accordo tra Stati Uniti e Iran, i media israeliani avevano riportato che le Forze di Difesa Israeliane si stavano preparando all’eventualità di essere costrette a porre fine alla guerra contro Hezbollah. Teheran ha a lungo insistito affinché i combattimenti in Libano fossero inclusi in qualsiasi accordo con gli Stati Uniti, nonostante i tentativi di Israele di tenere separate le due questioni e i colloqui in corso a Washington tra delegazioni diplomatiche israeliane e libanesi.

Axios: “La firma dell’intesa Usa-Iran potrebbe avvenire a Ginevra”

La possibile cerimonia di firma di un “memorandum di intesa” tra Washington e Teheran potrebbe avvenire “nei prossimi giorni” a Ginevra: lo riporta Axios, spiegando che ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa nella giornata di iera, trasportando “materiale per un possibile viaggio” del vicepresidente Usa J.D. Vance, che Donald Trump ha indicato come la figura incaricata di firmare l’accordo preliminare, verso la città svizzera.

Usa: abbattuti due droni, prosegue traffico a Hormuz

Gli Usa hanno intercettato due droni iraniani che cercavano di attaccare navi nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito un funzionario statunitense alla Reuters sottolineando che “il traffico attraverso lo stretto prosegue”.

Libano: sirene in nord Israele, intercettato drone Hezbollah

Sirene d’allarme sono state attivate a Metula, nel nord d’Israele. Lo hanno riferito le forze armate israeliane, precisando di aver intercettato un drone nell’area in cui operano i soldati nel Libano meridionale.

Trump: “Iran ha accettato di non avere armi nucleari”

“Abbiamo messo fine alla guerra con l’Iran. Hanno accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, una condizione su cui abbiamo insistito. Era proprio questo l’obiettivo, era il 95% della questione”. Lo ha detto Donald Trump durante un comizio virtuale a sostegno del vicegovernatore della Georgia Burt Jones, secondo quanto riporta Cnn.

Media: trattative Iran-Usa un processo macchinoso, 48 ore per un messaggio WhatsApp

Più che colloqui, le trattative fra Iran e Stati Uniti sono un processo macchinoso in cui i messaggi impiegano giorni per andare e venire fra corrieri che coprono le loro tracce per mantenere al sicuro la guida suprema Mojtaba Khamenei. Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg citando alcuni diplomatici, a causa dell’internet che funziona a singhiozzo i messaggi WhatsApp ci mettono anche 48 ore ad arrivare a destinazione. Inoltre le trattative passano per i mediatori del Pakistan che consegnano le proposte americane e ricevono le risposte iraniane tramite telefonate o visite di persona a Teheran, seguite dal dispiegamento dei corrieri per recapitare i messaggi a Khamenei.

Teheran condanna attacco Usa a petroliera nell’Oman, minaccia a pace

L’Iran ha condannato l’attacco americano di due giorni fa su una petroliera battente bandiera di Palau al largo delle coste dell’Oman che ha provocato la morte di tre marinai indiani. “I brutali attacchi statunitensi contro navi mercantili indiane, che hanno causato la morte di almeno tre cittadini indiani, rappresentano una chiara prova della continua politica americana di rapina a mano armata e pirateria di Stato”, ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei. “Esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie e agli amici dei marinai indiani uccisi e porgiamo le nostre sincere condoglianze al popolo e al governo indiano”, ha proseguito, chiedendo alla comunità internazionale di “ritenere gli Stati Uniti responsabili della loro condotta illegale, che continua a minacciare la pace e la sicurezza globali, mettendo a repentaglio la libertà di navigazione”

Teheran, rinviato di settimane funerale Ali Khamenei

Il sindaco di Teheran, Alireza Zakani, ha annunciato che i funerali di Stato della defunta guida suprema, Ali Khamenei, ucciso dagli attacchi israeliani e americani il primo giorno della guerra, saranno rinviati alla fine di giugno o all’inizio di luglio. Inizialmente erano stati annunciati per l’inizio di giugno. Come ha spiegato il primo cittadino della capitale iraniana in una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa Fars, la cerimonia è stata rinviata per consentire ai fedeli di completare il periodo di lutto annuale per l’Imam Hussein.

Trump: con l’Iran abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo

Nell’accordo con l’Iran ” tutto quello che volevamo”. Lo ha detto Donald Trump durante un comizio virtuale, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. L’intesa è “praticamente fatta”, ha messo in evidenza.

Media Iran: esplosioni udite a Hormuz, fermato passaggio petroliera

Alcune esplosioni sarebbero state sentite questa sera nelle aree iraniane di Sirik e Bandar Abbas, sullo Stretto di Hormuz. Lo riportano i media iraniani, che spiegano come i suoni uditi sarebbero coerenti con le azioni di controllo dell’Iran sullo Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia Tasnim “le forze iraniane non hanno permesso il passaggio a una petroliera fuorilegge che era entrata senza coordinamento nella zona dello Stretto”.

Axios: Netanyahu non informato da Trump, colto sorpresa

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non era stato informato in anticipo ed è stato colto di sorpresa dall’annuncio del presidente Usa Donald Trump su un imminente accordo con l’Iran. Lo ha riferito il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando una fonte a conoscenza dei fatti.

Israele: “Non siamo parte dell’intesa, ma apprezzamento per Trump”

“Il presidente Trump ha parlato questa sera con Netanyahu del memorandum d’intesa in fase di definizione con l’Iran per l’avvio dei negoziati. Sebbene Israele non sia parte del memorandum, Netanyahu ha espresso il proprio apprezzamento per l’impegno del presidente Trump affinché l’accordo finale includa l’eliminazione del materiale arricchito, lo smantellamento delle infrastrutture di arricchimento, la limitazione della produzione di missili e la cessazione del sostegno dell’Iran alle sue filiali”. Così l’ufficio del primo ministro di Israele, citato dalla stampa israeliana.

Teheran: “Finora nessuna conclusione definitiva sull’accordo”

L’Iran ha dichiarato di non aver ancora raggiunto una decisione definitiva su un accordo con Washington, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un “grande accordo” per porre fine alla guerra. Lo riferisce l’Afp. “Finora l’Iran non ha raggiunto una conclusione definitiva sull’accordo”, ha affermato il portavoce del ministro degli Esteri Esmaeil Baqaei, dopo che Trump aveva dichiarato di aspettarsi la firma di un accordo in Europa nei prossimi giorni.

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