Perché Titano, la luna più grande di Saturno, è il miglior avamposto per l’esplorazione umana dello Spazio

Date:

Carburante, materie prime, fabbriche

Fare il pieno su Titano, per esempio, non sarebbe un problema. La luna di Saturno, infatti, trabocca di idrocarburi come metano, propano, butano e altri liquidi pesanti simili a cherosene o benzina, che possono essere bruciati come combustibile. Non solo, questi composti possono diventare la base per la produzione di una vasta gamma di prodotti industriali, come plastica, gomma sintetica e materia prima per solventi, prodotti farmaceutici e persino cibo. Su Titano, sostengono gli autori, potremmo costruire infrastrutture permanenti attraverso la manifattura additiva, cioè con la stampa 3D. Utilizzando i polimeri derivati ​​dagli idrocarburi locali come “inchiostro” per le stampanti, i futuri coloni potrebbero produrre parti di ricambio, tessuti, utensili e materiali da costruzione direttamente in loco. Questo – spiegano – ridurrebbe drasticamente la dipendenza dai carichi provenienti dalla Terraanche se bisognerebbe rifornirsi altrove di metalli pesanti, magari su altri satelliti o asteroidi più vicini.

Ossigeno e acqua? Nessun problema, quasi

Un problema su Titano potrebbe essere rappresentato dalla quasi totale assenza di ossigeno libero nell’atmosfera. Tuttavia, questo potrebbe essere attinto dalla crosta di ghiaccio d’acqua che ricopre la luna. Attraverso un processo chiamato elettrolisiche consiste nell’utilizzare l’elettricità per scindere le molecole d’acqua, è possibile produrre ossigeno gassoso per la respirazione. L’ossigeno gassoso insieme all’altro prodotto dell’elettrolisi dell’acqua, cioè l’idrogeno gassoso, inoltre, potrebbe essere convertito in propellenti criogenicinecessari per i motori a razzo più potenti. Una volta ottenuta gas puriinfatti, sarebbe possibile liquefarli raffreddandoli e comprimendoli direttamente su Titano.

Il futuro dell’esplorazione spaziale è nucleare

Titano sembra davvero offrire un potenziale senza rivali come avamposto strategico. Le sfide vereperò, non mancano. In primis, la distanza. Per avere un’idea, se la Terra dista dal Sole circa 149,6 milioni di chilometri (1 unità astronomica), Saturno è lontano dalla nostra stella in media 1,4 miliardi di chilometri (circa 9,5 Ua) e Titano è distante da Saturno circa 1,2 milioni di chilometri. Va da sé che per raggiungere il satellite in tempi compatibili con una spedizione umana serviranno mezzi ben più potenti di quelli attuali, alimentati con propulsori nucleari una fissione. La grande distanza dal Sole è anche un limite per la produzione di energia: la luce che raggiunge la superficie di Titano è solo lo 0,1% di quella terrestre, rendendo l’energia solare insufficiente per sostenere un insediamento umano. Per questo gli autori indicano come fonte di energia più logica e affidabile per Titano, di nuovo, l’energia nucleare da fissione: piccoli reattori portati dalla Terra potrebbero fornire l’energia necessaria per l’estrazione delle risorse, il riscaldamento degli habitat e il funzionamento degli impianti industriali per generazioni.

Condividi l'articolo:

Popolari

IN EVIDENZA
Related

I contratti CRBC della Cina superano i 1.200 miliardi di scellini grazie ad accordi lucrosi

L'aggiudicazione del contratto di modernizzazione dell'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta...

Trailer di “Pratica Magia 2” | Moviefone

Film di magia praticaSally e Gillian Owens, nate in...