Il calcio in crisi si affida a Giovanni Malagò, ‘facciamo grande l’Italia’ – Notizie

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“Ho sempre avuto un unico e solo scopo: fare grande l’Italia” e “voglio farvi sentire orgogliosi di andare insieme verso questa nuova epoca del calcio italiano”. Sono le parole d’ordine di Giovanni Malagò, eletto nuovo presidente della Figc grazie al voto dei delegati riuniti a Roma per indicare il nuovo numero 1 federale e, soprattutto, per dare una scossa al calcio italiano dopo la terza esclusione di fila dai Mondiali.

L’ex presidente del Coni – forte del sostegno della Lega Serie A, Serie B, Assocalciatori e Assoallenatori – con il 68,58% delle preferenze prende così il posto di Gabriele Gravina, dimessosi due mesi fa dopo la clamorosa sconfitta degli azzurri contro la Bosnia nello spareggio per la Coppa del Mondo. Torna a guidare il calcio un dirigente indicato dai club di A.

“Era dal 2001 che non avevamo un candidato”, sottolinea Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter e confermato consigliere federale. Ma dietro i 20 club del massimo campionato si sono accodati la B, i calciatori ei tecnici, lasciando ai Dilettanti e al loro candidato Giancarlo Abete (29,19% dei voti, poco meno del pacchetto della sua Lega) il ruolo di opposizione pensante. Se poi questa maggioranza si trasformerà in unità di intenti nelle riforme, scavalcando a pie’ pari l’ostacolo del diritto d’intesa, è tutto da vedere. Per ora, è il campo a scaldare il cuore di tifosi e dirigenti; nel progetto tecnico, che prevede la figura di un direttore tecnico che guidi il Club Italia, l’attesa è tutta per l’indicazione del prossimo ct dell’Italia. “Non ho parlato con nessuno. Ci metteremo la testa ma prima devo vedere i bilanci”, taglia corto Malagò che poi aggiunge: “E gli allenatori hanno un loro mercato…”.

Le priorità del nuovo numero 1 del calcio sono anche altre: “Si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle ‘discrete’ personalità. Poi c’è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica”, spiega rivelando che venerdì avrà un incontro con il ministro Andrea Abodi con il quale si è già sentito telefonicamente subito dopo l’elezione. In assemblea, oggi, non c’erano né lui né il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. “Da solo non posso fare nulla, ma con voi possiamo tutto”, le prime parole di Malagò, alla proclamazione. Romano, 67 anni, Malagò ha guidato il Comitato olimpico italiano dal 2013 al 2025 ricoprendo, poi, anche il ruolo di presidente del Comitato organizzatore dei Giochi di Milano-Cortina 2026. Profilo di un vincente, grazie alla pioggia di medaglie conquistate dalle delegazioni azzurre a Rio 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024. In Francia il bottino è da record per l’Italia: 12 ori, 12 argenti, 16 bronzi.

“Chi mi appoggia pensa che quello che sono riuscito a fare si possa ripetere con la Federcalcio”, aveva spiegato prima delle votazioni ripercorrendo i trascorsi alla guida del Circolo Aniene, del Coni e della Fondazione Milano-Cortina 2026. “Ma i problemi del calcio non si risolvono con l’elezione di un nuovo presidente”, aveva avvisato Gravina, che nel togliersi qualche sassolino dalla scarpa prima del voto era tornato a puntare il dito contro il mancato appoggio della politica: ultimo ‘casus belli’, il provvedimento varato da Abodi che sposta l’1% della mutualità dei diritti tv dalla Figc – e dall’utilizzo per i vivai – alla serie A femminile. “Dobbiamo ricucire il rapporto con la politica, ma io dico con una parte della politica – ha sottolineato il neoeletto presidente Figc – Noi abbiamo poco tempo, ma la politica ne ha ancora meno, vista la scadenza di questa legislatura…”.

La speranza è che anche il calcio possa finalmente tornare a vincere o, quantomeno, qualificarsi ai Mondiali. La ferita è aperta più che mai: mentre Curacao e Capo Verde giocano e sorprendono a Usa-Messico_Canada 2026, il ‘calcio’ si limita a guardare le partite in tv. Per il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli “in questo momento la politica ha cercato di prendere le distanze” ma “poi, quando i risultati ci daranno ragione, cercheranno di saltare sul carro dei vincitori e ce ne ricorderemo”. Il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, dà voce a tanti e manda un messaggio all’esecutivo: “Sarebbe bello se l’1% sulle scommesse fosse investito sui vivai e non su stranieri ultratrentenni”. A lui, Abete ha rimproverato di non aver avanzato la sua candidatura: “Sei un ottimo dirigente”. Una delle prime sfide per la Figc sono gli Europei 2032 che l’Italia co-organizza con la Turchia e su cui vigila la Fifa: “Mi appello alla federazione per cogliere l’occasione per investire in impianti, stadi e infrastrutture e organizzare un campionato europeo memorabile”, ha chiesto il vicepresidente della Uefa, Armand Duka, nel suo intervento all’assemblea.

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