BOLZANO. La morte di Leone Moseril diciannovenne del soccorso alpino originario di Tuboavvenuta nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025 a Glorenzanon sarebbe stata causata da difetti strutturali della fontana del municipio. È quanto emerge dalla perizia dell’ingegner Filippo Gampernominato dal giudice per le indagini preliminari Ivan Perathonernell’ambito del probatorio dell’incidente disposto per chiarire la dinamica della tragedia.
Il giovane aveva perso la vita dopo essere stato schiacciato dalla statua in ghisa collocata sulla fontana del municipio. L’indagine per omicidio colposo vede iscritto il sindaco di Glorenza, Erich Josef Wallnöfer.
Secondo il consulente tecnico, l’incidente «non è riconducibile a un cedimento meccanico oa un difetto del materiale degli elementi di fissaggio o delle parti metalliche». La relazione esclude quindi anomalie nei sistemi di ancoraggio o nella struttura metallica della statua.
La ricostruzione del pericolo indica che Leone Moser si sarebbe arrampicato sul lato posteriore della statua, del peso di circa 260 chilogrammi, raggiungendone la parte più alta e sedendosi sulla sommità, come mostrerebbe una fotografia scattata quella notte. Durante la discesa dal lato anteriore si sarebbe verificato il superamento del limite di equilibrio della struttura, provocandone il ribaltamento e il successivo schiacciamento del giovane.
La perizia rappresenta un passaggio centrale nell’inchiesta coordinata dall’autorità giudiziaria, chiamata ora a valutare le responsabilità legate alla tragedia che ha profondamente colpito la comunità della Val Venosta.
