A Detroit una società di criptovalute ha costruito un impero immobiliare, ed è finita malissimo

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Nel 2022, ha iniziato a fare incetta di token RealT. Non è stato sempre semplice: ogni volta che l’azienda si preparava a mettere in vendita una nuova proprietà, si piazzava davanti al computer e seguiva il conto alla rovescia. Il sito andava spesso in tilt, la schermata spariva oi token svanivano dal carrello. “Le case andavano via subito. Potevano essercene sei o sette in vendita nello stesso giorno e, dopo pochi minuti, ogni token era sparito”, racconta TokNist. “Questo fa capire quanta richiesta ci fosse”.

Dietro le quinte, però, i Jacobson cominciavano a incontrare difficoltà nella gestione del loro portafoglio immobiliare sempre più ampio. Nel 2023, una banca ha pignorato un immobile commerciale che i fratelli possedevano a Miami. Nello stesso anno, la città di Chicago ha comminato diverse sanzioni a Srl riconducibili a RealT per presunte violazioni legate al degrado urbano, al mancato rispetto dei codici edilizi ea morosità. Era uno dei primi segnali dei problemi che stavano emergendo a Detroit.

I primi problemi

Nell’estate del 2024, Aaron Mondry era alla ricerca di una nuova storia. Giornalista di una testata locale no profit, Media anomalistava lavorando a una serie di articoli, Gli speculatori di Detroitsul mercato immobiliare della città. A un certo punto, una fonte gli ha segnalato un’anomalia nel registro degli atti della contea di Wayne, nel Michigan.

Scorrendo il registro, Mondry ha notato che un gran numero di proprietà a Detroit risultava intestato a Srl con nomi che richiamavano RealToken. A quel punto, attraverso le numerose società controllate, RealT aveva acquistato e tokenizzato centinaia di immobili in tutta la città, diventando uno dei principali proprietari di Detroit. Molte di queste proprietà erano case unifamiliari comprate in blocco, attraverso accordi con altri proprietari, talvolta senza visitare di persona le abitazioni. Gli immobili di RealT sono concentrati in quartieri a basso redditoa maggioranza nera, nelle zone est e ovest della città.

Mondry ha messo insieme un elenco delle proprietà RealT e ha iniziato a bussare alle porte. Ben presto è emerso un modello preoccupante: molte delle case che visitava erano in condizioni pessimeun gran numero sembrava disabitato e, consultando diversi database, in molti casi le imposte immobiliari risultavano non pagate.

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