Ecco la prima ambulanza a energia solare per il soccorso in aree remote

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Nasce nei Paesi Bassi la prima ambulanza al mondo alimentata unicamente a energia solare. Questo innovativo veicolo, chiamato Stella Juvaè il risultato dell’impegno di 23 studenti del Solar Team Eindhovenun gruppo universitario del Politecnico TU, che hanno sviluppato il progetto in un solo anno di lavoro.

Rendere accessibile il soccorso in aree isolate

L’obiettivo primario di questo mezzo di soccorso, energeticamente autonomo, è quello di rendere accessibile l’assistenza medica anche alle popolazioni che abitano nelle zona più isolata del pianeta. In questi territori, l’accesso alle cure è limitato dalla mancanza di rete elettricadalla carenza di carburante e dalla presenza di strade dissestate. Un veicolo a combustione o uno elettrico avrebbero difficoltà di rifornimento o di ricarica e, in generale, una scarsa autonomia. Attualmente, per ovviare al problema, alcuni eroici operatori sanitari utilizzano la bicicletta per portare assistenza medica in queste aree.

Fino a 715 km di autonomia

Il veicolo, che ospita due persone nella cabina anteriore, è lungo 5 metri, largo 1,9 metri e con una massa di 1.350 kg. Può raggiungerne una velocità massima di 120 km/h e ah un’autonomia media di 360 chilometri in fuoristrada, che possono arrivare fino a 715 chilometri in una giornata assolata e su strade asfaltate. Sul tetto sono installate 326 celle solari, mentre ulteriori 216 sono presenti su speciali pannelli estensibili. Non avendo necessità di ricaricare, il mezzo è completamente indipendente e, una volta raggiunta una destinazione, può ripartire per la successiva. È comunque presente una batteria da 50 kWh, che permette di accumulare l’energia generata con i pannelli sul tetto, garantendo l’alimentazione del veicolo anche di notte o nelle giornate nuvolose. L’ambulanza ah una meccanica robusta che le consente di affrontare l’off-road impegnativo, anche se non è propriamente un fuoristrada tecnico. Nell’equipaggiamento non manca la ruota di scorta e un badile nel caso in cui sia necessario scavare per liberare il mezzo.

Portare assistenza e medicinali

Questo innovativo veicolo sanitario è pensato per portare assistenza medica avanzata in territori remoti (ambulanza di soccorso), ma non per portare i pazienti verso un ospedale (non è quindi un’ambulanza da trasporto). L’equipaggiamento medico viene caricato nella parte posteriore e comprende medicinalikit di primo soccorso, test per la tubercolosi, defibrillatori e macchinari a ultrasuoni e per i raggi Xcon questi ultimi che vengono alimentati dall’impianto solare di bordo. L’energia elettrica autoprodotta è infatti un elemento fondamentale per il funzionamento degli apparecchi medici e per preservare la catena del freddo dei medicinali.

La collaborazione con Amref

Ispirati profondamente dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, gli studenti olandesi hanno collaborato con Amref Salute Africala più grande organizzazione sanitaria senza scopo di lucro che opera nel continente africano. Secondo la responsabilità del team, il diritto alle cure non dovrebbe mai dipendere dalla disponibilità di combustibili. Yarno Bastenresponsabile della partnership del Solar Team Eindhoven, ha affermato:

Vogliamo ispirare operatori sanitari, aziende e altre realtà a creare un impatto sociale attraverso la tecnologia. Se ventitré studenti sono riusciti a realizzare questo progetto in un solo anno, dimostra cosa sia possibile fare quando l’industria tecnologica e il terzo settore collaborano.

Gli studenti hanno in programma un viaggio in Kenia nel mese di agosto per testare il loro veicolo nei luoghi in cui potrà essere operativo in futuro. In diverse aree remote verranno simulati scenari di intervento sanitariocome la presa in carico e il trattamento di pazienti affetti da tubercolosi, per valutare l’efficacia dell’ambulanza solare in condizioni reali.

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