Guerra in Iran, le news del 18 giugno

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Il memorandum per la fine del conflitto in Medio Oriente è stato firmato digitalmente da Stati Uniti e Iran ed è in vigore. Le conferme arrivano da entrambi gli schieramenti. Domani, in un resort sul lago di Lucerna, era atteso l’incontro tra le delegazioni di Washington e Teheran ma secondo il ministero degli Esteri pachistano la cerimonia sarebbe stata annullata. Intanto il vicepresidente Usa JD Vance ha riferito sui dettagli del memorandum spiegando che il periodo di 60 giorni per il negoziato con Teheran inizia da oggi e ha aggiunto che la sua presenza in Svizzera non è certa. Poi il duro attacco a Israele: “Svegliatevi, criticano Trump ma è l’unico alleato che hanno”.

Punti chiave

Witkoff: “L’Iran inviterà gli ispettori dell’Aiea”

L’Iran inviterà l’Agenzia nucleare delle Nazioni Unite (Aiea) a ispezionare i suoi siti nucleari e ad avviare le attività di identificazione e scavo dei depositi di materiale arricchito. Lo ha detto l’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, al Congresso durante un briefing a porte chiuse. Witkoff ha detto ai leader del Congresso e ai membri delle commissioni che si occupano di sicurezza nazionale che il memorandum d’intesa stipulato tra gli Stati Uniti e l’Iran non includeva accordi collaterali, ma è stata redatta una lettera tra Teheran e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica per estendere l’invito

Iran: “Nei prossimi 60 giorni nessun pedaggio a Hormuz”

Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha dichiarato che l’Autorità dello Stretto del Golfo Persico è stata incaricata di rilasciare nel più breve tempo possibile i permessi alle navi commerciali che desiderano transitare nello Stretto di Hormuz. Secondo una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, alla dirigenza dell’autorità è stato ordinato di elaborare e rispondere alle richieste con rapidità e priorità al fine di raggiungere gli obiettivi del memorandum. “Per 60 giorni, non verrà addebitata alcuna commissione ai richiedenti”

Iran: “Orari prestabiliti per navigare nello Stretto di Hormuz”

Il Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano ha commentato il memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti e la riapertura dello Stretto di Hormuz, affermando che “a causa delle condizioni particolari e della presenza di rischi per la sicurezza lungo la rotta, nonché della necessità di garantire una navigazione sicura e prevenire incidenti marittimi, è necessario che le navi transitino attraverso la rotta in orari prestabiliti, in modo che la capacità di traffico possa aumentare gradualmente”

Macron: “Non credo che la guerra Usa-Iran sia completamente finita”

Macron: “Non credo che la guerra Usa-Iran sia completamente finita”

Macron: “La firma dell’intesa è avvenuta in modo spontaneo, è stato positivo non aspettare e iniziare un nuovo capitolo”

La firma dell’accordo di pace con l’Iran è avvenuta “in modo spontaneo” ieri sera a Versailles, a margine di una cena tra il presidente francese e il suo omologo americano, Donald Trump. A dichiararlo, su France 2, è stato il presidente francese Emmanuel Macron. “È stata una cosa positiva non aspettare e poter iniziare un nuovo capitolo”, ha aggiunto il capo dello Stato, precisando che “c’è stato un andirivieni tra la parte iraniana e quella americana. L’accordo è stato finalizzato nelle ultime ore di questo vertice del G7”

Trump: “Ci aspettiamo il cessate fuoco in Libano”

“Gli Stati Uniti sono impegnati per la pace e incoraggiamo tutti nella regione del Medio Oriente a mantenere il proprio impegno nel consentire ai nostri negoziati di svolgersi magnificamente. I mercati stanno apprezzando ciò che sta accadendo con i prezzi del petrolio in forte calo e le azioni in forte aumento. Ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, compresi Libano, Hezbollah e Israele”. Lo scrive su ‘Truth’ il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Per Trump “gli Stati Uniti non hanno effettuato alcun pagamento di 300 miliardi di dollari all’Iran. Questa è una notizia falsa! Tutto ciò che c’è per gli Stati Uniti è un successo, prezzi del petrolio più bassi e vittoria. Date un’occhiata al mercato azionario. La propaganda democratica sta agendo”

Khamenei: “Trump ha firmato per debolezza e necessità”

La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Khamenei, ha diffuso il suo primo messaggio al popolo iraniano dopo la firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. “Come sapete, è stato firmato un memorandum d’intesa tra i Presidenti dell’Iran e degli Stati Uniti. E’ stato il Presidente degli Stati Uniti, per debolezza e necessità, a utilizzare tutti i mezzi disponibili per raggiungere questo obiettivo”, ha affermato. “Avevo un’opinione diversa (riguardo al memorandum d’intesa) – ha proseguito Khamenei – ma ho dato la mia approvazione considerando l’impegno che il Presidente Pezeshkian mi ha assunto per preservare i diritti del popolo iraniano e del fronte della resistenza”

Trump: “Ci aspettiamo il cessate il fuoco su tutti i fronti”

“Ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, inclusi Libano, Hezbollah e Israele”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. “Gli Stati Uniti sono impegnati a favore della pace e incoraggiano tutti nella regione del Medio Oriente a mantenere l’impegno di consentire ai nostri negoziati di svilupparsi in modo positivo. I mercati apprezzano molto la situazione attuale, con i prezzi del petrolio in forte calo e le quotazioni azionarie in netto rialzo”, ha messo in evidenza il presidente

Khamenei: “Se gli Usa faranno richieste eccessive non ci piegheremo”

“Pezeshkian ha esplicitamente affermato che se la parte americana farà richieste eccessive, non ci piegheremo a queste”. E’ quanto afferma il leader supremo iraniano, Moqtaba Khamenei, in cui afferma di aver accettato il memorandum di intesa con gli Stati Uniti nonostante la sua posizione diversa. “E’ ovvio che i negoziati di persona in futuro non significareanno l’accettazione della posizione del nemico”, ha aggiunto ancora nella dichiarazione

Khamenei: “Ho dato il mio ok al memorandum per l’impegno assunto da Pezeshkian”

Nel corso dei negoziati tra Washington e Teheran per un accordo “io, per principio, avevo una visione diversa; tuttavia, in virtù dell’impegno che lo stimato presidente — in qualità di capo del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale — ha assunto nei miei confronti a nome proprio e degli altri membri riguardo alla salvaguardia dei diritti della nazione iraniana e del Fronte della Resistenza, e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato la mia autorizzazione: lo ha affermato il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, in un messaggio scritto diffuso dai media della Repubblica Islamica

Vance contro Ben-Gvir e Smotrich: “Non potete risolvere tutto uccidendo”

In un’intervista al New York Times, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha criticato i ministri israeliani Ben Gvir e Bezalel Smotrich per aver attaccato l’accordo. “La mia risposta per loro sarebbe: quale è la vostra proposta concreta? Siete un paese di nove milioni di abitanti. Non potete risolvere ogni singolo problema di sicurezza nazionale semplicemente ricorrendo alla forza letale”, ha detto Vance

Usa: “Revocato il nostro blocco, restiamo nell’area”

Le forze americane hanno revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle aree costiere dell’Iran. Lo afferma il Centcom. “Resteremo nell’area generale per assicurarci che tutti gli aspetti dell’accordo vengano rispettati”, ha messo in evidenza

Trump: “Nessun fondo da 300 miliardi per l’Iran, l’accordo è un successo”

“Non c’è alcun pagamento di 300 miliardi di dollari da parte degli USA all’Iran. Sono fake news! Per gli Usa ci sono solo successo, prezzi del petrolio più bassi e vittoria. Date un’occhiata al mercato azionario. È propaganda dei democratici”. Così Donald Trump su Truth

Vance: “Netanyahu furioso? Non mi risulta, è sbagliato attaccare Trump”

La presunta “rabbia” di Benjamin Netanyahu riguardo al memorandum d’intesa tra gli Usa e l’Iran “non rispecchia le conversazioni che ho avuto con lui, anche se forse sta dicendo ad altri cose che non dice a me”. Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance, in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. “Tuttavia, c’è un aspetto che mi infastidisce: alcuni membri del governo di Bibi hanno criticato apertamente l’accordo e, in certi casi, hanno attaccato in modo molto personale il Presidente degli Stati Uniti”, ha aggiunto. “Il problema per Israele non è Donald J. Trump; chiunque in Israele ritenga che il problema principale sia il Presidente degli Stati Uniti deve aprire gli occhi e prendere atto della realtà in cui versa il Paese”, ha concluso Vance

Vance: “Felice che il Papa dica cose positive sul memorandum”

“Sono felice che il Papa dica cose positive sul memorandum di intesa”. E’ quanto ha detto JD Vance ad una domanda sul commento di Leone XIV sull’accordo. “La mia risposta è sia lodato Gesù”, ha detto ancora il vice presidente

Vance a Israele: “Dovete svegliarvi”

“Gli israeliani si devono svegliare e annusare l’aria che c’è attorno alle loro case. Perché gli israeliani criticano Trump? Trump guida una superpotenza ed è l’unico alleato che Israele ha”. Con queste dure parole il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha commentato le critiche di Israele contro la politica di Trump

Vance: “Ridurremo la presenza militare ai livelli di prima della guerra”

Se l’accordo con Teheran procederà come previsto, gli Stati Uniti ridurranno la loro presenza militare nella regione “ai livelli pre-guerra”. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un briefing con i giornalisti

Vance: “Non so quando andrò in Svizzera”

“Non sono sicuro quando andrò in Svizzera, credo questo weekend ma non so ancora”. Lo ha detto JD Vance in una conferenza stampa. “Dipende anche da quando gli iraniani potranno venire”, ha aggiunto

Vance: “Dodici navi iraniane hanno passato il blocco dalla firma del memorandum”

Ad almeno 12 navi iraniane è stato consentito di passare attraverso il blocco Usa dalla firma del memorandum d’intesa con Teheran. Lo ha riferito il vicepresidente JD Vance, in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca

Vance: “Lo Stretto di Hormuz è riaperto”

“Lo Stretto di Hormuz è riaperto”. Lo afferma in conferenza stampa il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance

Vance: “L’accordo è una win-win per noi, l’Iran non riceverà un centesimo dagli Usa”

“Il semplice fatto che l’unico modo in cui gli iraniani avranno queste risorse è che rispettino a pieno l’accordo e che cambino il loro comportamento”. Lo ha detto JD Vance in una conferenza stampa, ribadendo che “in ogni caso non un singolo centesimo arriverà dagli Stati Uniti” e “in nessuna circostanza”. “Così abbiamo veramente una win-win situazione per gli Usa – ha aggiunto – se gli iraniani non cambiano il loro atteggiamento, il loro esercito e il loro programma nucleare è già distrutto. Se cambiano, allora avranno una relazione trasformativa con il Medio Oriente” e viceversa

Vance: “Israele e Hezbollah smettano di attaccarsi”

Israele ed Hezbollah devono smetterla di attaccarsi reciprocamente. Lo afferma il vicepresidente JD Vance in una conferenza stampa

Vance: “I Paesi del Golfo odiavano l’accordo di Obama con l’Iran”

Gli Stati del Golfo “odiavano l’accordo di Obama” sul nucleare iraniano, mentre dell’attuale accordo affermano che è “incredibilmente trasformativo”. Lo ha detto il vice presidente americano JD Vance in un briefing alla Casa Bianca

Vance: “I 60 giorni per il negoziato con l’Iran iniziano oggi”

I 60 giorni per il negoziato con l’Iran sono iniziati oggi. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca

Vance: “12,5 milioni di barili di petrolio sono passati a Hormuz la scorsa notte”

La scorsa notte 12,5 milioni di barili di petrolio hanno passato lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca. Vance è divenuto il volto dell’amministrazione nel difendere l’accordo con l’Iran, soprannominato da alcuni ‘Epic Surrender’, ‘Resa Epica’, ironizzando sul nome dell’operazione in Iran ‘Epic Fury’

Vance: “ Abbiamo distrutto il programma e le infrastrutture nucleari dell’Iran”

“Il programma nucleare, le infrastrutture nucleari e le capacità di arricchimento dell’uranio dell’Iran sono state distrutte”. Lo ha detto il vice presidente americano JD Vance in una conferenza stampa alla Casa Bianca

Merz: “Berlino pronta a contribuire allo sminamento a Hormuz”

La Germania è pronta a valutare un proprio contributo alle operazioni per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz arrivando al Consiglio europeo di Bruxelles. “Abbiamo sempre detto che possiamo immaginare di contribuire, ad esempio attraverso operazioni di sminamento”, ha spiegato Merz, sottolineando tuttavia che un eventuale coinvolgimento tedesco richiederebbe “una chiara base giuridica” e “un mandato del Bundestag”. Secondo il cancelliere, il governo federale discuterà nelle prossime settimane le possibili opzioni alla luce dell’evoluzione della situazione nella regione

Netanyahu: “Preservare la relazione vitale con gli Usa”

“Ci attendono ulteriori sfide, che richiedono sangue freddo, una posizione ferma sui nostri interessi di sicurezza e, al tempo stesso, la salvaguardia della relazione vitale con i nostri amici americani che ci hanno sostenuto fianco a fianco in questa lotta, una partnership che apprezziamo profondamente”. Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, alla luce della firma dell’accordo tra Usa e Iran e le critiche ricevute dal presidente americano Donald Trump per le operazioni militari in Libano. “Ripristineremo la sicurezza nel nord: ciò richiede il mantenimento della zona di sicurezza nel Libano meridionale e la nostra permanenza lì finché le esigenze di sicurezza di Israele lo richiederanno”, ha aggiunto

Ministero degli Esteri del Pakistan alla Bbc: “Annullata la cerimonia per la firma dell’accordo in Svizzera”

Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha dichiarato alla Bbc che la cerimonia di firma prevista per domani a Ginevra è stata annullata poiché il memorandum d’intesa è già stato firmato a distanza

Libano, 28 uccisi da Israele nelle ultime 24 ore

Sono proseguiti nelle ultime ore i combattimenti nel sud del Libano tra l’esercito israeliano e Hezbollah nonostante l’annuncio di un nuovo cessate il fuoco che dovrebbe includere anche il Paese mediterraneo a nord dello Stato ebraico. Secondo l’ultimo bilancio del ministero della Sanità libanese, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 28 morti e 17 feriti in seguito ai bombardamenti israeliani. Sale così ad almeno 3.912 morti e 11.873 feriti il numero delle vittime dall’inizio della nuova fase della guerra in Libano, il 2 marzo scorso. Nelle ultime ore nuovi scambi di colpi sono stati segnalati a Kfartebnit, alla periferia meridionale di Nabatiye, dove l’artiglieria israeliana ha colpito più volte il villaggio. Hezbollah ha affermato di aver preso di mira un carro armato Merkava israeliano nei pressi della località, mentre il mezzo tentava di avanzare nell’area. L’esercito israeliano sta cercando negli ultimi giorni di spingersi nella regione di Nabatiye, a nord del fiume Litani. A Nabatiye al Fawqa (di Sopra), un drone israeliano ha lanciato una granata assordante contro una famiglia appena arrivata davanti alla propria abitazione. I componenti del nucleo familiare si sono rifugiati all’interno della casa e sono poi stati evacuati verso Nabatiye dai soccorritori. Una camionetta è stata colpita da un drone israeliano anche ad Ain el Tine, nella Bekaa occidentale, mentre nel distretto di Bint Jbeil l’esercito libanese, soccorritori e abitanti sono stati presi di mira a Haddatha mentre cercavano corpi sotto le macerie e ispezionavano le abitazioni. Un veicolo teleguidato israeliano si è diretto verso il gruppo e colpi d’arma da fuoco hanno preso di mira una ruspa impegnata nelle operazioni di rimozione delle macerie

Tajani: “Sì alle sanzioni per Ben Gvir, su Smotrich vedremo”

“Noi siamo i promotori della richiesta di sanzioni al ministro Ben Gvir, per quello che ha fatto in occasione dell’arresto illegittimo di alcuni cittadini che facevano parte della Flotilla e ciò che ha detto nei confronti dell’Italia. Inserire anche Smotrich tra i sanzionati? Per lui si vedrà, iniziamo a fare Ben Gvir intanto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vice-presidente del Consiglio Antonio Tajani, uscendo dal pre-summit del Ppe a Bruxelles e rispondendo a una domanda sulla possibilità di inserire tra gli individui sanzionati dall’Ue non solo il ministro israeliano Ben Gvir, ma anche quello delle finanze Smotrich

Trump: “Probabilmente sosterrò Netanyahu alle elezioni, dipende dai candidati”

Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato oggi alla tv israeliana Channel 11 che “molto probabilmente sosterrà il primo ministro Benjamin Netanyahu alle prossime elezioni”, aggiungendo che la valutazione dipende da quali saranno i candidati. “Ho un buon rapporto con Bibi, ma deve essere più razionale. Sono disposto a incontrarlo”, ha detto il presidente al corrispondente dagli Usa di Channel 11

Trump loda l’accordo con l’Iran: “Il petrolio scorre, Usa mai così forti e rispettati”

“Il petrolio scorre, l’Iran non potrà mai avere un’arma nucleare, i mercati azionari volano, l’occupazione è ai massimi storici e i prezzi scendono. Il nostro Paese è forte, sicuro e rispettato come mai prima d’ora. Prego”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth lodando indirettamente il memorandum of understanding raggiunto con l’Iran

Ankara: “E’ un buon accordo, evitare le provocazioni”

Il ministero della Difesa Nazionale turco ha accolto con favore l’accordo per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, esortando tutte le parti interessate ad agire responsabilmente per proteggere l’accordo e prevenire tentativi di minarlo. “Accogliamo con favore l’accordo raggiunto per porre fine alle ostilità tra Stati Uniti e Iran e ci auguriamo che contribuisca a una pace, sicurezza e stabilità durature nella regione”, ha dichiarato il ministero in un comunicato stampa, garantendo che la Turchia continuerà a dare priorità alla pace e alla stabilità regionale e a sostenere la risoluzione delle controversie attraverso il dialogo e la diplomazia. “E’ di fondamentale importanza che tutte le parti interessate adottino un atteggiamento sensato, misurato e responsabile in termini di salvaguardia dell’accordo e di prevenzione di tentativi di sabotaggio”, ha dichiarato il Ministero. La dichiarazione ha inoltre sottolineato che la Turchia sta monitorando attentamente gli sviluppi nello Stretto di Hormuz, definendo la protezione della sicurezza dell’approvvigionamento energetico, del commercio marittimo e della sicurezza della navigazione come cruciali per la stabilità globale. “Il nostro Paese è pronto a contribuire agli sforzi in questi ambiti nel quadro del diritto internazionale”, ha concluso il ministero.

Attacco dell’Idf a Gaza, tre morti

Tre persone sono morte e altre sono rimaste ferite in seguito a un attacco condotto da un drone israeliano contro un veicolo civile nel quartiere di Al-Rimal, a ovest di Gaza City, secondo fonti mediche citate dall’agenzia di stampa Wafa.

Teheran: “La riapertura dello Stretto spetta a noi. No a interventi stranieri”

L’Iran ha chiuso all’ipotesi di una missione straniera per garantire la libertà di circolazione nello stretto di Hormuz. “La riapertura dello Stretto è esplicitamente di competenza dell’Iran, secondo il memorandum d’intesa” con gli Stati Uniti, ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dalla televisione di Stato. “Non vi è assolutamente alcun bisogno di un intervento di soggetti stranieri”, ha avvertito, “qualsiasi operazione di questo tipo non farebbe altro che complicare la situazione”.

Rutte: non prevista la partecipazione Nato a missione Hormuz

“Non è prevista una partecipazione della Nato” alla missione per garantire la sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz una volta riaperto”, ha affermato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa che ha tenuto dopo la riunione dei ministri della Difesa alleati, precisando che il corridoio marittimo “non è in area Nato”. “Ma se la Nato potrà essere di aiuto in qualunque modo, siamo qui”, ha aggiunto, riconoscendo all’Europa grande capacità nello sminamento. “Abbiamo constatato che molti Paesi europei stanno pre posizionando asset vicino al teatro”, ha aggiunto

Berlino: inviate due navi nel Mar Rosso, pronte per missione su Hormuz

La Germania sta inviando due navi nel Mar Rosso in preparazione di una possibile missione militare nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistoriusin vista di un incontro con i suoi omologhi della Nato a Bruxelles: “In questo momento, il nostro dragamine Fulda e la nave da rifornimento Mosel stanno attraversando il Canale di Suez in direzione del Mar Rosso”. Pistorius ha precisato che, prima di qualsiasi partecipazione a un’operazione di sminamento, sarà necessaria l’approvazione dell’Iran e dell’Oman, aggiungendo che qualsiasi missione dipenderà anche dagli sviluppi dei futuri colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti. La notizia arriva dopo che ieri sera Donald Trump ha affermato che gli alleati europei avevano accettato di aiutare gli Stati Uniti a liberare lo Stretto di Hormuz per garantire un passaggio sicuro, senza però specificare quali Paesi si fossero dichiarati disponibili a fornire assistenza

Teheran: riaprire Hormuz spetta a noi. No a interventi stranieri =

L’Iran ha chiuso all’ipotesi di una missione straniera per garantire la libertà di circolazione nello stretto di Hormuz. “La riapertura dello Stretto è esplicitamente di competenza dell’Iran, secondo il memorandum d’intesa” con gli Stati Uniti, ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dalla televisione di Stato. “Non vi è assolutamente alcun bisogno di un intervento di soggetti stranieri”, ha avvertito, “qualsiasi operazione di questo tipo non farebbe altro che complicare la situazione”. Ieri al G7 di Evian il presidente francese, Emmanuel Macron, ha confermato la disponibilità di una ventina di paesi a partecipare a una missione per garantire la libertà di navigazione nello Stretto

Pakistan: “Colloqui con ministri di Turchia e Bahrain sull’intesa Usa-Iran”

Il governo pachistano afferma che il suo ministro degli Esteri, Mohammad Ishaq Dar, ha parlato dell’intesa tra Usa e Iran in due distinte conversazioni telefoniche con i suoi omologhi di Turchia e Bahrain, Hakan Fidan e Abdullatif bin Rashid Al Zayani. Per entrambe le conversazioni, il ministero degli Esteri di Islamabad afferma su X che i ministri “hanno espresso l’auspicio” che l’accordo per mettere fine alla guerra tra Washington e Teheran possa “contribuire alla pace” nella regione mediorientale.

Nella mappa dell’Idf, le truppe restano dieci km dentro al Libano

Alla luce della firma del memorandum d’intesa tra Usa e Iran, le forze armate israeliane hanno pubblicato una mappa che mostra le forze dispiegate nel Libano meridionale. “In base alle esigenze operative, le truppe sono dispiegate nella zona di sicurezza, a circa 10 chilometri all’interno del territorio libanese”, si legge nella mappa. “I soldati sono stanziati nell’area operativa designata nel Libano meridionale e continueranno a neutralizzare le minacce e a rafforzare la difesa dei residenti israeliani nel nord del Paese”, ha sottolineato l’esercito israeliano. L’intesa tra Usa e Iran include il fronte libanese ma finora Israele non ha dato segni di voler interrompere le operazioni nel Paese dei Cedri, benchè le abbia diminuite, nè tanto meno di ritirare le truppe che da oltre tre mesi sono entrare nel Paese e hanno occupato una fascia al confine, definita ‘zona di sicurezza’.

Pezeshkian: “Accordo storico. La pace sarà all’ombra del rispetto reciproco”

Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha commentato con evidente soddisfazione la firma del memorandum d’intesa con il suo omologo americano Donald Trump. “Questo è un documento storico e un messaggio potente dall’Iran: la pace si realizzerà all’ombra del rispetto reciproco”, ha scritto su X a commento della foto del documento. ” La Repubblica Islamica dell’Iran è sempre impegnata e fedele alla pace globale che preservi la dignità e l’indipendenza, il progresso e la cooperazione regionale”, ha aggiunto.

Tajani: “La Grande Torino ha attraversato Hormuz”

“La nave mercantile italiana ‘Grande Torino’, del gruppo Grimaldi, a poche ore dalla firma dell’accordo tra USA e Iran è stata fra le prime ad attraversare lo stretto di Hormuz. Ora è in navigazione verso l’Oriente”. Lo riferisce il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, in un post su X. “Un successo della diplomazia italiana. Una bella notizia per la ripresa del traffico commerciale e in particolare per tutti i marinai a bordo e le loro famiglie in Italia”, aggiunge Tajani, che ha allegato al post un video che sembra registrato a bordo della nave e in cui sente che l’imbarcazione riceve l’autorizzazione a passare.

Media: “89% degli impianti petrolchimici iraniani disattivati durante la guerra”

L’89% degli impianti petrolchimici iraniani, che erano stati disattivati durante la guerra con gli Stati Uniti, sono tornati alla produzione. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa Isna il capo del più grande gruppo petrolchimico iraniano, Mohammad Shariatmadari, ceo della Persian Gulf Petrochemical Industries Company.

Svizzera: “A Bürgenstock i primi negoziati sull’attuazione dell’accordo”

“Allo stato attuale, è ancora previsto che domani gli Stati Uniti e l’Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar, si incontrino al Bürgenstock”, in Svizzera, “per i primi negoziati sull’attuazione dell’accordo”. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in una dichiarazione inviata a LaPresse. “Al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni sullo svolgimento e sui dettagli di questo incontro”, precisa il ministero, aggiungendo che “la Svizzera accoglie con favore la firma, avvenuta ieri, del Memorandum of Understanding tra gli Stati Uniti e l’Iran da parte di entrambi i Paesi”. “La firma rappresenta un passo importante verso l’allentamento delle tensioni nella regione”, si legge ancora nella dichiarazione.”, in Svizzera, “per i primi negoziati sull’attuazione dell’accordo”. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in una dichiarazione inviata a LaPresse. “Al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni sullo svolgimento e sui dettagli di questo incontro”, precisa il ministero, aggiungendo che “la Svizzera accoglie con favore la firma, avvenuta ieri, del Memorandum of Understanding tra gli Stati Uniti e l’Iran da parte di entrambi i Paesi”. “La firma rappresenta un passo importante verso l’allentamento delle tensioni nella regione”, si legge ancora nella dichiarazione.

Libano, “prosegue senza sosta la guerra nel sud del Paese, un morto e un ferito”

Prosegue la guerra nel sud del Libano nonostante l’accordo tra Stati Uniti e Iran per un cessate il fuoco che includa anche il paese mediterraneo. Nelle ultime ore, secondo fonti governative di Beirut nuovi raid di droni e colpi di artiglieria israeliani hanno colpito la regione di Nabatiye, provocando un morto e un ferito grave. Nella notte, secondo fonti locali, combattenti di Hezbollah hanno tentato di colpire con mitragliatrici e un missile terra aria un elicottero israeliano in ricognizione nei pressi della collina di Ali al Taher, nel distretto di Nabatiye. Sempre nella stessa regione, Kfar Remmane, Habboush e Kfar Joz sono state colpite da artiglieria israeliana, con incendi in diverse aree. Colpi di mitragliatrice erano stati segnalati anche verso Wadi Saluki e nei pressi di Hula, nel distretto di Marjayoun. Nel distretto di Bint Jbeil, un drone israeliano ha lanciato una bomba a Beit Yahun, ferendo un libanese e un siriano. Un altro drone ha colpito un’area tra Haddatha e Haris.

Islamabad: “Il premier pachistano ha firmato come mediatore l’intesa Usa-Iran”

“Il primo ministro del Pakistan Muhammad Shehbaz Sharif ha firmato il memorandum d’intesa di Islamabad come mediatore”: lo scrive su X il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar.

Grossi: “Memorandum è positivo. Ora passi concreti”

La firma del memorandum of understanding tra Usa e Iran è positiva, adesso “inizia il lavoro tecnico” ed è ora di “sederci con i nostri colleghi americani e iraniani per iniziare a formulare i passi concreti che dovranno essere intrapresi”, ha detto oggi a Ginevra il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) Rafael Grossi. Il fatto che “il ruolo indispensabile dell’Aiea sia riconosciuto è un forte punto di partenza”, ha aggiunto in una conferenza stampa a Ginevra.

Teheran: “Scatta oggi la revoca delle sanzioni sul petrolio”

Scatta oggi la revoca delle sanzioni internazionali che dovrebbe consentire all’Iran di vendere il proprio petrolio all’estero. A riferirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. “La revoca delle sanzioni petrolifere contro l’Iran inizia oggi e proseguirà durante i negoziati”, ha detto a quanto riferito dalla televisione di stato iraniana. “L’Iran deve poter vendere il proprio petrolio senza problemi di trasporto e assicurazione, e deve ricevere i proventi delle vendite petrolifere”, ha spiegato.

Libano, ancora attacchi Idf: “Morti un libanese e un riservista israeliano”

Una persona è rimasta uccisa e un’altra ferita in un attacco israeliano contro un veicolo nella città di Kfar Tebnit, vicino a Nabatieh, nel sud del Libano, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa nazionale libanese. Il canale qatarino Al Araby ha riferito che Israele ha ridotto significativamente il volume dei suoi attacchi nel Paese in vista dell’attuazione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, pur continuando le operazioni militari, concentrate principalmente nel governatorato di Nabatieh e sulla cresta di Ali al-Tahar, dove Israele ha conquistato il castello di Beaufort. L’esercito israeliano, intanto, ha comunicato che il sergente maggiore riservista Alexander Filin, di 29 anni, è rimasto ucciso in combattimento, ieri nel sud del Libano. Nel corso dell’operazione, altri sette soldati sono rimasti feriti. Tutti i militari sono stati trasportati in ospedale per ricevere cure mediche.

(reuters)

La Germania dispiega due navi per la possibile missione a Hormuz

La Germania sta dispiegando due navi nel Mar Rosso in preparazione per una possibile missione nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, all’arrivo alla ministeriale Difesa Nato. “Mentre stiamo parlando, il nostro cacciamine Fulda e la nave appoggio Mosel stanno attraversando il Canale di Suez in direzione del Mar Rosso. Le unità verranno pre-posizionate per una possibile missione nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato, definendo il pre-posizionamento “una misura preventiva e lungimirante”. “Vogliamo essere in grado di intervenire rapidamente, se necessario e se la missione dovesse concretizzarsi, e soprattutto arrivare rapidamente nello Stretto di Hormuz”. Per la missione “non è necessario un mandato del Bundestag tedesco”, ha spiegato Pistorius, in quanto l’operazione rientra nel mandato della missione Ue Eunavfor Aspides. “Se poi si dovesse procedere oltre, una volta chiarite le condizioni, ci rivolgeremo al Bundestag per ottenere un mandato parlamentare. Quando e se questo accadrà è ancora aperto”, ha aggiunto. Per la Germania, infatti, per operare nello Stretto di Hormuz “serve un chiaro quadro di diritto internazionale, che può assumere diverse forme. E serve un permissive environment, cioè in particolare il consenso dell’Iran e dell’Oman per eventuali attività di sminamento”.

La Germania dispiega due navi per la possibile missione a Hormuz

La Germania sta dispiegando due navi nel Mar Rosso in preparazione per una possibile missione nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, all’arrivo alla ministeriale Difesa Nato. “Mentre stiamo parlando, il nostro cacciamine Fulda e la nave appoggio Mosel stanno attraversando il Canale di Suez in direzione del Mar Rosso. Le unità verranno pre-posizionate per una possibile missione nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato, definendo il pre-posizionamento “una misura preventiva e lungimirante”. “Vogliamo essere in grado di intervenire rapidamente, se necessario e se la missione dovesse concretizzarsi, e soprattutto arrivare rapidamente nello Stretto di Hormuz”. Per la missione “non è necessario un mandato del Bundestag tedesco”, ha spiegato Pistorius, in quanto l’operazione rientra nel mandato della missione Ue Eunavfor Aspides. “Se poi si dovesse procedere oltre, una volta chiarite le condizioni, ci rivolgeremo al Bundestag per ottenere un mandato parlamentare. Quando e se questo accadrà è ancora aperto”, ha aggiunto. Per la Germania, infatti, per operare nello Stretto di Hormuz “serve un chiaro quadro di diritto internazionale, che può assumere diverse forme. E serve un permissive environment, cioè in particolare il consenso dell’Iran e dell’Oman per eventuali attività di sminamento”.

Wsj: “Telefonata di fuoco tra Trump e Netanyahu: smetti di bombardare”

Per sentirsi si sentono spesso, ma le telefonate tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu non sono più così amichevoli come un tempo. A confermarlo, dopo le indiscrezioni di Axios dei giorni scorsi, è il Wall Street Journal che riporta nuovi particolari su recenti conversazioni tra i due leader.
Mentre tentava di convincere l’Iran a firmare il memorandum di intesa, che prevede lo stop ai bombardamenti anche in Libano, il presidente americano ha chiamato il premier israeliano e lo ha incalzato: “Perchè fai saltare in aria edifici?”, ha detto, “smettila”.
In un’altra telefonata, Trump si sarebbe lamentato che una recessione globale scatenata dalla guerra potrebbe alimentare un parallelo tra lui ed Herbert Hoover, il presidente della Grande Depressione degli anni ’30. E ai suoi consiglieri avrebbe detto che nessuno puo’ gestire Netanyahu, intenzionato a “bombardare tutti”. A riprova delle crescenti tensioni e della minore fiducia, ha rivelato un funzionario della Casa Bianca, dopo le telefonate Trump ora chiede spesso ai suoi se quanto gli ha detto Netanyahu sia vero, cosa che di solito non faceva.
Trump si è arrabbiato quando gli sono state mostrate le immagini di cristiani colpiti in Libano ed è frustrato per il fatto che Israele continui a bombardare nonostante il cessate-il-fuoco. Per risolvere l’impasse, Trump ha convocato nello studio Ovale i funzionari israeliani e libanesi impegnati in trattative e ha cercato di mediare lui stesso un accordo

Wsj: “Telefonata di fuoco tra Trump e Netanyahu: smetti di bombardare”

Per sentirsi si sentono spesso, ma le telefonate tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu non sono più così amichevoli come un tempo. A confermarlo, dopo le indiscrezioni di Axios dei giorni scorsi, è il Wall Street Journal che riporta nuovi particolari su recenti conversazioni tra i due leader.
Mentre tentava di convincere l’Iran a firmare il memorandum di intesa, che prevede lo stop ai bombardamenti anche in Libano, il presidente americano ha chiamato il premier israeliano e lo ha incalzato: “Perchè fai saltare in aria edifici?”, ha detto, “smettila”.
In un’altra telefonata, Trump si sarebbe lamentato che una recessione globale scatenata dalla guerra potrebbe alimentare un parallelo tra lui ed Herbert Hoover, il presidente della Grande Depressione degli anni ’30. E ai suoi consiglieri avrebbe detto che nessuno puo’ gestire Netanyahu, intenzionato a “bombardare tutti”. A riprova delle crescenti tensioni e della minore fiducia, ha rivelato un funzionario della Casa Bianca, dopo le telefonate Trump ora chiede spesso ai suoi se quanto gli ha detto Netanyahu sia vero, cosa che di solito non faceva.
Trump si è arrabbiato quando gli sono state mostrate le immagini di cristiani colpiti in Libano ed è frustrato per il fatto che Israele continui a bombardare nonostante il cessate-il-fuoco. Per risolvere l’impasse, Trump ha convocato nello studio Ovale i funzionari israeliani e libanesi impegnati in trattative e ha cercato di mediare lui stesso un accordo

Wsj: “Telefonata di fuoco tra Trump e Netanyahu: smetti di bombardare”

Per sentirsi si sentono spesso, ma le telefonate tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu non sono più così amichevoli come un tempo. A confermarlo, dopo le indiscrezioni di Axios dei giorni scorsi, è il Wall Street Journal che riporta nuovi particolari su recenti conversazioni tra i due leader.
Mentre tentava di convincere l’Iran a firmare il memorandum di intesa, che prevede lo stop ai bombardamenti anche in Libano, il presidente americano ha chiamato il premier israeliano e lo ha incalzato: “Perchè fai saltare in aria edifici?”, ha detto, “smettila”.
In un’altra telefonata, Trump si sarebbe lamentato che una recessione globale scatenata dalla guerra potrebbe alimentare un parallelo tra lui ed Herbert Hoover, il presidente della Grande Depressione degli anni ’30. E ai suoi consiglieri avrebbe detto che nessuno puo’ gestire Netanyahu, intenzionato a “bombardare tutti”. A riprova delle crescenti tensioni e della minore fiducia, ha rivelato un funzionario della Casa Bianca, dopo le telefonate Trump ora chiede spesso ai suoi se quanto gli ha detto Netanyahu sia vero, cosa che di solito non faceva.
Trump si è arrabbiato quando gli sono state mostrate le immagini di cristiani colpiti in Libano ed è frustrato per il fatto che Israele continui a bombardare nonostante il cessate-il-fuoco. Per risolvere l’impasse, Trump ha convocato nello studio Ovale i funzionari israeliani e libanesi impegnati in trattative e ha cercato di mediare lui stesso un accordo

Rutte: “Positiva l’intesa siglata da Trump, indebolisce la capacità nucleare di Teheran”

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha “accolto positivamente” l’intesa siglata da Usa e Iran che pone fine alla guerra. Parlando dalla ministeriale della Nato, Rutte ha aggiunto che “il presidente Trump ha concluso un buon accordo, importante perché mira a indebolire la capacità nucleare di Teheran”. Simile risultato, secondo il segretario dell’Alleanza, è stato raggiunto per quanto riguarda la capacità missilistica iraniana, “che rappresenta una minaccia non solo per il Medio Oriente, ma anche per l’Europa e altre parti del mondo”, e inoltre per ciò che concerne “il ritorno della libertà di navigazione”.

Ghalibaf: “Abbiamo trattato da posizione di forza grazie ai successi sul campo”

Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che Teheran ha condotto i negoziati diplomatici con gli Stati Uniti “da una posizione di forza”. Lo riporta al Jazeera citando un’intervista all’emittente iraniana Press Tv in cui Ghalibaf, che è anche presidente del Parlamento, ha dichiarato che la “vittoria sul campo di battaglia” dell’Iran ha fatto da sfondo ai colloqui. “La differenza tra i negoziati attuali e quelli precedenti è che oggi questa vittoria sul campo di battaglia, riconosciuta sia dai nemici che dagli amici, funge da base per le trattative”.

L’Idf: “Un nostro soldato morto in Libano”

L’esercito israeliano annuncia la morte di un soldato nel Libano meridionale. Si tratta di un sergente maggiore di 29 anni. L’idf ha inoltre comunicato che altri tre soldati sono rimasti feriti in modo non grave nello stesso attacco e sono stati evacuati per ricevere cure mediche. Altri quattro hanno riportato ferite lievi.

Il Pakistan: “Teheran riaprirà subito Hormuz”

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif afferma che l’Iran riaprirà “immediatamente” lo Stretto di Hormuz e che gli Stati Uniti revocheranno “subito” il blocco. Lo prevede il memorandum. Tale protocollo “entrerà in vigore con effetto immediato e, in una prima fase, l’Iran riaprirà senza indugio lo stretto e gli Stati Uniti revocheranno immediatamente il blocco navale”.

Pakistan padrone di casa per la firma dell’accordo Usa-Iran

Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato – come riporta l’agenzia Anadolu – il primo ministro Shehbaz Sharif.

L’Iran: “Se Israele attacca il Libano consideriamo l’accordo violato”

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Baghaei, ha confermato la firma del memorandum da parte di Teheran: “I sessanta giorni per il testo definitivo partono da oggi. Ci auguriamo che gli Stati Uniti facciano di tutto per i nostri beni congelati”. Poi l’avvertimento: “Se Israele bombarderà il Libano, la considereremo una mossa che viola l’accordo”.

Trump ha firmato l’accordo con l’Iran a Versailles a cena con Macron

Donald Trump ha firmato personalmente una copia del memorandum of understanding con l’Iran mentre era a cena con il presidente francese Emmanuel Macron a Versailles. Lo riporta Axios citando alcune fonti.

La Casa Bianca conferma: “Firmato il memorandum con l’Iran”

Dopo le indiscrezioni di Axios, arriva la conferma ufficiale della Casa Bianca: gli Stati Uniti hanno firmato il memorandum per il Medio Oriente con l’Iran.

L’Iran conferma che il protocollo è stato firmato elettronicamente

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha confermato che il memorandum d’intesa con gli Stati Uniti è stato firmato in via elettronica. Parlando all’emittente statale Press TV, Baghaei ha affermato che l’accordo è stato ora formalmente firmato da entrambe le parti in via elettronica.

Axios: “Iran e Usa hanno firmato, l’accordo è ora in vigore”

L’Iran e gli Stati Uniti hanno firmato elettronicamente il memorandum per mettere fine alla guerra. Lo riporta Axios citando due fonti americane. La firma è stata “digitale” e ora l’accordo di pace è in vigore. Nero su bianco confermato anche da Teheran.

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