Il 2025 è stato ottimo per le rinnovabili (nonostante tutto): cosa dobbiamo aspettarci ora, tra Europa e Cina?

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Per dare un’idea di quanti passi avanti siano stati fatti nell’ultimo ventennio, Scienza ha scritto che nel 2004 il mondo ha impiegato un anno intero per installare 1 gigawatt solare; oggi, invece, il doppio della capacità viene collegato alla rete ogni giorno. “All’epoca – si legge – le fonti rinnovabili eranote da un’aura di virtù: gli acquirenti pagavano un sovrapprezzo rispetto alle energie fossili per via delle preoccupazioni climatiche. Oggi, invece, il vero motore è l’interesse personale: costi inferiori e maggiore sicurezza energetica”.

Si tratta di un cambio di paradigma fondamentale: non si installano le rinnovabili perché si deve, ma perché conviene (al netto dei costi di sistema). La dimensione etica, cioè, è stata rimpiazzata dalla razionalità economica: i pannelli fotovoltaici, in particolare, garantiscono bassi costi di generazione e permettono di sostituire i combustibili fossili nella produzione di elettricità.

Grafico via Science.

Scienza porta l’esempio del Pakistandove dal 2022 al 2024 le importazioni di moduli solari cinesi sono quintuplicate, mentre l’invasione russa dell’Ucraina faceva schizzare i prezzi del gas naturale. E poi c’è l’Africache ha ricevuto quantità enormi di pannelli dalla Cina e potrebbe sfruttarli per elettrificare le comunità rurali ed emancipare la popolazione dai generatori a gasolio.

La Cina, un gigante industriale verde

Il merito dell’ascesa e della diffusione delle rinnovabili è innanzitutto di quello che Scienza definisce “il potente motore industriale della Cina”, che oggi producono l’80% delle celle solari al mondo, il 70% delle turbine eoliche e il 70% delle batterie al litio, un prezzo impossibile da eguagliare per la concorrenza internazionale. oltre il 10% del prodotto interno lordo cinese e ne ha trasformatoassieme all’economiaanche il paesaggio: i pannelli fotovoltaici ricoprono i deserti ei fianchi di colline e montagne; le turbine eoliche vengono disposte in fila al largo delle coste e in cima agli altopiani.

Nel 2024 la Cina ha installato parchi eolici e solari per una capacità equivalente a quella di cento centrali nucleariallacciando questi impianti alla rete tramite migliaia di chilometri di linee ad alta tensione. Il carbonetuttavia, non è stato abbandonato: anzi, Pechino continua a esserne la maggiore consumatrice del pianeta – ne utilizza il 30% in più del resto del mondo messo insieme – ea costruire nuovi impianti, ai quali viene sempre più spesso affidato il compito di bilanciare la generazione intermittente delle rinnovabili.

D’altra parte, nel 2025 in Cina si è verificato il primo calo della generazione elettrica da fonti fossili (-1%) in dieci annia fronte di un aumento del fabbisogno totale di elettricità che è stato coperto in misura maggiore da idrico (+2,8%) e nucleare (+7,7%).

Eolico e solare sorpassano i fossili in Europa

Nell’Unione europeainvece, l’anno scorso eolico e fotovoltaico sono valse il 30,1% della generazione elettrica comunitaria (841 terawattora), mentre i combustibili fossili il 29% (809 TWh). Nel dettaglio, le due hanno prodotto rinnovabile più elettricità di tutte le fonti fossili in quattordici paesi membri su ventisette. E grazie soprattutto al contributo del solare, diversi stati storicamente molto legati al carbone – come la Grecia, la Bulgaria e la Slovenia – sono vicini alla svolta.

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