L’amministratore delegato statunitense di PwC ha lanciato un duro avvertimento al personale senior, dichiarando che i partner che resistono all’intelligenza artificiale “non hanno posto” nell’azienda mentre rimodella rapidamente il suo modello di business per adattarsi alla rivoluzione tecnologica.
Paul Griggs, che ha assunto la carica di CEO degli Stati Uniti nel maggio 2024, ha affermato che il colosso dei servizi professionali si sta muovendo decisamente verso una L’intelligenza artificiale innanzitutto modello operativo, con l’automazione destinata a modificare radicalmente il modo in cui i servizi fiscali, di revisione e di consulenza vengono forniti e fissati i prezzi.
Nei commenti riportati dal Financial Times, Griggs ha chiarito che nessuno all’interno dell’organizzazione sarà esente dalla trasformazione, avvertendo che coloro che non saranno disposti ad abbracciare l’intelligenza artificiale alla fine verranno lasciati indietro. Ha detto che qualsiasi partner che crede di poter rinunciare al turno “non resterà qui così a lungo”, sottolineando l’urgenza con cui l’azienda sta perseguendo il cambiamento.
Al centro della strategia di PwC c’è l’abbandono del tradizionale modello di ore fatturabili che da tempo sostiene l’economia delle Big Four. Invece, l’azienda sta sviluppando strumenti basati sull’intelligenza artificiale in grado di fornire servizi direttamente ai clienti senza la necessità di un costante coinvolgimento umano.
Alcuni servizi fiscali e di consulenza vengono convertiti in piattaforme automatizzate a cui i clienti possono accedere in modo indipendente, con prezzi che dovrebbero spostarsi verso modelli basati su abbonamento piuttosto che su fatturazione basata sul tempo. Ciò segna un significativo allontanamento dalla struttura ad alta intensità di manodopera che storicamente si è basata su grandi squadre di personale junior che svolgevano compiti analitici e amministrativi di routine.
L’azienda è pronta a formalizzare questa direzione con il lancio di “PwC One”, una nuova piattaforma di intelligenza artificiale che offre ai clienti l’accesso a una suite di servizi automatizzati. Coprendo inizialmente aree quali la due diligence su fusioni e acquisizioni e la consulenza fiscale complessa, si prevede che la piattaforma si espanderà rapidamente man mano che PwC sviluppa le sue capacità di intelligenza artificiale.
La mossa riflette una sfida esistenziale più ampia che il settore dei servizi professionali deve affrontare. Avanzamenti in IA generativa e l’automazione sono sempre più in grado di gestire compiti che un tempo erano appannaggio di consulenti e analisti, sollevando interrogativi sulla fattibilità a lungo termine dei modelli di consulenza tradizionali.
Per aziende come PwC, Deloitte, EY e KPMG, il rischio è duplice. Non solo l’intelligenza artificiale potrebbe ridurre la necessità di una grande forza lavoro, ma potrebbe anche consentire ai clienti di portare più capacità internamente, bypassando del tutto i consulenti esterni. In risposta, PwC sta tentando di riposizionarsi sia come fornitore di competenze che come sviluppatore di soluzioni tecnologiche scalabili.
I commenti di Griggs sottolineano anche un cambiamento culturale all’interno dell’azienda, dove l’adattabilità all’intelligenza artificiale sta diventando un’aspettativa fondamentale piuttosto che una competenza specialistica. Al personale senior viene detto che abbracciare l’automazione non è più facoltativo, ma essenziale per mantenere la rilevanza in un mercato in rapida evoluzione.
Gli esperti del settore affermano che il cambiamento è inevitabile. Raj Abrol, amministratore delegato di Galytix, ha descritto l’intelligenza artificiale come una forza trasformativa nella gestione del rischio e nel processo decisionale, in particolare in un’era definita dall’incertezza economica e geopolitica. Ha osservato che la capacità di elaborare e interpretare vasti set di dati in tempo reale sta diventando un vantaggio competitivo fondamentale per le organizzazioni che navigano in ambienti sempre più complessi.
Kenny MacAulay, amministratore delegato della piattaforma contabile Acting Office, è stato più schietto, sostenendo che lo scetticismo sull’intelligenza artificiale è incompatibile con la moderna leadership aziendale. Ha affermato che le aziende che non riescono a integrare l’intelligenza artificiale rischiano rapidamente di rimanere indietro rispetto ai concorrenti che stanno già sfruttando l’automazione per migliorare l’efficienza e i risultati per i clienti.
La posizione aggressiva di PwC evidenzia la rapidità con cui l’intelligenza artificiale si sta spostando da tecnologia sperimentale a necessità operativa. Mentre l’azienda accelera la sua transizione, il messaggio alla sua forza lavoro è inequivocabile: adattarsi al futuro guidato dall’intelligenza artificiale, o rischiare di essere sostituito da chi lo farà.
