Il mio nello stretto di Hormuz, l’arma a basso costo usata da 200 anni che può cambiare (di nuovo) lo scenario di guerra

Date:

Il mio nello stretto di Hormuz per ampliare la linea dei combattimenti, renderla invisibile e imprevedibile, con il rischio reale e tangibile di un blocco totale per la navigazione. Con conseguenze che possono protrarsi per anni. Le mie navali sono un’arma usata ciclicamente in tutte le guerre, da secoli, dove a essere conteso è anche uno specchio di costa, un passaggio navale o uno stretto strategico. O a protezione di porti e per scongiurare attacchi con mezzi anfibi. Guerra di Crimea, guerre mondiali, Vietnam, Ucraina e adesso (di nuovo) il golfo Persico. L’Iran starebbe utilizzando imbarcazioni di ogni tipo per minare le acque dello stretto di Hormuz, con il rischio di una paralisi totale di un’arteria fondamentale dei commerci mondiali.

Etra Shahedmissili teleguidati e tecnologie di ultima generazione con impiego di intelligenza artificiale (AI) e sistemi autonomi, adesso il rischio più grande viene da un’arma a basso costo, che si usa da più di duecento anni. E che può galleggiare a pelo d’acqua, essere ancorata al fondo, fluttuare in sospensione tra le onde. Pronta a esplodere in qualsiasi momento.

È in corso una vera e propria battaglia navale

Un’arma tanto vecchia quanto letale

Secondo un rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche statunitense, “Le mio sono tra le armi più efficaci e letali che una forza navale possa impiegare”. Fondamentalmente per una serie di fattori. “Le mie sono incredibilmente efficaci come strumento per interrompere il traffico marittimo. Sono economiche, possono essere prodotte in grandi quantità, non richiedono sistemi di impiego complessi e possono essere posate da un’ampia gamma di diverse imbarcazioni”spiega in un’intervista a Wired Italia Richard Dunley della University of New South Wales di Canberra. “I loro limiti principali sono che incidono solo su una specifica area di mare, sono generalmente non mobili e la maggior parte non può essere posata in acque davvero profonde. Queste limitazioni vengono ridotte al minimo se sono impiegate in vie d’acqua strategiche”spiega Dunley che è esperto di strategia marittima e tecnologia navale.

Ed è proprio lo scenario di Hormuz a preoccuparsi per portata e conseguenze. “Le mie navali sono incredibilmente dirompenti, e lo stretto di Hormuz verrebbe di fatto chiuso finché non venne completata con successo un’operazione di bonifica delle minecosa che sarebbe quasi impossibile da realizzare durante un conflitto armato”spiega sempre a Wired Italia Mark Nevitt, oggi docente alla Emory University School of Law di Atlanta, ma con 20 anni di carriera militare nella Marina degli Stati Uniti. Un’altra caratteristica è che “sono incredibilmente difficili da individuaredadi Nevitt. Questo vuol dire che “è virtualmente impossibile garantire il passaggio sicuro di una petroliera se lo stretto di Hormuz fosse minato, a causa delle conseguenze potenzialmente catastrofiche”spiega. “Se una petroliera colpisse una mina sarebbe disastroso e provocherebbe anche un grave disastro ambientale”concludono.

Dalle guerre mondiali allo stretto di Hormuz

Le primo mio vennero messe a punto dall’inventore americano David Bushnell nel 1776. Di fatto, esistono da quando esistono gli Stati Uniti. Bushnell è lo stesso che un anno prima inventò il primo sottomarino militare. La prima mina aveva la forma di una botte di legno con polvere da sparo dentro, e una “tecnologia” di innesco fatta di una spoletta a contatto.

Condividi l'articolo:

Popolari

IN EVIDENZA
Related

I contratti CRBC della Cina superano i 1.200 miliardi di scellini grazie ad accordi lucrosi

L'aggiudicazione del contratto di modernizzazione dell'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta...

Trailer di “Pratica Magia 2” | Moviefone

Film di magia praticaSally e Gillian Owens, nate in...