Nel 1946, in California, un ingegnere di nome James Bullough Lansing fonda un’azienda per costruire altoparlanti di alto lignaggio. Ottant’anni dopo, le tre lettere Jbl capeggiano sulle cuffie dei pendolari, sulle PartyBox accese in spiaggia e sui sistemi di diffusione di oltre il 40% delle sale cinematografiche del pianeta. La traiettoria è una delle più longeve dell’audio di consumo: parte dai monitor da studio, attraversa l’epoca dei grandi sistemi hi-fi degli anni Settanta, intercetta la rivoluzione dello altoparlante bluetooth portatilee oggi entra in quella che possiamo chiamare la fase software – il momento in cui non basta più una membrana ben fatta, serve un algoritmo che sappia come usarla. Da rilevare che Jbl dal 1969 è un marchio di Harman International, a sua volta sussidiaria di Samsung dal 2017. L’ecosistema Harman include Jbl, Harman Kardon, Akg, Infinity, Crown, Lexicon, Mark Levinson e altri marchi.
Per festeggiare il traguardo, Jbl oggi ha deciso di non limitarsi a un’edizione speciale celebrativa: ha rilanciato buona parte del catalogo. Accanto ai prodotti, ha annunciato un roadshow internazionale: la Galleria di riproduzione Jbl nel corso del 2026 toccherà Amsterdam, Los Angeles, Monaco, New York, Tokyo e Vienna, ripercorrendo la storia del marchio attraverso i suoi oggetti iconici. Di grande impatto la rivista digitale celebrativa (disponibile per un periodo limitato) e una stagione speciale del podcast Audio Talks di Harman, con interviste a ingegneri, designer e artisti che hanno contribuito a definire il suono Jbl.
