L’intelligenza artificiale secondo Giorgio Parisi. Il Nobel per la Fisica ci ricorda qual è l’arma più potente che hanno le persone

Date:

Come dice Papa Leone XIV, dobbiamo disarmare l’intelligenza artificiale (AI). Oppure renderla più umana, come da ambizione congiunta dei primi ministri italiano e indiano Giorgia Meloni e Narendra Modirilanciata la scorsa settimana a Roma. E poi regolarla, per evitare che gli innegabili vantaggi dell’AI vengano sopraffatti dai rischi, come stanno cercando di fare con fatica le istituzioni, soprattutto europee. Sono strade che vanno percorse insieme, cercando di farle giungere alla stessa destinazione, magari nello stesso momento.

Secondo Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica nel 2021 per i suoi studi sui sistemi complessiil dibattito sull’intelligenza artificiale non può rinunciare a tenere insieme i fili delle dimensioni etica, politico, tecnologica e di quella regolatoria. E per restare nella metafora: “Pensiamo alle automobili: se non avessimo adottato il codice della strada, la situazione sarebbe disastrosa (con l’AI, ndr) è molto importante“, afferma.

Le parole di Parisi

Ma quanto consumano data center e AI?

Lo incontriamo a margine dell’evento conclusivo del Festival dello sviluppo sostenibile, organizzato da Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis)motivo per cui la nostra conversazione parte dalla riflessione su un altro dei rischi collaterali della corsa dell’AI, ma che rimane fondamentale: quello ambientale. Quanta energia consuma, davvero tutta questa intelligenza artificiale? “Il problema”, ci dice Parisi, “è che avere i numeri precisi adesso è difficile, ed è ancora più difficile fare le previsioni del futuro“. Quello che sappiamo, grazie all’Agenzia internazionale dell’energiaè che tutti i data center nel mondo hanno consumato nel 2024 circa quattrocento terawattora l’anno, l’uno e mezzo per cento del consumo globale di elettricità.

Qualcosa di non trascurabile”, dadi Parisi, “ma non certo una quantità di energia che fa saltare il budget”. Per comprendere meglio su che scala stiamo viaggiando, aggiungi un confronto: la rete bitcoin vale all’incirca lo 0,5% dei consumi elettrici mondiali. Anche per questo bloccare i bitcoin sarebbe utile”.

E la quota AI all’interno dei data center, quanto consuma? Qui i numeri diventano ancora più scivolosi. La quota attribuita all’intelligenza artificiale, spiega Parisi, “va dal 5 al 15% a seconda delle fonti” che si prendono in considerazione. Ma in futuro potrebbe salire al fino al 30-40%. Il guaio potrebbe diventare presto strutturale: “Le aziende sono opache, i metodi di calcolo sono disomogenei”. Quello che sembra abbastanza certo è che entro il 2030 i consumi dei data center si raddoppieranno, arrivando al 3% del totale globale. Allora sì che il mondo dovrà trovare una soluzione per produrre tutta quell’energia senza peggiorare ulteriormente la situazione planetaria. “Ma la partita non è solo in mano alle compagnie: i governi possono, e forse devono, intervenire”.

Per una intelligenza artificiale etica

Anche perché accanto alla questione energetica, c’è quella etica, oltre politica. Proprio la scorsa settimana Giorgia Meloni e Narendra Modi hanno parlato di un’AI “più umano e sostenibile”, ma soprattutto capace di uscire dalla morsa del duopolio formato da Cina e Stati Uniti, mentre l’Europa si limita a regolamentare.

Condividi l'articolo:

Popolari

IN EVIDENZA
Related

I contratti CRBC della Cina superano i 1.200 miliardi di scellini grazie ad accordi lucrosi

L'aggiudicazione del contratto di modernizzazione dell'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta...

Trailer di “Pratica Magia 2” | Moviefone

Film di magia praticaSally e Gillian Owens, nate in...