OpenAI ha annunciato ChatGPT Saluteuna versione del suo chatbot dedicata alla salute, progettata per offrire agli utenti un ambiente più sicuro e riservato in cui porre domande su temi medici e di benessere. La novità arriva pochi giorni dopo che l’azienda aveva diffuso alcuni materiali sul ruolo dell’intelligenza artificiale come “alleato sanitario”. Al momento ChatGPT Health non è disponibile in Europa e nel Regno Unito.
ChatGPT Health sarà disponibile come scheda separataall’interno di ChatGPT e disporrà di una cronologia e di una memoria distinta rispetto al resto della piattaforma. OpenAI invita gli utenti a collegare al servizio i propri dati sanitari e app di fitnesscome Apple Health, Peloton, MyFitnessPal, Weight Watchers e Function, per ottenere risposte più personalizzate. Il sistema potrà così analizzare referti medici, risultati di laboratorio, piani alimentari e dati su attività fisica e sonno.
Per la gestione delle cartelle cliniche, OpenAI collaborerà con b.behche fornirà l’infrastruttura per l’integrazione dei dati. L’azienda statunitense collabora con circa 2,2 milioni di fornitori sanitari. ChatGPT Health è attualmente accessibile tramite una lista d’attesa riservata a un gruppo di utenti beta, ma verrà esteso progressivamente a tutti, indipendentemente dal piano di abbonamento.
OpenAI precisa che il nuovo servizio non sostituisce la consulenza medica professionale e non è “destinato alla diagnosi o al trattamento”. L’uso improprio dell’IA per fini clinici è già stato oggetto di casi controversi: nel 2024, un rapporto medico aveva descritto il ricovero di un paziente che aveva seguito un consiglio errato di ChatGPT riguardo la sostituzione del sale con bromuro di sodio. Episodi simili hanno coinvolto anche altri sistemi di IA, come Google AI Overview, accusato di fornire suggerimenti potenzialmente pericolosi per la salute.

Secondo dati diffusi dall’azienda, ogni settimana più di 230 milioni di persone nel mondo utilizzare ChatGPT per domande legate alla salute e al benessere. OpenAI afferma inoltre di aver lavorato, negli ultimi due anni, con oltre 260 medici per affinare le risposte del modello in più di 30 ambiti tematici, raccogliendo oltre 600.000 feedback.
Nel blog ufficialeOpenAI spiega che ChatGPT Health potrà aiutare gli utenti a interpretare i risultati di test medici, prepararsi a visite o scegliere polizze sanitarie in base alle proprie abitudini. Tuttavia, l’azienda ha toccato con cautela il tema della salute mentale, limitandosi a menzionare la possibilità di personalizzare le istruzioni per evitare argomenti sensibili. Durante un incontro con la stampa, Fidji Simo, CEO della divisione applicazioni, ha chiarito che l’assistente può comunque affrontare anche discussioni relative al benessere psicologico, ma che in situazioni di crisi o disagio il sistema indirizzerà l’utente verso professionisti o risorse adeguate.
OpenAI afferma di aver lavorato per ridurre il rischio di allarmismo e prevenire effetti negativi come l’ansia da ipocondria. Il modello, ha spiegato Simo, è stato calibrato per essere informativo ma non allarmante, e per indirizzare sempre l’utente verso il sistema sanitario quando necessario.
Sul fronte della sicurezza, ChatGPT Health funzionerà uno spazio separato con misure di privacy avanzate. Le conversazioni non saranno utilizzate per addestrare i modelli di base e saranno protette da diversi livelli di crittografia, anche se non end-to-end. Se una chat sanitaria viene avviata nel normale ChatGPT, l’utente sarà invitato a spostarla nella sezione Salute per una maggiore protezione. In caso di richieste legali o emergenze, OpenAI potrà comunque fornire accesso ai dati, come specificato dal responsabile della divisione Health, Nate Gross.
Gross ha inoltre chiarito che ChatGPT Health non rientra nell’ambito di applicazione dell’HIPAA (la normativa statunitense sulla privacy in ambito sanitario), poiché si tratta di un prodotto destinato ai consumatori e non a contesti clinici professionali.
Nonostante le promesse di sicurezza e personalizzazione, il nuovo servizio solleva interrogativi su come gli utenti utilizzeranno un assistente AI che può accedere a informazioni sanitarie così sensibili, soprattutto in un settore dove la fiducia e l’affidabilità rimangono essenziali.
