Traiettorie convergenti. Intervista a Comellini di Thales e Patassa pilota collaudatore dell’Aeronautica militare italiana

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Che cosa vi sorpreso di più nell’addestramento da astronauta?

AP: Due cose. La prima è rappresentata da quanto di più lontano ci sia dal mio background: biologia, esperimenti in laboratorio, il corso di medicina. Sono ambizioni che non conoscevo e che mi hanno incuriosito moltissimo. La seconda è stata una sorpresa nella sorpresa: i voli parabolici, quelli in cui si sperimenta l’assenza di peso per una ventina di secondi, una trentina di volte per volo. Vista la familiarità, pensavo di non mi sorprendere e invece mi sono divertito come poche altre volte in vita mia. Fluttuare dentro una cabina e sperimentare quella sensazione, anche se per pochi secondi, è un’esperienza eccezionale, che mi ha ingolosito; Spero di riprovarla per periodi ben più lunghi.

AC: Quanto mi sia divertita! Ho però apprezzato maggiormente le esperienze lontane dalla mia quotidianità, perché quando, come me, si sceglie un settore estremamente specifico, il tempo per studiare o fare altro manca. Penso ai corsi di sopravvivenza oa quelli di medicina: è stata una grande gioia poter acquisire competenze nuove e di certo non mi sarei mai immaginata a mettere i punti di sutura su un pollo, ma è successo ed è stato molto stimolante.

Lo Spazio sta palesando sempre di più una componente militare. Da ufficiali dell’Aeronautica, come vivete questa fase?

AP: Non è nient’altro che un’evoluzione, un incremento di ciò che lo Spazio è sempre stato, cioè un ambito che risponde a necessità sia civili sia di difesa. Proprio per la sua importanza nella sicurezza pubblica, è importante che l’Europa continui ad avere un ruolo da protagonista nello Spazio ea cercare un’autonomia strategica. Quanto questo sia cruciale ormai lo sentiamo ripetere ogni giorno.

AC: Con la opportuna dose di realismo: ognuno di noi vorrebbe vivere in pace, ma la storia sta dimostrando con la massima perentorietà quanto questo desiderio sia idealistico. Posso solo sperare che i nostri leader politici siano abbastanza lungimiranti da permetterci di mantenere lo Spazio, prima di tutto, come un luogo di ricerca ed esplorazione.

Un’italiana o un italiano cammineranno sulla Luna; pensi mai che potresti essere voi?

AP: Andare sulla Luna richiede un’esperienza pregressa solida, per questo, almeno all’inizio, le missioni lunari saranno appannaggio di astronauti come Luca Parmitano e Samanta Cristoforetti. Non nascondo che sarebbe un sogno, ma per noi la priorità sarà accumulare esperienza in orbita terrestre, cosa che spero mi accada il prima possibile. In seguito, se Samantha o Luca ci apriranno la strada, chissà. Le date corrispondono: lo sviluppo di una presenza continuativa sulla Luna caratterizzerà gli anni Trenta, quando la classe astronautica mia e di Anthea avrà età ed esperienza giusta per essere coinvolta. Non escludo (e mi auguro) che potremo vivere questa fase che, solo a pensarci, in tutti i sensi mi sembra fuori dal mondo.

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