Zalone: ​​“Il mio film che sfida Avatar”

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«Spero che il 26 mattina si svegli questo racconto James Camerun (lo pronuncia volutamente sbagliato, ndr) e dica: ‘Chi cazzo è questo Checco Zalone?’». Il fumetto barese è tornato e dal 25 dicembre esce la sua attesa nuova commedia Buen Camino in 1000 venditaper cui si prevedono incassi da capogiro. Come la vive il campione di incassi, ad oggi incontrastato a livello nazionale? «Sarebbe ipocrita dire che non ci aspettiamograndi numeri, e ci auguriamo che i futuri incassi possano far bene a tutto il comparto».

La nuova commedia lo vede nei panni di uno straricco che ha ereditato un impero dal padre e passa le sue giornate nell’ozio e nel lusso, fin quando non arriva la chiamata che gli cambia la vita. Sua figlia (la brava esordiente Letizia Arnò) è sparita e bisogna rintracciarla. La ritroverà sul Cammino di Santiago de Compostela e la seguirà, faticando non poco per adattarsi a una vita completamente agli antipodi dalla sua. «Abbiamo pensato al Cammino di Santiago in contrapposizione alla ricchezza. La domanda di base era “Cosa ti manda ‘fuori’ da un punto di vista familiare? Quando tuo figlio o figlia non corrispondono più alla tua identità. Un ricco viene messo in discussione quando, come nel film, una figlia gli dice che tutto quello che possiede non serve a nulla», spiega il regista Gennaro Nunziante.

Così l’attrice Letizia Arnòche ha appena compiuto diciotto anni sia nel film che nella vita: «Per interpretare questo film ho dovuto saltare la scuola per un mese e mezzo, purtroppo ho dovuto fare questo grande sacrificio! Oggi sono molto emozionata, voglio dire che lavorare con Zalone e Nunziante è un’esperienza unica, sono entrambi bravi a metterti a tuo agio. Siamo diventati una famiglia stando tanto tempo insieme. Sono due pilastri importanti, mi hanno dato tanta fiducia».

Il livello comico della nuova commedia, pur smussato da una considerevole dose di buonismo, non risparmiare battute politicamente scorrette su Palestina, ebrei nella lista di Schinder e 11 settembre. Zalone spiega: «Misurarsi con l’ignoto, il comico questo fa. Non deve dare risposte, ma procurare dubbi: è lì che si cresce, le certezze sono volgari e delle commedie bisogna sempre guardare il finale. II finali dei nostri film è che si va incontro all’uomo e lo si aiuta a crescere, crescere è l’elemento fondamentale».

La domanda portante del film, prosegue Nunziante, è «Dove va la nostra società e la volgarità di oggi?». Ha anche la risposta: «Oggi non si sa più chi è l’uomo, quindi non si sa chi è un padre. Noi raccontiamo un uomo partito che era padre ma non lo sapeva che ritorna dal Cammino di Santiago sapendo che cosa significava essere padre». Questo film segna la loro reunion, la racconta bene Zalone: ​​«Non abbiamo mai litigato, anzi abitiamo a due metri, ci separa un balcone di un appartamento più costoso dei nostri. Viviamo l’uno accanto all’altro a Bari». Idee per il prossimo film? «La Spagna è bella ma è stato faticoso, il prossimo lo giriamo a Bari».

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